Padova 2017. Scenari possibili per le elezioni amministrative.
Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, il paesaggio politico appare più che mai frastagliato: ma alcune tendenze cominciano a delinearsi. Continua a leggere
Con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative, il paesaggio politico appare più che mai frastagliato: ma alcune tendenze cominciano a delinearsi. Continua a leggere
Unione deriva da uno. E’ un auspicio, non una descrizione, se applicato non a concetti matematici ma ad esseri umani: che nella società sono chiamati a unirsi, e spesso si richiamano vicendevolmente ai vantaggi e magari ai doveri dell’unione, per poi contestualmente dividersi. Continua a leggere
Domenica, giorno del voto, avevo scritto su queste pagine che, comunque fosse andata, si sarebbe posto il problema dell’innovazione: istituzionale, costituzionale, e anche d’altro genere. Il paese ha bisogno di essere liberato da molte cose: da una classe politica inadeguata e impreparata (nazionale e locale), da prassi governative novecentesche, da un sistema legislativo complicato e inconcludente, da un sistema giudiziario imbalsamato e inefficiente, da un sistema fiscale oppressivo e farraginoso, da burocrazie che – nonostante qualche miglioramento – continuano a trattare il cittadino come un suddito, da lacci e laccioli e impedimenti d’ogni genere. Ma anche dai suoi mali antichi, condivisi dal popolo e non solo dalle sue classi dirigenti, dalle sue prassi ancestrali, dai suoi vizi di fondo, dai suoi familismi amorali, dalla sua propensione alla corruzione e alla raccomandazione (tutto, insomma, tranne che la meritocrazia e la concorrenza), dal suo torpore e dalla sua stasi, insomma. Continua a leggere
Padova, 5 dicembre 2016
Non ho letto i giornali, oggi. Dopo le dichiarazioni dei leader politici, e dopo l’annuncio delle dimissioni di Renzi, non ho più guardato le tv. Dopo gli ultimi post della notte, ho abbandonato i social network.
Come tutti, c’è la vita che mi richiama ai miei doveri: nel mio caso, di docente, di marito e padre, di persona con degli obblighi, dei problemi, delle cose da fare. Come tutti, appunto.
Ma sento il bisogno e l’urgenza, anche, di riflettere su questo esito referendario: a freddo, ma non troppo – con la lucidità necessaria. Continua a leggere
C’erano dei problemi? C’erano.
L’onda lunga internazionale, la paura, la rabbia, l’insicurezza, il senso di rivalsa – più che di rivolta – almeno verbale nei confronti del potere, qualunque fosse, giocavano contro la vittoria del Sì. Brexit, Trump… Continua a leggere
Non esistono ottime riforme. Forse non esistono nemmeno riforme buone. Esistono riforme che migliorano: che ri-formano, che danno nuova forma appunto, a ciò che conosciamo.
Perché ciò che conosciamo, perché noi tutti, perché qualunque cosa e qualunque persona, ha bisogno di cambiamenti, anzi vive di cambiamenti: la stasi, infatti, è la morte.
Aggiornare, cambiare qualcosa: vuol dire semplicemente vivere, crescere.
Pensate alle vostre coppie e alle famiglie. Il patto sociale cambia continuamente. Non accettare di cambiare vuol dire non crescere, non accettare la responsabilità di essere adulti. Continua a leggere
A seguito di un mio editoriale sulla proposta di legge sul bilinguismo (che si trova qui), ho ricevuto la lettera di uno dei promotori del progetto, il sindaco di Santa Maria di Piave Riccardo Szumski. Di seguito, il testo della lettera e la risposta che il giornale mi ha chiesto.
Gentilissimo signor Allievi,
nessuna presunzione da parte di Santa Lucia di Piave ne mia di dettere L’ agenda a chicchessia. Il sostegno al PdL 116 con il numero di abitanti minimo previsto dalla legge e invece un tentativo previsto dalla legge,l’ennesimo , di portare al centro del dibattito la questione del Veneto. Continua a leggere
Premessa. Il veneto, inteso come lingua, lo si tramanda di padre in figlio, e anche da padre non veneto a figlio nato in Veneto: a testimonianza del fatto che è una lingua forte, come ci insegnano glottologi e linguisti – il dialetto percentualmente più diffuso in Italia. Già questo dovrebbe insegnarci qualcosa: se si tramanda anche ai nuovi venuti, e a differenza di altri è parlato non solo dai ceti popolari ma anche dalle classi colte, pur senza essere insegnato a scuola, è perché non ne ha bisogno. A che serve allora un patentino veneto e una legge sul bilinguismo? Passi per il doppio nome sui cartelli dei comuni (che già non serve a molto, ma a volte è sufficiente a spostare qualche voto). Ma se si dovesse mettere in questione insegnamento, pubblica amministrazione, lingua veneta negli atti pubblici, riserva di posti di lavoro nel pubblico impiego, telegiornali e quant’altro, oltre a coprirci di ridicolo ci creeremmo problemi a non finire. E, incidentalmente, introdurremmo una discriminazione nei confronti dei non venetizzati (non solo gli immigrati, pure il dieci per cento della popolazione, ma i moltissimi residenti provenienti da altre regioni, e persino i veneti che il veneto non lo parlano e non lo vogliono parlare, che esistono, sono molti, e rischierebbero di diventare a loro volta una minoranza da tutelare). Continua a leggere
Bitonci è caduto. Non per merito delle opposizioni: ha fatto tutto da solo, creandosi uno ad uno i nemici interni che l’hanno rovinosamente buttato giù dalla poltrona di primo cittadino. Senza nemmeno arrivare a metà mandato. E partendo da un’investitura elettorale fortissima, che rendeva l’opposizione poco più che un atto dovuto. Continua a leggere
Fino ad ora il dibattito sul referendum costituzionale è stato in gran parte su interpretazioni ideologiche o temi strumentali e secondari: colpire o sostenere Matteo Renzi, essere pro o contro il governo, dibattere su possibili rinvii e cavilli (come il contenuto del quesito a cui dovremo rispondere: che è lo stesso su cui sia il Sì che il No avevano raccolto le firme). Molto poco, in proporzione, si dibatte sui contenuti reali della riforma costituzionale: ma è su questi che saremo chiamati a votare. Continua a leggere
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari paesi e di numerosi articoli e interviste su dibattiti di attualità. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco.
