La generazione dei Giulio Regeni

Quella di Giulio Regeni è una generazione itinerante: mobile per necessità e per desiderio. Continua a leggere

Rohani e le statue coperte: la vera posta in gioco

I professionisti dell’indignazione un tanto al chilo, i benpensanti della dignità della nostra civiltà, hanno avuto modo di sfogare la loro libido sulla questione delle statue nascoste alla vista nei Musei Capitolini, durante la visita del presidente iraniano Rohani. Una vicenda perfetta, per condannare la vergognosa sottomissione all’islam del governo, e incitare alla rivendicazione della superiorità della nostra cultura. Continua a leggere

Legge anti-moschee anche in Veneto: perché è un errore

La legge si presenta come semplice revisione normativa sul piano urbanistico. Tuttavia la norma approvata ieri in commissione urbanistica dal Consiglio regionale del Veneto consentirà di fatto ai sindaci di rendere la vita assai difficile a qualunque progetto di adibire un edificio ad uso religioso, e dunque alle moschee, che sono quelle che fanno problema a molti amministratori (non per quello che fanno, ma spesso per la loro sola esistenza).
Non c’è dubbio che i luoghi di culto vadano regolamentati, sul piano urbanistico come su quello dell’ordine pubblico. La normativa c’è, e sul piano regolamentare si può fare di più. La cosa riguarda anche la possibilità di adibire a luogo di culto edifici nati per altro scopo: un fatto, quello del cambio di destinazione d’uso, accettato peraltro correntemente in tutti i comuni come prassi abbastanza ordinaria di gestione urbanistica, e utilizzato, oltre che da molti altri soggetti (privati, imprese, commercianti, associazioni), anche dalle più diverse confessioni religiose, musulmani come pentecostali, testimoni di Geova come – succede – cattolici (anche perché ha un senso, per dire, sia sul piano economico che su quello urbanistico, acquistare un capannone in disuso in una zona industriale, per farne un centro culturale o un luogo di aggregazione religiosa – costa meno, e non si disturba nessuno…). Lo scopo del progetto però è dichiarato: è una legge anti-moschee, nata come tale. Lo mostra il comunicato con cui il tosiano Bassi, tra i promotori della legge, ha salutato l’approvazione di ieri: “L’ultimo episodio contestato recentemente dai cittadini del Comune di San Giovanni Lupatoto, nel veronese è la notizia di una prossima apertura di un centro studi per imam. Un’iniziativa (…) che registra tra la cittadinanza pareri critici e diffidenze”. Come se bastasse la diffidenza di qualcuno per legittimare la negazione di un diritto di molti (già oggi residenti e produttori, e in numero sempre maggiore domani cittadini ed elettori) – e per giunta davanti a un centro di formazione di imam (che è nell’interesse di tutti, che si formino…), neanche di una moschea. L’intento discriminatorio rischia dunque di fare aggio sul diritto alla libertà di culto, che non solo è garantito dalla Costituzione, ma è un vanto dell’occidente, che su questo tema rivendica a giusto titolo la sua superiorità nei confronti di paesi, culture e religioni che la libertà religiosa non rispettano.
Capiamo che in questi momenti sia considerato argomento popolare porsi in maniera conflittuale nei confronti dei musulmani; ma se appena guardiamo alle cose con una prospettiva di ragionevolezza o anche solo di convenienza, capiamo che l’inclusione, la trasparenza della presenza, il suo riconoscimento, farebbero diminuire i conflitti sociali; mentre discriminare una comunità religiosa in quanto tale, oltre che essere discutibile di principio e in ultima analisi odioso, rischia di aumentare i conflitti sociali, di esacerbare i rancori, e di legittimare i pregiudizi, che non è mai una saggia strada da percorrere, e rischia anzi di condurci verso situazioni peggiori di quelle che si dichiara di voler sanare.
Eppure sembra che proprio in quella direzione si voglia andare. Perché se l’intento di trattare tutte le confessioni religiose in maniera eguale è da salutare con favore, l’esito, dando ampi margini di discrezionalità ai sindaci di rifiutare situazioni che non piacciano, rischia di andare nella direzione opposta.
C’è ancora tempo per modificare il progetto in aula, regolamentando quanto va regolamentato, ma davvero in una logica inclusiva, che favorisca l’associazionismo religioso, come attore capace di contribuire alla vita comune (per esempio, obbligando i comuni a garantire nei piani regolatori spazi per edilizia di culto che non servano solo al mondo cattolico, ma riconoscano il nuovo pluralismo religioso che ormai caratterizza irrevocabilmente anche il nostro paese). Altrimenti è più onesto limitarsi a una legge di un unico articolo: “Non vogliamo musulmani in regione”. Assumendosi le responsabilità del caso.
LEGGE ANTI-MOSCHEE: I PERICOLI DELL’ESCLUSIONE, in “Corriere della sera – Corriere del Veneto”, 13 gennaio 2016, editoriale, p.1

Colonia: scontro tra culture o guerra tra i sessi?

I fatti del Capodanno di Colonia sono ancora oggetto di discussione, a giusto titolo: perché non riguardano solo la Germania, e toccano temi che porteremo con noi a lungo. Ricordiamo il dato si partenza: gruppi di immigrati, in parte profughi, si sono dati appuntamento per festeggiare il nuovo anno per strada, in gruppi aggressivi, infastidendo, insolentendo, derubando, palpeggiando e in un paio di casi purtroppo violentando molte donne che giravano sole o in piccoli gruppi. Continua a leggere

Capodanno, tra terrore e civiltà

Il 31 dicembre è passato. La festa, tanto attesa quanto temuta, anche. E non è successo niente: il primo Capodanno all’insegna della paura del terrorismo è stato esattamente come tutti gli altri. Ed è bene così. Continua a leggere

Considerazioni sul Natale e sul presepe

Mai come quest’anno il Natale, oltre che delle tradizioni, ha fatto parte del dibattito pubblico, politico e mediatico: presepi ostentati, forse anche laddove non si erano mai fatti prima (il che può anche essere considerato un positivo segnale di ritorno alle cose che ci danno senso), canti natalizi da parte di politici davanti alle scuole, rivendicazioni pubbliche di fedeltà al Natale… E mai come quest’anno è sembrato che se ne perdesse lo spirito, confrontando la piccolezza di talune polemiche con l’enormità degli eventi: quelli storici che stiamo vivendo e quelli rievocati dal rito. Ma va bene così, perché il Natale è anche segno di contraddizione. Continua a leggere

Islam: chi scherza con il fuoco

Il fatto, in sé, non è stato una tragedia: la bomba carta alla moschea dei bengalesi di via Jacopo da Montagnana, al quartiere Arcella di Padova, non ha fatto troppi danni. Ma il messaggio intimidatorio, pur in assenza di una rivendicazione, è arrivato. Continua a leggere

Natale, presepi e polemiche inutili

Puntuali, come ogni Natale, le speculazioni su come festeggiarlo nelle scuole si rinnovano: presepe sì, presepe no, canti sì, canti no, recita sì, recita no. Continua a leggere

L'islam in Italia, dopo Parigi

L’ISLAM IN ITALIA: l’INCHIESTA
I musulmani sono 1 milione e mezzo In mille «sotto osservazione»
Marocchini, egiziani, tunisini, bengalesi: per il 98% sunniti. Il nodo degli imam fai-da-te e le difficoltà dei moderati. Ma i combattenti tornati dalla Siria sono solo una decina
di Goffredo Buccini Continua a leggere

Zaia e le moschee. E' l'inizio di una svolta?

Il presidente della Regione Luca Zaia – con una intervista pubblicata sul Corriere – ha assunto nei confronti dell’islam che vive, abita, lavora e prega in Italia e in Veneto il ruolo istituzionale che gli è proprio. E’ una buona notizia, che va doverosamente sottolineata. Continua a leggere