La Lega, le donne sindaco, i gay: come ti cambio una cultura

Con i matrimoni omosessuali celebrati, rispettando la legge ma disobbedendo alle posizioni ufficiali della Lega, da due sindache leghiste, Sara Susanna di Musile e Maria Scardellato di Oderzo, non si è aperto solo uno scontro politico interno, ma una vera battaglia culturale, che tocca il nucleo profondo dell’etica leghista. Grazie a questa presa di posizione forte e dissonante, infatti, si aprono non una ma due questioni tra loro collegate. Non solo la Lega scopre le donne attraverso i gay. Ma scopre i gay attraverso le donne. Entrambe – donne e gay – minoranze culturali, oltre che numeriche, nel partito. Entrambe novità nel panorama culturale leghista. Ed entrambe potenzialmente foriere di conseguenze significative e di lungo periodo, al di là della cronaca politica locale. Continua a leggere

#fertilityday: perseverare non è diabolico, è idiota

Non seguo i social network nelle loro forme di indignazione conformista e irriflessiva. Continua a leggere

Veneto: crisi delle elites, sogni di indipendenza e bene comune

Il “J’accuse” di Maria Cristina Piovesana, presidente di Unindustria Treviso, contro la classe dirigente che non c’è, e il “Veneto da bere” – e il dibattito che ne è seguito – ha il merito di far riparlare delle responsabilità di una elite che è tale solo di nome e non di fatto. E’ giusto. E’ sacrosanto. Ma non basta. Continua a leggere

L'insensatezza del referendum senza quorum

L’amministrazione comunale di Mira, guidata dal sindaco Alvise Maniero, del Movimento 5 Stelle, ha voluto proporre, e approvare con il solo voto favorevole della sua maggioranza, il referendum senza quorum. Per proporre referendum consultivi, propositivi o abrogativi basteranno le firme di 1600 cittadini su quasi 40.000 abitanti (circa 1/20 del corpo elettorale), o della maggioranza assoluta del consiglio. E poi, quale che sia il numero di votanti – anche poche decine o centinaia – il voto sarà valido in ogni caso. Continua a leggere

Tra Brexit e Venexit. Lezioni dal referendum

Il Regno Unito ha liberamente votato di uscire dall’Europa. Visto che anche in Veneto si vagheggia da tempo di autonomia, e presto saremo chiamati ad un referendum su di essa (e i promotori del referendum veneto hanno brindato al risultato di quello britannico), possiamo imparare qualche cosa da quello che è successo? La Brexit potrebbe diventare Venexit? E con quali conseguenze? Vediamo. Continua a leggere

I profughi nell'urna. Quale effetto sul voto?

L’effetto probabilmente c’è stato. Ma troppo localizzato, troppo poco comparabile, per essere considerato inesorabile. Continua a leggere

Per cosa votiamo? Scegliere, per non essere scelti

Si vota. E anche no: una stanca campagna elettorale lascia prevedere una significativa percentuale di astensione. Che ha tante ragioni. C’è chi lo considera un bene: se molti non eserciteranno il loro diritto di voto è perché in fondo pensano che, chiunque governi, nulla travolgerà veramente la propria vita. Ma mostra anche un male diffuso: è il segno che molti considerano la politica lontana, e pensano che il voto diventi progressivamente irrilevante, perché non si possono davvero cambiare le cose. Continua a leggere

L'Anpi e tuoni. E se la smettessimo con le strumentalizzazioni?

Mette tristezza la campagna costruita intorno all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e alle sue posizioni sul (contro) il referendum costituzionale. Ma la prima pietra di questo castello di ipocrisie l’ha messa l’Anpi stessa, e ne è responsabile. Qualcuno vuole usare tutti gli strumenti possibili per respingere la riforma della Costituzione: anche quelli più scorretti. L’Anpi ci si è prestata. E chi è causa del suo mal… Continua a leggere

Pannella visto dal Nordest

Dal Veneto – dal mondo politico veneto – sembrerebbe di parlare di un alieno, di un foresto irricevibile. La sua cultura politica – ultraminoritaria a livello nazionale – lo era ancora di più dalle nostre parti. Continua a leggere

Sulle dimissioni di Michela Marzano

Michela Marzano ha lasciato il PD dopo il voto sulle unioni civili, come aveva annunciato. Non discuto i contenuti delle sue scelte: e, in quanto opinioni, le rispetto. Riprendo tuttavia pari pari, e faccio mie, queste parole di Paolo Giaretta, che condivido, con una postilla finale: Continua a leggere