Chiudere le famiglie per far riaprire la scuola?

Rimandato a settembre. Ma dovrebbe essere bocciato. Non parliamo di uno studente, ma del governo, che ha deciso che la scuola è il meno importante dei settori: e quindi può ricominciare, con comodo, a settembre.

Ma è troppo facile prendersela con il governo, o con la ministra dell’istruzione. Non si tratta solo di una scelta politica: è un problema culturale. E non solo del governo: del paese. E non di oggi: di sempre. Se di scuola non si parla, o se ne parla poco e male, non è per caso. Questa sottovalutazione viene da lontano. E ne siamo tutti corresponsabili.

Aprire non è facile: non c’è dubbio. Ma bisogna organizzarsi. Affrontando i problemi. Nel caso, con sperimentazioni, anche territoriali, per tentativi ed errori. Abbiamo alcune occasioni per farlo in sicurezza. La prima, è legata alle classi terminali dei vari cicli scolastici: quinta elementare, terza media, maturità. Ragazzi che non si rivedranno più, e che hanno diritto a un finale di ciclo meno brutale, un rito di passaggio, una cerimonia formale, anche solo un saluto a compagni e insegnanti, oltre che ad essere valutati, anche per aiutarli a orientarsi nelle scelte successive. Gli studenti di queste classi sono – come intuibile – un quinto dei bambini delle elementari, un terzo di quelli delle medie, e ancora un quinto (anzi meno, perché c’è la mortalità scolastica, chi si perde per strada negli anni) di quelli delle superiori (senza dimenticare scuole professionali e altri istituti). Essendo le scuole dimensionate per numeri molto superiori – la totalità degli studenti – ci sono tranquillamente gli spazi necessari e sufficienti per garantire i percorsi scolastici di queste classi fin da oggi, senza nemmeno aspettare gli esami, in sicurezza, rispettosi dei dispositivi di distanziamento. Quello che manca, come sempre in questo paese, è l’organizzazione delle cose pratiche, banali: autorizzazione a una diversa distribuzione degli insegnanti e degli orari, consegna ad ogni scuola di mascherine, gel, guanti, modesti investimenti in tecnologie (per collegare in video più classi, ad esempio). Per cui ci si ferma: ma non è ammissibile – una fabbrica non si ferma di fronte a piccole difficoltà organizzative.

Il prezzo pagato è già stato enorme: la perdita di socialità, il divario digitale che ha impedito a forse un quinto (un quinto!) degli studenti di frequentare decentemente questi mesi di scuola, buchi conoscitivi che pagheranno nei prossimi anni soprattutto i più deboli, diseguaglianze enormi tra insegnanti e plessi che si sono attivati e altri che non ne sono stati capaci, famiglie capaci di seguire i figli o meno.

Altro problema: visto che la priorità è la produzione, e la produzione riparte, piccolo dettaglio – dove li mettiamo i bambini? E qui possono avere un ruolo anche le regioni, e i comuni (così si evita il gioco del mero scaricabarile istituzionale). Quali servizi alle famiglie? E, nell’impossibilità, quali sussidi? Nidi e materne cosa faranno? Quali finanziamenti aggiuntivi arriveranno alle famiglie? Quale ruolo potranno avere le scuole quest’estate? Potranno fare da centri estivi, anche recuperando un po’ di quel che si è perso in questi mesi in termini di didattica e di supporto allo studio?

Ed è qui che viene fuori anche la responsabilità collettiva, storica e culturale, in cui siamo tutti implicati. Se questo avviene, se abbiamo la metà dei laureati della media dei paesi dell’Ocse, il doppio esatto degli analfabeti funzionali, le ultime posizioni nelle indagini comparative sul livello di preparazione degli studenti (20° su 28 in Europa), è perché investiamo molto meno degli altri in questo settore (investono meno di noi, in percentuale sul PIL, solo Slovacchia, Bulgaria, Romania e Irlanda). Ma se scuola ed educazione sono le cenerentole del bilancio di tutti (stato, regioni, comuni) è perché tanto c’è l’idea – evidente anche dalle scelte del governo – che di bambini e ragazzi se ne occupa la famiglia, considerata il terminale ultimo, lo spazio sicuro e protetto (neanche poi tanto, visto che un quarto dei contagi è avvenuto lì), la grande discarica di tutte le responsabilità e di tutti i disservizi del settore pubblico: scaricati sulle famiglie e quindi – da noi – soprattutto sulle donne, che continuano a pagare un prezzo enorme e inaccettabile per questa sottovalutazione (dovremmo dire rimozione) collettiva. Ed è questa gerarchia di valori e priorità che va ribaltata. Forse dovremmo chiudere le famiglie. Allora si capirebbe che le scuole sono un servizio pubblico essenziale che deve essere obbligatoriamente garantito.

 

Il paese che cancella la scuola, in “Corriere della sera – Corriere del Veneto”, 30 aprile 2020, editoriale, p.1

Italiani all’estero

Video anteprima "Immigrazione. Cambiare tutto"

Anteprima “Immigrazione. Cambiare tutto”
Roma, Teatro India,

Pubblicazioni

Publications
Books:
Chi ha ucciso il PD (Who killed the Democratic Party), Milano, Mimesis, 2013
Ma la moschea no. I conflitti sui luoghi di culto islamici, dall’Europa al Nordest (No to the mosque. Conflicts on Islamic places of worship, from Europe to the Italian North-East), Padova, La Gru, 2012
Avrupa’da Müslüman Öznenin Üretimi: Fikirler, Bilinçler, Örnekler, (translation of Producing Islamic Knowledge), Istambul, Iletisim, 2012
Producing Islamic Knowledge. Transmission and dissemination in Western Europe (eds. M. Van Bruinessen and S. Allievi), London-New York, Routledge, 2011
La guerra delle moschee. L’Europa e la sfida del pluralismo religioso (The war of mosques. Europe and the challenge of religious pluralism), Venezia, Marsilio, 2010
Al-Islâm al-Itâlî. Rihla(t) fî waqâ’i’ al-diyâna al-thâniya, (translation of Islam italiano), Abu Dhabi, Kalima, 2010, pp. 279
Mosques of Europe. Why a solution has become a problem (ed.), London, Alliance Publishing Trust / Network of European foundations, 2010
Conflicts over Mosques in Europe. Policy issues and trends, London, Alliance Publishing Trust / Network of European Foundations, 2009
I musulmani e la società italiana. Percezioni reciproche, conflitti culturali, trasformazioni sociali (Muslims and Italian society. Reciprocal perceptions, cultural conflicts, social transformations) (ed.), Milano, Franco Angeli, 2009
Le trappole dell’immaginario: islam e occidente (The traps of imaginary: Islam and the West), Udine, Forum, 2007
Niente di personale, signora Fallaci. Una trilogia alternativa (Nothing personal, Mrs. Fallaci. An alternative trilogy), Reggio Emilia, Aliberti, 2006
Pluralismo (Pluralism), EMI, Bologna, 2006
Ragioni senza forza, forze senza ragione. Una risposta a Oriana Fallaci (Reasons without force, forces without reason. An answer to Oriana Fallaci), Bologna, EMI, 2004
Muslims in the Enlarged Europe (eds. B.Maréchal, S.Allievi, F.Dassetto, J.Nielsen), Leiden-Boston, Brill, 2003
Islam italiano. Viaggio nella seconda religione del paese (Italian Islam. A journey into the country’s second religion), Torino, Einaudi, 2003
Salute e salvezza. Le religioni di fronte alla nascita, alla malattia e alla morte (Health and Salvation. Religions face to birth, illness and death), Bologna, EDB, 2003
Muslim Networks and Transnational Communities in and across Europe (eds. S.Allievi and J.Nielsen), Leiden-Boston, Brill, 2003
Donne e religioni. Il valore delle differenze (Women and religions. The value of differences) (ed.), Bologna, EMI, 2002
Musulmani d’occidente. Tendenze dell’islam europeo (Muslims of the West. Tendencies of European Islam), Roma, Carocci, 2002 (new edition 2005)
Un Dio al plurale. Presenze religiose in Italia (A God in the plural. Religious presences in Italy), Bologna, EDB, 2001 (with G.Guizzardi and C.Prandi)
La tentazione della guerra. Dopo l’attacco al World Trade Center: a proposito di Occidente, islam e altri frammenti di conflitto fra culture (The temptation of war. After the World Trade Center attack: on the West, Islam and other fragments of conflict among cultures), Milano, Zelig, 2001, pp.190
Nouveaux protagonistes de l’islam européen. Naissance d’une culture euro-islamique? Le rôle des convertis, European University Institute, Working Papers, n.18, 2000, pp.35
Il libro e la spada. La sfida dei fondamentalismi (The Book and the Sword. The challenge of fundamentalisms), Torino, Claudiana, 2000, pp.205 (with D. Bidussa and P. Naso)
Conversions à l’islam en Europe / Conversions to Islam in Europe, Social Compass, SAGE Publications, vol.46, n.3, pp.243-362 (monographic issue, ed. with F. Dassetto)
I nuovi musulmani. I convertiti all’islam (New Muslims. Converts to Islam), Edizioni Lavoro, Roma, 1999, pp.296
Islamica. Un itinerario bibliografico alla scoperta dell’Islam (Islamica. A bibliographical itinerary to the discovery of Islam), Biblioteca comunale, Carpi, 1999, pp.44 (revised and updated edition 2002)
Les convertis à l’islam. Les nouveaux musulmans d’Europe, L’Harmattan, Paris, 1998, pp.383
L’occidente di fronte all’islam (The West facing Islam) (ed.), Franco Angeli, Milano, 1996, pp.224
Il libro dell’altro (The book of the other), EDB, Bologna, 1995, pp. 132
Il ritorno dell’islam. I musulmani in Italia, Edizioni Lavoro, Roma, 1993, pp.295 (with F. Dassetto)
Le parole della Lega (The words of the Ligue, a xenophobic secessionist party), Garzanti, Milano, 1992, pp.115
Médias et minorités ethniques. Le cas de la guerre du Golfe, Academia-Sybidi, Louvain-la-Neuve, 1992, pp. 166 (with A. Bastenier, A. Battegay and A. Boubeker)
La sfida dell’immigrazione (The challenge of immigration), EMI, Bologna, 1991, pp.170
Essays in collective books (selection):
Veneto e immigrazione: è il tempo delle policies, in AA.VV., “Idee per il Veneto di domani. Spunti e riflessioni per il nuovo governo regionale”, e-book, Post Edizioni, 2015, pp.17-25
La presenza dell’islam nello spazio pubblico italiano: a che punto siamo?, in P. Naso and B. Salvarani (ed.), “I ponti di Babele. Cantieri, progetti e criticità nell’Italia delle religioni”, Bologna, EDB, 2015, pp. 209-228
Morte, in C. Benzoni (ed.), “In una parola. Frammenti di un’enciclopedia casuale”, Varese, Benzoni Editore, pp. 139-142
Postfazione. Alla ricerca di un po’ di swing, in A. Angelucci, M. Bombardieri e D. Tacchini (ed.), “Islam e integrazione in Italia”, Venezia, Marsilio, 2014, pp. 185-188
Mosques in Western Union, in Oxford Islamic Studies Online – OISO, Oxford University Press (2014)
The Production of Western Islamic Knowledge, in R. Tottoli (ed.) “Routledge Handbook on Islam in the West”, London-New York, Routledge, 2014, pp. 426-440
L’uomo e la morte in occidente. Verso un nuovo paradigma interpretativo (Man and Death in the West. Towards a New Interpretative Paradigm), in C. Viafora and E. Furlan (eds.), “Morire altrove. La buona morte in un contesto multiculturale” (“To Die Elsewhere. The Good Death in a Multicultural Context”), Milano, Franco Angeli, 2014
Silent Revolution in the Country of the Pope: From Catholicism as “The Religion of Italians” to the Pluralistic “Italy of Religions”, in F. De Donno and S. Gilson (eds.), “Beyond Catholicism. Heresy, Mysticism and Apocalypse in Italian Culture”, New York, Palgrave, 2014, pp. 287-313
L’islam che cambia. E non cambia (Islam that changes. And does not change), in P. Naso and B. Salvarani (eds.). “Un cantiere senza progetto. L’Italia delle religioni, Rapporto 2012” (“A Construction Site without Project. Italy of Religions, 2012 Report”), Bologna, EMI, 2012, pp. 98-108
Multiculturalism in Italy: The missing model, in A. Silj (ed.), “European Multiculturalism Revisited”, London-New York, Zed Books, 2010, pp. 147-180
I Fratelli Musulmani in Europa. L’influenza e il peso di una minoranza attiva (The Muslim Brotherhood in Europe. The influence and the Weight of an Active Minority), in M. Campanini and K. Merzran (eds.), “I Fratelli Musulmani nel mondo contemporaneo”, Torino, Utet, 2010, pp. 197-240
Moschee in Europa. Conflitti e polemiche, tra fiction e realtà (Mosques in Europe, Conflicts and Controversies, between Fiction and Reality), in “Quaderni di diritto e politica ecclesiastica”, anno XVIII, n. 1, aprile 2010, pp.149-160
Introduction to the Italian edition of P. Jenkins, “Il Dio dell’Europa. Il cristianesimo e l’islam in un continente che cambia” (original title: “God’s Continent”), Bologna, Emi, 2009, pp. 11-15
Immigrazione e pluralismo religioso (Immigration and Religious Pluralism), in P. Naso and B. Salvarani (eds.), “Il muro di vetro. L’Italia delle religioni. Primo rapporto 2009” (“The Glass Wall. Italy of Religions, first report 2009”), Bologna, Emi, pp. 65-71
Il caso islamico: percezione omogenea, pluralismo interno (The Islamic Case: Homogeneous Perception, Internal Pluralism), in P. Naso and B. Salvarani (eds.), “Il muro di vetro. L’Italia delle religioni. Primo rapporto 2009”, Bologna, Emi, pp. 92-96
Il pluralismo nascosto. Che cosa ci dice l’otto per mille (The Hidden Pluralism), in P. Naso and B. Salvarani (eds.), “Il muro di vetro. L’Italia delle religioni. Primo rapporto 2009”, Bologna, Emi, pp. 97-107
Cosa sarà l’islam europeo (What European Islam will become). In: “Osservatorio Scenari Strategici e di Sicurezza. Nomos & Khaos. Rapporto Nomisma 2007 sulle prospettive economico-strategiche”, 2008, pp. 127-147, Roma: Agra. (with E. Gnudi)
Nuove forme dell’islam nel mercato globale (New Forms of Islam in the Global Market) (introduction to), P. Haenni. “L’islam di mercato. L’altra rivoluzione conservatrice” (original title: “L’islam de marché”). (pp. 7-12), 2008, Troina (EN): Città Aperta
Islam italiano e società nazionale (Italian Islam and National Society). In: Ferrari A. (ed.). “Islam in Europa / Islam in Italia. Tra diritto e società”. (pp. 43-75), 2008, Bologna: Il Mulino
The Shifting Significance of the Halal/Haram Frontier: Narratives on the Hijab and Other Issues, in K. van Nieuwkerk (ed.), “Women Embracing Islam. Gender and Conversion in the West”, Austin, University of Texas Press, 2006, pp. 120-149
Cosa vuol dire ‘coppie miste’? Il vissuto e le interpretazioni (What does it mean “mixed couples”? Reality and Interpretations), in I. Zilio-Grandi (ed.), “Sposare l’altro. Matrimoni e matrimoni misti nell’ordinamento italiano e nel diritto islamico”, Venezia, Marsilio, 2006, pp. 11-41
Introduzione, in D. Sourdel and J. Sourdel-Thomine, “Vocabolario dell’islam”, Troina (EN), Città Aperta, 2005, pp. 9-12;
Sociology of a Newcomer: Muslim Migration to Italy – Religious visibility, Cultural and Political Reactions, in A. al-Shahi and R. Lawless (eds.), “Middle East and North African Immigrants in Europe”, London, Routledge, 2005, pp. 43-56
Dialogo e intercultura (Dialogue and Interculture), in S. Mantovani and B. Salvarani (eds.), “Io ti vedo, tu mi guardi. L’intercultura oggi in Italia, panorama e prospettive” (“I see you, you watch me. Interculture today in Italy, Panorama and Perspectives”), Torino, Edizioni Gruppo Abele, 2005, pp. 11-28
Communication and Communities: Public Space, Global Media and Local Umma, in J. Malik (ed.), “Muslims in Europe. From the Margin to the Centre”, Munster, LIT Verlag, 2004, pp. 185-203
Corpi migranti. Culture, religioni, salute e malattie in una società plurale (Migrant Bodies. Cultures, Religions, Health and Illness in a Plural Society), in G. Guizzardi (ed.), “Star bene. Benessere, salute, salvezza tra scienza, esperienza e rappresentazioni pubbliche”, Bologna, Il Mulino, 2004, pp. 285-342
Inmigraciones y religiones en Europa. Identitades individuales y colectivas en trasformación, in G. Aubarell and R. Zapata (eds.), “Inmigración y procesos de cambio. Europa y el Mediterráneo en el contexto global”, Barcelona, Icaria-IEMed, 2004, pp. 319-350
Le religioni degli italiani. Da un monopolio (più che altro) cattolico ad una pluralità religiosa (maggiore di quella visibile) (The Religions of Italians. From Catholic Monopoly to Religious Plurality), in G. Amendola (ed.), “Anni in Salita. Speranze e paure degli italiani” (“Difficult years. Hopes and Fears of Italians”), Milano, Franco Angeli, 2004, pp. 202-226 (with L. Diotallevi)
Il fattore “C”. Dinamiche (inter-)culturali e logiche istituzionali: osservazioni a partire dal caso dell’I.P.M ‘Cesare Beccaria’ (The “C” Factor. (Inter-)Cultural Dynamics and Institutional Logics: Observations from the case of the Institute of Juvenile Prevention ‘Cesare Beccaria’), in A. Campus (ed.), “Minori stranieri soli. Tra politiche di accoglienza e politiche di controllo”, Roma, Officina Edizioni, 2004, pp. 221-256
Le rôle des réseaux médiatiques dans la construction des communautés islamiques européennes, in R.Leveau, C.Wihtol de Wenden, K.Mohsen-Finan (eds.), “De la citoyenneté locale”, Paris, Institut Français des Relations Internationales, 2003, pp. 127-140
Islam in the public space: social networks, media and neo-communities, in S.Allievi and J.S.Nielsen (eds.), “Muslim Networks and Transnational Communities in and across Europe”, Leiden-Boston, Brill, 2003, pp. 1-27
Islam in Italy, in S.T.Hunter (ed.), “Islam, Europe’s Second Religion”, Westport (CT)-London, Praeger-Center for Strategic and International Studies, 2003, pp. 77-95
Muslims and Politics, in B.Maréchal, S.Allievi, F.Dassetto e J.S.Nielsen (eds.), “Muslims in the Enlarged Europe. Religion and Society”, Leiden-Boston, Brill, 2003, pp. 183-213
The Media, in B.Maréchal, S.Allievi, F.Dassetto e J.S.Nielsen (eds.), “Muslims in the Enlarged Europe. Religion and Society”, Leiden-Boston, Brill, 2003, pp. 289-330
Relations and Negotiations: Issues and Debates on Islam, in B.Maréchal, S.Allievi, F.Dassetto e J.S.Nielsen (eds.), “Muslims in the Enlarged Europe. Religion and Society”, Leiden-Boston, Brill, 2003, pp. 331-368
Relations between Religions, in B.Maréchal, S.Allievi, F.Dassetto e J.S.Nielsen (eds.), “Muslims in the Enlarged Europe. Religion and Society, Leiden-Boston, Brill, 2003, pp. 369-414
The International Dimension, in B.Maréchal, S.Allievi, F.Dassetto e J.S.Nielsen (eds.), Muslims in the Enlarged Europe. Religion and Society”, Leiden-Boston, Brill, 2003, pp. 449-488
Il pluralismo introvabile: i problemi della ricerca comparativa (Lost Pluralism: The Problems of Comparative Research), in F.Garelli, G.Guizzardi e E.Pace (eds.), “Un singolare pluralismo. Indagine sul pluralismo morale e religioso degli italiani”, Bologna, Il Mulino, 2003, pp. 249-295
Sciiti d’Europa. Una minoranza senza visibilità (Shiites of Europe. A Minority without Visibility), in A.Nesti (ed.), “Laboratorio Iran. Cultura, religione, modernità in Iran”, Milano, Franco Angeli, 2003, pp.113-126
Tendenze dell’islam europeo (Tendencies of European Islam), in D.Melfa (ed.), “Islam. Frammenti di complessità”, Catania, Bonanno Editore-Università di Catania, 2002, pp. 103-120
L’Europa è dar al-islam? Trasformazioni del paesaggio religioso d’occidente (Is Europe dar al-Islam? Transformations of the Religious Landscape in the West), in G.Restifo (ed.), “Eredità del XX secolo in Medio Oriente”, Milano, Selene, 2002, pp. 363-384
Muslims in Italy, in R.Leveau, K.Mohsen-Finan e C.Wihtol de Wenden (eds.), “New European Identity and Citizenship”, London-Paris, Ashgate-Institut Français des Relations Internationales, 2002, pp. 37-47
Una nuova religione europea? L’islam alla prova dell’Occidente (A New European Religion? Islam at the West Test), introduction to T.Ramadan, “Essere musulmano europeo” (original title: “To be a European Muslim”), Troina (En), Città Aperta, 2002, pp. 13-39
Italie, in B.Maréchal (ed.), “L’Islam et les musulmans dans l’Europe élargie: radioscopie/A guidebook on Islam and Muslims in the wide contemporary Europe”, Louvain-la-Neuve, Academia-Bruylant, 2002, pp. 101-106
L’ultimo tabù: individuo e società di fronte alla morte (The Last Taboo: Individuals and Society facing Death), in M. Bucchi and F. Neresini (eds.), “Manuale di sociologia della salute” (“Handbook on Sociology of Health”), Roma, Carocci, 2001
Les musulmans et la politique, in F.Dassetto, B.Maréchal and J.Nielsen (eds.), “Convergences musulmanes. Aspects contemporains de l’islam dans l’Europe élargie”, Louvain-la-Neuve, Bruylant-Academia e L’Harmattan, 2001, pp.109-122
Les médias, in F.Dassetto, B.Maréchal and J.Nielsen (eds.), “Convergences musulmanes. Aspects contemporains de l’islam dans l’Europe élargie”, Louvain-la-Neuve, Bruylant-Academia e L’Harmattan, 2001, pp.133-146
Parole dell’islam, parole sull’islam. Formazione culturale, comunicazione e ruolo dei mass media (Words on Islam, Words of Islam. Cultural Development, Communication and the Role of Mass Media), in I.Siggillino (ed.), “I media e l’islam. L’informazione e la sfida del pluralismo religioso”, Bologna, EMI, 2001, pp.31-78
Morale, valori e pluralismo religioso. Analisi di alcune ricerche comparative (Morality, Values and Religious Pluralism. Analysis of some Comparative Researches), in S. Allievi et alii, “Religious and Moral Pluralism in Italy”, Padova, Cleup-Dipartimento di Sociologia, 2001, pp. 75-86
Islam e violenza (Islam and Violence), in “Annuario della pace 2000-2001”, Trieste, Asterios, 2001, pp.195-208
Il ruolo della religione nelle famiglie miste (The role of religion in mixed families), in M. Tognetti Bordogna (ed.) “Legami familiari e immigrazione: i matrimoni misti”, Torino, L’Harmattan Italia, 2001, pp. 97-126
Migrazioni, globalizzazione e pluralità religiosa. Cambiamenti in atto nel paesaggio e nelle dinamiche religiose in Europa (Migrations, Globalization and Religious Pluralism), G.Scidà (ed.), “I sociologi italiani e le dinamiche dei processi migratori” (“Italian Sociologists and the Dynamics of Migration Processes”), Milano, Franco Angeli Ismu, 2000, pp. 13-24
Les conversions à l’islam. Rédefinition des frontières identitaires, entre individu et communauté, in F.Dassetto (ed.), “Paroles d’islam / Islamic Words. Individuals, Societies and Discourses in Contemporary European Islam” (bilingual), Paris, Maisonneuve & Larose, 2000, pp.157-182
Complessità e dinamiche dell’islam in Italia, in M. El Ayoubi (ed.), “Islam plurale”, Roma, Com-Nuovi Tempi, 2000, pp.91-115
The Islamic Presence in Italy: Social Rootedness and Legal Questions, in S. Ferrari e A. Bradney (eds.), “Islam and European Legal Systems”, Aldershot, Ashgate, 2000, pp. 155-180 (with F.Castro)
Le medine invisibili. Metamorfosi della tradizione nell’islam europeo (Invisible Medinas. Metamorphosis of Tradition in the European Islam), in B.M. Pirani (ed.), “L’abbaglio d’occidente. Per il diritto alla differenza culturale”, Roma, Bulzoni, 2000
La città plurale. Nuove presenze culturali e mutamento urbano (The Plural City. New cultural Presences and Urban Change), in I.Siggillino (ed.), “L’islam nelle città. Dalle identità separate alla comunità plurale” (“Islam in the cities. From separate identities to plural communities”, Milano, Franco Angeli, 2000, pp.13-50
Immigrazioni e religioni in Europa. Identità in trasformazione (Immigrations and Religions in Europe. Identities in Transformation), in G.Procacci and N.Salamone (eds.), “Mutamento sociale e identità” (“Social Change and Identities”), Milano, Guerini Studio, 2000, pp.83-101
Sociologia e immigrazione araba in Italia: tra integrazione e identità (Sociology and Arab Immigration in Italy: Between Integration and Identity), in I.Camera d’Afflitto (ed.), “La presenza araba-islamica nell’editoria italiana”, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, “Quaderni di Libri e Riviste d’Italia”, n.44, 2000, pp.55-59 e 253-257 (anche ediz. araba)
Ritualizzazione del quotidiano. L’esperienza della preghiera nell’islam (Ritualization of Daily Life. The Experience of Prayer in Islam), in AA.VV., “Come incontrare Dio”, Parma, Benedettina Editrice, 1999, pp. 49-80
Lo sguardo occidentale sull’islam trapiantato (The Wester View on Transplanted Islam), in M.Delle Donne (ed.), “Relazioni etniche, stereotipi e pregiudizi”, Roma, EdUP, 1998, pp. 205-212
Muslim Minorities in Italy and their Image in Italian Media, in S.Vertovec e C.Peach (eds.), “Islam in Europe. The Politics of Religion and Community”, London, Macmillan, 1997, pp. 211-223
Immigrazione e pluralità religiosa, in M.Ambrosini e M.Salati (eds.), “Il valore della differenza. Tendenze, problemi, interventi sull’immigrazione straniera”, Milano, Paoline, 1997, pp.105-120
Muslim Organizations and Islam-State Relations: The Italian Case, in W.A.R. Shadid e P.S. van Koningsveld (eds.), “Muslims in the Margin. Political Responses to the Presence of Islam in Western Europe”, Kok Pharos, Kampen, 1996, pp.182-201
Il ruolo della religione nelle famiglie miste (The role of religion in mixed families), in M. Tognetti Bordogna (ed.), “Legami familiari e immigrazione: i matrimoni misti”, L’Harmattan Italia, Torino, 1996, pp.97-126
Quando l’Altro è l’Islam. Esercizi di comprensione del ruolo delle comunità musulmane in Europa (When the Other is Islam. Exercises in understanding the role of Muslim Communities in Europe), in F.Pizzini (ed.), “L’Altro: immagine e realtà. Incontro con la sociologia dei paesi arabi” (“The Other: Images and Reality. Encounters with the sociology of Arab countries”), Milano, Franco Angeli, 1996, pp. 207-228
The Muslim Community in Italy, in G.Nonneman, T.Niblock e B.Szajkowski (ed.), “Muslim Communities in the New Europe”, Reading, Ithaca Press, 1996, pp. 315-327
Les conversions à l’islam, in F.Dassetto (ed.), “Facettes de l’islam belge”, Louvain-la-Neuve, Academia-Bruylant, 1996, pp.97-102
Italie, in F.Dassetto e Y.Conrad (ed.), “Muslims in Europe / Musulmans en Europe Occidentale. Bibliographie commentée”, Paris, L’Harmattan, 1996, pp.109-124
L’Islam in Italia: profili storici e sociologici (Islam in Italy. Historical and sociological sketches), in S. Ferrari (ed.), “L’Islam in Europa. Lo statuto giuridico delle comunità musulmane”, Bologna, Il Mulino, 1996, pp.241-268
Données sociales et contexte culturel de l’implantation musulmane, in R.Bistolfi, F.Zabbal (ed.), “Islams d’Europe. Intégration ou insertion communautaire?”, Editions de l’Aube, 1995, pp.316-319
Organizzazione e potere nel mondo musulmano: il caso della comunità di Milano (Organization and Power in the Muslim milieu: The case of the community of Milan), in AA.VV., “I musulmani nella società europea”, Edizioni della Fondazione Agnelli, Torino, 1994, pp. 155-176
Il lavoro extracomunitario in Italia (Foreign labour in Italy), in “Rapporto Cesos, Le relazioni sindacali in Italia, 1992-93” (“Cesos Report. Labour Relations in Italy, 1992-93”), Edizioni Lavoro, Roma, 1994, pp. 191-218
I giovani musulmani in Europa: tra identità tradizionale e mutamento culturale (Young Muslims in Europe: Between Traditional Identities and Cultural Change), in L. Tomasi (ed.), “I giovani e le religioni in Europa”, Reverdito, Trento, 1993, pp.81-93
L’islam en Italie: histoire et présence, in J. Waardenburg (ed.) “L’islam en Europe: aspects religieux”, Université de Lausanne, Département d’histoire et de sciences des religions, Lausanne, 1993, pp. 87-93
Other essays (selection):
The War over Mosques, in Seminar, n. 621, maggio 2011, http://www.india-seminar.com/semsearch.htm
Life with citizen Islam, in The Financial World, 2011, http://www.tehelka.com/story_main50.asp?filename=Ws200611Islam.asp
L’islam en Europe devient-il européen?, in Afkar/Idées, n. 25, printemps 2010, pp.16-18
Immigration and Cultural Pluralism in Italy: Multiculturalism as a Missing Model, in Italian Culture, vol. XXVIII, n. 2, September 2010, pp. 85-103
Globalizzazione e culture della salute. Corpi migranti e società plurale (Globalization and Cultures of Health. Migrant Bodies and Plural Societies), in Africa e Mediterraneo. vol. 2 (64), 2008, pp. 8-13
Vittime collaterali. Intervista a Zygmunt Bauman (Collateral Victims. Interview with Zygmunt Bauman), in Aut Aut, n.333, gennaio-marzo 2007, pp.108-128
Western Europe and its Islam, in International Sociology, n.22, 2007, pp.197-200
La morte oggi (Death Today), in Servitium, III, n.171, maggio-giugno 2007, pp.33-44
I sociologi italiani e l’affaire Ramadan (Italian Sociologists and the ‘Ramadan affaire’), in Religioni e Società, XXI, n.56, settembre-dicembre 2006, pp.107-115
Conflicts, Cultures and Religions: Islam in Europe as a Sign and Symbol of Change in European Societies, in Yearbook on Sociology of Islam, n.3, 2006, pp.18-27
How and Why “Immigrants” became “Muslims“, in ISIM Review, n.18, autumn 2006, pp.37
Is Islam in Europe becoming European? An Open Question, in Africa e Mediterraneo, XIV, n.54, marzo 2006, pp.11-16
How the Immigrant has become Muslim. Public Debates on Islam in Europe, in Revue Européenne des Migrations Internationales, vol. 21, n. 2, 2005, pp.135-161
Seconda generazione, il nuovo volto dell’islam (Second generation, the new face of Islam), in Vita e Pensiero, n.3, LXXXVIII, giugno 2005, pp. 108-114
Musulmans d’Occident: les convertis, nouveaux protagonists de l’islam européen, in Cités, Hors Série (L’Islam en France), 2004, pp. 633-640
I musulmani in Italia: chi sono e come ci vedono (Muslims in Italy: Who are they and how they see us), in Limes, n. 3, 2004, pp. 97-107
La laicità imposta per legge (Secular thought enforced by law), in Vita e pensiero, VXXXVII, n. 2, marzo-aprile 2004, pp. 75-78
Religioni d’Italia. Fedi e forme di spiritualità in un’epoca di pluralismo (Italy’s Religions. Faiths and Forms of Spirituality in the Age of Pluralism), in Religioni e Società, n.47, 2003, pp.7-8 (con F. Garelli)
Konflikte um islamiche Symbole in Europa, in Journal für Konflikt und Gewaltforschung, n. 2 (vol. 5), 2003, pp. 6-31
Sociology of a Newcomer: Muslim Migration to Italy Religious Visibility, Cultural and Political Reactions, in Immigrants & Minorities, 22, n.2/3, 2003, pp. 141-154
Oublier Fallaci, renvoyer Sartori, in La Libre Belgique, 10 agosto 2002, p. 31 (with F. Dassetto)
Islam in Europa, Islam d’Europa, in Studi Emigrazione/Migration Studies, n.147, 2002, pp. 549-558
Islam and other Religions. Which Dialogue in Europe?, in Studi Emigrazione/Migration Studies, n.147, 2002, pp. 627-644
Converts and the Making of European Islam, in ISIM Newsletter, n. 11, 2002, pp.1 e 26
Islamofobia? Nuove forme di definizione e stigmatizzazione dell’alterità (Islamophobia? New forms of definition and stigmatization of diversity), in Razzismo & Modernità, n.2, 2002, pp. 3-30
La sociologia di fronte all’islam. Introduzione non bibliografica (Sociology facing Islam. A non-bibliographical Introduction), in Quaderni Asiatici, n. 58-59, luglio-dicembre 2001, pp. 33-69
L’anomalie italienne: trois droites et aucune gauche, in La Revue Nouvelle, n.6, 2001, pp. 18-31
Immigrazione islamica e conversioni all’islam. Una nuova dimensione dell’Europa delle religioni (Islamic Immigration and Conversions to Islam. A New Dimension of European Religions) , in Studi Emigrazione, n. 137, 2000, pp. 21-40
Immagini di un islam plurale. Dinamiche sociali e processi di istituzionalizzazione tra i musulmani italiani (Images of a Plural Islam. Social Dynamics and Processes of Institutionalization among Italian Muslims), in Humanitas, n.6, 2000, pp.858-873
Il multiculturalismo alla prova. L’islam come attore sociale interno (Multiculturalism under Trial. Islam as an Internal Social Actor), in Sociologia e politiche sociali (numero monografico Multiculturalismo e politiche migratorie), n.3, 2000, pp.45-81
Dall’Islam ai musulmani. Fare ricerca su una religione ‘immigrata’ (From Islam to Muslims. Making Research on a ‘immigrant’ religion), in Sociologia Urbana e Rurale, n.58, 1999
L’islam d’Oriente (Oriental Islam), in Testimonianze, n.406, 1999, pp.54-63
Pluralismo religioso e società multietniche (Religious Pluralism and Multiethnic Societies), in Filosofia e Teologia, n.3, 1999, pp.433-455
Medine d’Europa. L’islam nelle città (Medinas of Europe. Islam in the cities), in Religioni e Società, n.35, 1999, pp.114-131
Pluralismo e dialogo interreligioso. Sfide e interrogativi dell’alterità (Pluralism and Interreligious Dialogue. Challenges and questions on Otherness), in Orientamenti, n.1-2, 1998
Immigrazioni e fondamentalismi (Immigrations and Fundamentalisms), in Servitium, n.117, 1998
In search of a lost enemy. Fear of Islam in the West, in Rive, n.5, 1997 (ed. ingl.)
I matrimoni misti in Italia (Mixed marriages in Italy), in Famiglia Oggi, n.3, 1997
L’evidenza negata. Individuo e società di fronte alla morte (Denied Evidence. Individual and Society Facing Death), in Orientamenti, n.5-6, 1997
Doppio misto. Le coppie interetniche in Italia (Mixed Doubles. Interethnic couples in Italy), in Il Mulino, n.5, 1997
Immigrazione e sindacato: un rapporto incompiuto (Immigration and Trade Unions: An Unfinished Relation), in Sociologia del Lavoro, n.64, 1996
Islam, occidente, problemi dell’immigrazione (Islam, the West and Immigration Problems), in Testimonianze, n.3 (383), 1996
L’islam in Europa. Una svolta storica (Islam in Europe. An Historical Turn), in Il Mulino, n.2, 1996
L’Islam in Italia: profili storici e sociologici (Islam in Italy: Historical and Sociological Profiles), in Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, n.1, 1996
Un’intesa per l’islam italiano? (An Agreement for Italian Islam?), in Il Mulino, n.5, 1996, pp.985-998
La città plurale. Etnie e mutamento urbano (The Plural City. Ethnies and Urban Change), in Orientamenti, n.3-4, 1995
L’islam e i matrimoni interreligiosi. Implicazioni giuridiche e sociali dei matrimoni misti nella comunità musulmana (Islam and interreligious marriages: Juridical and social implications of mixed marriages in the Muslim community), in Orientamenti, n. 5-6, 1994
Italie: le retour de l’Islam. La présence musulmane entre histoire et actualité, in Correspondances, n.22-23, 1994
Seconda religione, l’islam (Second Religion: Islam), in Il Mulino, n.5, 1994
Musulmani d’Italia. Un nuovo protagonista religioso, in Religione & Scuola, n.2, 1993
Mass media, immigrazione araba e guerra del Golfo. Il caso italiano (Mass Media, Arab Immigration and the Gulf War), in Dimensioni dello sviluppo, n.1, 1992
Le migrazioni nel Mediterraneo, in Africa e Mediterraneo, n. 1, 1992
Immigrazione e razzismo: considerazioni sulla situazione italiana (Imigration and Racism: Reflections on the Italian situation), in Orientamenti, n. 2/3, 1991
L’immigrazione in Italia e il contesto internazionale (Immigration in Italy and the International Context), in Prospettiva Sindacale, n. 79/80, 1991
Immigrazione, mondo del lavoro, sindacato – Quando la storia si ripete (Immigration, labour force, trade unions: When history repeats), in Prospettiva Sindacale, ibidem
La nuova normativa sugli immigrati extracomunitari (The new Norms on extra-Europeans immigrants), in Aggiornamenti Sociali, n. 4, 1990 (with D. Bonini)
La legge sui lavoratori stranieri immigrati in Italia (The Law on Foreign Workers Immigrated in Italy), in Aggiornamenti Sociali, n.7/8, 1987

I tanti volti dell'islam italiano

L’altro ieri, su questo giornale, in due sole pagine si trovavano tre notizie differenti concernenti l’islam in Veneto: la chiusura del padiglione islandese alla biennale, che di una chiesa aveva fatto una moschea; l’apertura di un albergo halal – che rispetta le norme alimentari e di costume islamiche – ad Abano; l’espulsione dal Nordest di due supposti simpatizzanti dell’Isis. Notizie diverse, che mostrano alcuni dei molti volti dell’islam: quello dell’integrazione sostanziale, e quello della percezione conflittuale; quello della normalizzazione e dell’accoglienza, e addirittura dell’occasione di business, e quello dell’eccezionalismo, del sospetto, del fanatismo. Eppure fanno parte della medesima tendenza globale: quella che porta le culture, e le religioni, a mischiarsi sempre di più, perché così come si muovono, sempre più spesso e più velocemente, informazioni, merci e denaro, così si muovono anche – con qualche barriera in più – le persone, e le culture e religioni di cui sono portatrici. Non sta per accadere: è già accaduto. Solo che se di alcune conseguenze abbiamo cominciato a prendere atto da tempo, di altre stentiamo a renderci conto, o semplicemente non vogliamo.
Abbiamo una forte presenza nel mondo del lavoro, assai più sfaccettata di quanto siamo abituati a pensare: lavoro subordinato (che già da molti anni era stato riconosciuto, in Veneto, nelle proprie specificità, consentendo magari, nel reciproco interesse, spazi per la preghiera o vacanze nel mese di ramadan), ma anche autonomo (dall’imprenditoria al piccolo commercio locale, dalla ristorazione all’import-export, spesso connotati culturalmente), nonché professionisti (medici ad esempio), con un tasso di partite iva superiore alla media degli autoctoni, e il formarsi di una borghesia islamica che in altri paesi è già realtà da tempo, nonché importanti imprese e gruppi finanziari transnazionali, che da noi investono cospicui capitali (comprando il centro direzionale di Milano o Alitalia, grandi firme della moda e squadre di calcio nazionali), ma portano anche management e famiglie al seguito. Lo stesso per la scuola: abbiamo i figli di immigrati musulmani neo-arrivati, immessi nella scuola dell’obbligo senza transitare nemmeno per un corso di italiano, con difficoltà di apprendimento della lingua e di comprensione di alcuni codici culturali; ma anche la seconda generazione nata in Italia, ben integrata e con buone performance scolastiche, già arrivata ai dottorati e ai master, e i figli di corporate manager che studiano nelle nostre università venendo da un’educazione internazionale. Una presenza di turisti provenienti da paesi musulmani, ma anche di turismo interno, che sente l’esigenza del rispetto di proprie specificità culturali, aprendo nuove nicchie di mercato halal (non diversamente dal turismo e dal consumo kasher ebraico, ma anche vegano o altro, ciascuno con le proprie esigenze): tutti fenomeni figli della complessificazione e pluralizzazione della società, a molti livelli, dove quello religioso non è che un aspetto tra i molti. C’è il desiderio ovvio di avere propri luoghi di culto, che dovrebbe essere normalizzato come per tutti anziché essere in balìa di una provocazione artistica impropria, e che invece è sottoposto alle campagne di eccezionalizzazione della politica, che in Veneto hanno prodotto conflitti diffusi quanto inutili. E c’è infine la pluralità di opinioni teologiche o politiche, che include la presenza di correnti di simpatia per le frange radicali dell’islam transnazionale: che vanno naturalmente monitorate al fine di prevenire forme di radicalizzazione, e di combatterla. Ma ci sono anche le conversioni religiose, non tutte nella stessa direzione, e le famiglie miste, che si inventano proprie modalità di confronto culturale e religioso; i luoghi dell’elaborazione di una propria cultura (anche musicale, teatrale, ecc.), e quelli in cui le persone, e dunque le culture, si mischiano e si trasformano (dallo sport alla scuola stessa).
Ecco, forse l’insieme di notizie apparentemente disparate che abbiamo trovato sulle stesse pagine del giornale ci aiuta ad avere una visione meno semplicistica, più articolata, di un fenomeno che dobbiamo imparare a considerare di lungo periodo: fisiologico, non patologico.
Tutti i volti dell’islam. La presenza ‘fisiologica’ in “Corriere della sera – Corriere del Veneto”, 24 maggio 2015, p. 1

Art. 18: due filosofie a confronto?

In un articolo su Repubblica, Nadia Urbinati mette a confronto, a proposito dell’art. 18, due diverse filosofie: una che prevede un intervento del pubblico nel mercato del lavoro (rappresentata dalla minoranza PD), e una che lo lascia in mano al privato (rappresentata dalla sua maggioranza).
Non sono d’accordo che sia uno scontro tra due filosofie diverse, una orientata al pubblico e una al privato. Al massimo, uno scontro tra una filosofia idealistica (astratta) e una pragmatista (empirica).
La metto sul personale. Sono figlio di un imprenditore. E ho scelto di lavorare per nove anni nel sindacato. Lo statuto dei lavoratori è del ’70: avevo 12 anni , e ne sento parlare da allora. E da allora, sia da mio padre sia nel sindacato, con prospettive diverse, sapevo una cosa con certezza (e la sapevamo tutti): che c’erano molti imprenditori che evitavano di andare oltre i 15 dipendenti (quindi non assumevano, o frazionavano le aziende) per non dover applicare lo statuto dei lavoratori, e in particolare l’art. 18 sui licenziamenti. Tradotto: l’art. 18 ha abortito migliaia, probabilmente decine di migliaia di posti di lavoro; molti di più di quelli che ha tutelato con il reintegro. A me basterebbe questo per abolirlo… E da una sinistra che crede nel lavoro, e nell’utilità anche per i lavoratori della creazione di posti di lavoro, mi aspetterei una riflessione su questo. Io ne sentivo parlare anche nel sindacato, dopo la sbornia ideologica (ci sono entrato negli anni ’80): ma, è vero, io lavoravo in un sindacato che teorizzava molto (penso agli intellettuali di cui si circondava e alle riviste che produceva), ma con un atteggiamento pragmatico, la Cisl… (peraltro, la Cisl di Carniti: probabilmente il leader sindacale più illuminato e autenticamente riformista che ci sia stato in tempi recenti – e certamente non sospetto di acquiescenza ai padroni).
Sono d’accordo con Urbinati e con molti altri. L’abolizione dell’art. 18 non crea posti di lavoro né produce investimenti. In sé, non serve a nulla. In questo senso è una bandiera ideologica da entrambi i lati della barricata. Ma poiché nessuno mette in questione, ovviamente, il reintegro per i licenziamenti discriminatori (genere, orientamento sessuale, opinioni politiche, religiose e sindacali, ecc.), resta solo il problema del licenziamento per motivi economici. Sì, lo confesso: credo che non debba essere soggetto ad altre tutele e giuste cause che non siano oneste motivazioni economiche. Posso assumere? Assumo. Il lavoro si contrae? Devo poter licenziare. Altrimenti metto a rischio l’azienda, cioè il lavoro di tutti gli altri. Lo stato (il pubblico, nella versione di Urbinati) deve intervenire all’interno del rapporto di lavoro, o tutelando il lavoratore in altre forme? per esempio con un welfare che gli consente di ricevere un salario di supporto, di formarsi, di ottenere assistenza sociale, ecc.? Lo scontro non è tra chi pensa che il pubblico possa intervenire nel mercato del lavoro e chi no. Lo scontro è su quale debba essere l’intervento pubblico, su come debba avvenire e dove. Tutelando il lavoro (quel lavoro) o il lavoratore (nelle conseguenze legate alla perdita del posto di lavoro)? Io interpreto così la parte sul lavoro della Costituzione, che gli dà un fondante ruolo sociale, e quindi non lo lascia all’arbitrio del mercato: ma interviene, appunto, regolando il mercato e nei luoghi dove il mercato non agisce, tutelando le persone. Lo scontro è allora tra due modi diversi di intendere l’intervento del pubblico: io non ho dubbi su quale sia quello più giusto di principio, oltreché più utile.

Master sull'islam – Università di Padova

www.unipd-masterislam.it/

Sorpresa: la politica piace, quando è buona

Erano in molti a temere il peggio, con una bassa affluenza: un po’ perché il risultato pareva scontato; e un po’ perché si temeva il senso di delusione degli elettori di centro-sinistra, dopo che avevano subito in rapida sequenza la sconfitta elettorale di febbraio, il disastro delle elezioni presidenziali, e ingoiato il rospo delle larghe intese. Invece gli elettori hanno mostrato che a loro la politica interessa, eccome: ma quella buona, quella utile, quella che mostra la possibilità del cambiamento e una via d’uscita che ridia speranza a un paese rassegnato, ma ancora non del tutto, e in cerca di riscatto. Continua a leggere

Note di piccolo cabotaggio politico padovano 3

Premessa indispensabile:
non esprimo giudizi di merito. Tanto meno sulle persone, che stimo. E che sono vittime di un metodo, non carnefici. Pedine, anche loro. E pagano un prezzo, anziché lucrarlo, in fondo.
Esprimo un giudizio politico. O meglio, tento un bilancio, una sintesi, una fotografia delle forze in campo.
Sapendo che ci sono buone, e anzi ottime ragioni per essere contenti di come è andata a finire.
Io non sono contento. Perché si è andati avanti per veti incrociati sulle persone. E perché la trasparenza del metodo vale più dell’opacità del risultato. Anche e forse soprattutto nel medio e lungo termine.