La scelta di Alessandro Naccarato

Proprio perché ci hanno spesso lealmente divisi opinioni politiche e scelte strategiche, pur all’interno di un quadro di valori condiviso e di un rispetto personale che non è mai venuto meno, non suonerà come piaggeria il pubblico riconoscimento che sono felice di testimoniare nei confronti dell’on. Naccarato: per come ha svolto il suo mandato e il suo impegno politico, e per la scelta coerente di considerarlo un impegno a termine. Continua a leggere

Quando i politici giocano all'antipolitica. La giunta veneta e lo sciopero dei medici

Lo sciopero dei medici di famiglia è un esempio interessante di appropriazione del linguaggio dell’antipolitica da parte dei politici. E non parliamo tanto del merito della questione che mette in contrapposizione sindacati dei medici e regione, ma del metodo di lotta utilizzato. Mentre i medici adottano un tradizionale mezzo di lotta sindacale, ancorché del tutto atipico per la categoria, come lo sciopero delle prestazioni (mantenendo quelle urgenti), la regione ha risposto usando gli argomenti tipici della rabbia populista: quelli della lotta contro presunti intollerabili privilegi, in modo da sollevare un’ondata di indignazione popolare. Continua a leggere

I cortocircuiti dell'autonomia

La discussione sui contenuti dell’autonomia avrebbe dovuto logicamente precedere il referendum. Di questo avremmo discutere in campagna elettorale, visto che la maggioranza dei partiti aveva già espresso il suo sì, confermato nelle urne dall’elettorato: su quali materie chiedere più autonomia, con quali vantaggi da acquisire e quali prezzi da pagare nei rispettivi settori e competenze. Ma è proprio quello che si voleva evitare: per un preciso disegno strategico da parte delle forze politiche di maggioranza (che perseguivano l’ottenimento del dividendo politico del sì al referendum, e non avevano alcun interesse ad andare troppo nel dettaglio, cosa che peraltro avrebbero avuto difficoltà a fare); e per insipienza e inconsapevolezza di quelle di opposizione (che non hanno mai nemmeno cominciato ad articolare una loro strategia su quale autonomia volevano, e come si differenziava da quella voluta dalla Lega). Continua a leggere

Autonomia: la prova della maturità

Hanno vinto tutti. E avrebbero vinto tutti in ogni caso. Come noto, non c’era possibilità di perdere: il risultato era scontato dall’inizio. Continua a leggere

Autonomia, il vero quesito

Siamo tutti per l’autonomia. E tutti ne vorremmo di più: per noi stessi, per i nostri figli, che educhiamo (o almeno diciamo di farlo) a questo scopo. E vorremmo che ne mostrassero di più anche i nostri collaboratori: salvo alzare il sopracciglio preoccupati, e reagire, se, ai nostri occhi, cominciano ad esagerare… Continua a leggere

La tentazione della secessione: la società insulare

Secessione significa separazione, defezione, ritiro, allontanamento. Presuppone qualcosa di unito, che si spezza. Senza voler mettere sullo stesso piano fenomeni diversi tra loro, per forma e sostanza, è la cronaca tuttavia a porci sotto gli occhi, negli stessi giorni, Sappada e la Catalunia, Mestre/Venezia e il referendum del lombardo-veneto, Belluno e la Brexit. Fenomeni diversi: che appartengono tuttavia alla medesima specie – che raccoglie e ingloba tutto ciò che spinge a una coazione centrifuga sempre più diffusa, e non solo in geopolitica. Continua a leggere

I conti della Lega e la democrazia

La vicenda del sequestro dei conti della Lega ha del paradossale. I reati contestati sono gravi: dall’appropriazione indebita alla truffa aggravata ai danni dello Stato (si tratta di soldi pubblici, derivati dai rimborsi elettorali, non di proprietà del partito), alla cui origine ci sono le malversazioni del tesoriere Belsito, e l’uso disinvolto a fini personali di quello stesso pubblico denaro da parte della famiglia Bossi. Ma il sequestro dei conti anche delle incolpevoli federazioni locali della Lega disposto dal Tribunale di Genova suona – alle orecchie di chi non è un tecnico del diritto – come un’azione sproporzionata. Continua a leggere

Povia e la censura

Leggo che l’ANPI ha chiesto e ottenuto la cancellazione di un concerto di Povia a Trezzano sul Naviglio, organizzato da una associazione privata, una parrocchia. Magari è lecito domandarsi perché una parrocchia decida di organizzarlo, ma non altro. L’unico soggetto a cui attribuirei titolo per contestare la scelta, al massimo, è il consiglio pastorale: sempre che non l’abbia direttamente approvata. Nel qual caso la palla passerebbe ai parrocchiani. E lì si fermerebbe. Continua a leggere

La propaganda e il gonfalone: sull'uso dei simboli del Veneto

Gustav Mahler, grande compositore che, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, è stato forse l’ultimo dei classici ma certo non il primo dei rivoluzionari, diceva che “tradizione è la custodia del fuoco, non l’adorazione delle ceneri”. Continua a leggere