A proposito dell'ISIS. Il Califfato tra utopia e apocalisse

“Il Califfato, tra utopia e apocalisse”
Video dell’incontro tenuto al Festival Vicino/Lontano di Udine il 12 maggio 2017, introdotto e condotto da Stefano Allievi, con la partecipazione del sociologo e analista Alessandro Orsini e della giornalista e inviata del Corriere della Sera Marta Serafini.
Un’ora e mezzo di analisi e riflessioni su un tema su cui prevalgono gli approcci ideologici e le reazioni emotive: comprensibili, ma che spesso non aiutano a comprendere.

Da Capaci a Manchester, passando da casa

Ieri sera, guardando la TV, mia moglie ed io cercavamo di spiegare a nostro figlio Alessandro, 11 anni, la strage di Capaci, Falcone e Borsellino, che cos’è un eroe civile, e che cos’è, da dove viene, la violenza che li ha abbattuti, insieme ad altri servitori dello stato, che li proteggevano.
Ne parlavamo, avevamo le parole per dirlo: e lui capiva.
Stasera faremo più fatica a dare un senso alle nostre parole. A spiegare perché, come, bambini poco più grandi di lui sono morti, uccisi da una violenza senza senso, senza interessi da proteggere, nemmeno loschi, senza ragioni, nemmeno malvagie.
Mi direte che tutti i giorni, in Siria, in Iraq, in posti ancora più lontani dall’Europa, muoiono bambini, e adulti, nella stessa maniera insensata, vittime di armi simili, di comportamenti simili, di violenza simile. E avrete ragione.
Mi direte che tutti i giorni, ovunque nel mondo, bambini, e adulti, muoiono di fame, di un lavoro troppo più grande di loro, di fatica, di cattiveria, di tortura. E avrete ragione.
Mi direte che da noi, nel silenzio, senza sufficiente emozione, per molti anni, e ancora oggi, bambini, e adulti, morivano e muoiono per la violenza delle mafie, nelle strade delle camorre, nelle vendette trasversali delle ’ndrine. E avrete ragione.
Mi direte che anche noi abbiamo vissuto violenze e stragi terroristiche insensate, che colpivano innocenti. Tutti i giorni, rientrando da scuola, passavo per piazza Fontana. Altri saranno stati nei paraggi di piazza della Loggia, della stazione di Bologna, su un treno che faceva lo stesso percorso dell’Italicus, o magari su un volo che passava nei cieli di Ustica. E avrete ragione.
Mi direte che in fondo si muore senza ragione, a tutte le età, nelle strade, nei pronto soccorso, nei reparti dei malati terminali, peggio se pediatrici, e anche lì è difficile spiegare, anche lì non ci sono ragioni. Perché lui, perché non io, perché suo figlio, perché non mio figlio. E avrete ragione.
Mi direte tutto questo. E vi darò ragione. Eppure oggi, anche io, che di queste cose mi occupo, da anni, cercando di spiegare a mio figlio, farò fatica a trovare le parole.
Le parole che non troverò, in “Corriere della sera – Corriere del Veneto”, 24 maggio 2017, editoriale, p.1

Le norme e i valori: la sentenza sul kirpan

Una sentenza della Cassazione ha vietato l’utilizzo del Kirpan, un pugnale portato alla cintura dai sikh come simbolo di lotta contro l’ingiustizia. Il Kirpan è considerato dai sikh un simbolo e un obbligo religioso, parte delle 5 K della religione sikh: le altre sono Kesh, i capelli lunghi raccolti in un turbante portato obbligatoriamente dagli uomini, Kangha, il pettine di legno per raccogliere i capelli in modo ordinato, a differenza della crescita libera e disordinata degli asceti induisti, Kara, un braccialetto di ferro che rappresenta il controllo morale nelle azioni e il ricordo costante di Dio, e Kacha, delle sottovesti di tipo allungato simbolo di autocontrollo e di castità. Continua a leggere

Il burkini come metafora – recensione

In anteprima sull’uscita in libreria, che avverrà il 18 maggio, la prima recensione…
corriere del veneto, 12 maggio 2017

IL SAGGIO

Il burkini come metafora dell’Islam
Allievi e le vie della convivenza Continua a leggere

L'inutile – e controproducente – guerra contro le moschee

Il presidente Zaia, in un’intervista a questo giornale, afferma che, grazie alla legge anti-moschee della regione Veneto, che ha appena superato il vaglio della Consulta, “chi vuole la moschea deve trovare un luogo che abbia il beneplacito del Comune”. Quello che non dice, è che così facendo, un diritto fondamentale – la libertà di culto – viene messo in mano alla discrezionalità di sindaci che non l’hanno particolarmente a cuore. La seconda cosa che non dice è che il suo partito, inclusi molti primi cittadini, sta conducendo una campagna di lungo periodo contro le moschee: primo episodio, a Lodi, nel 2000 – prima ancora dell’attentato alle torri gemelle… Continua a leggere

Perspektif: “Tek Sorun Müslümanlarmış Gibi Bir Atmosfer Oluşturuluyor”

Dosya

“Tek Sorun Müslümanlarmış Gibi Bir Atmosfer Oluşturuluyor” Continua a leggere

Gli aspiranti terroristi di Rialto

Se ce l’avessero fatta, sarebbe stato il colpo globale dell’anno. E, per l’Italia, un tragico risveglio a una nuova consapevolezza. Per fortuna – e per la capacità d’inchiesta e prevenzione degli organismi preposti alla nostra sicurezza – il progetto di un attentato al Ponte di Rialto, con l’obiettivo di produrre centinaia di morti, è rimasto, per i suoi perpetratori, un sogno interrotto di paradiso; e, per noi, un incubo che non ci toccherà vivere. Continua a leggere

Un patto per (e con) l'islam italiano

Dire islam in Italia, oggi, significa parlare di una comunità di circa un milione e seicentomila persone. Una parte significativa sono immigrati di prima generazione: arrivati in Italia, alcuni negli ultimi tempi, ma in gran parte anche da venti o trent’anni. Molti, sempre di più, sono nati in Italia o arrivati molto piccoli, e scolarizzati interamente nel nostro paese insieme ai nostri figli: e in gran parte sono già o diventeranno cittadini italiani. Infine, c’è un gruppo significativo di persone che erano italiani prima ancora di diventare musulmani: i convertiti. Continua a leggere

Sessualità, denaro, trasparenza. I nodi dello scandalo: a partire dal caso di don Contin

La vicenda amara di don Contin (cui d’ora in poi sarà bene fare riferimento senza l’appellativo usurpato di dominus) rischia di avere effetti a catena devastanti. E’ quindi opportuno trarne tutte le conseguenze, affinché la sua lezione non sia stata invano. Continua a leggere

Prevenire la radicalizzazione

Di seguito, l’articolo del “Fatto quotidiano” sulla presentazione del rapporto sul jihadismo e la prevenzione della radicalizzazione
ilfatto20170106 – pagina su commissione radicalizzazione