La propaganda e il gonfalone: sull'uso dei simboli del Veneto

Gustav Mahler, grande compositore che, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, è stato forse l’ultimo dei classici ma certo non il primo dei rivoluzionari, diceva che “tradizione è la custodia del fuoco, non l’adorazione delle ceneri”. Continua a leggere

Come comportarci di fronte a chi è in stato vegetativo permanente? Riflessioni a partire dal caso di Elisa

Morire è naturale. E’ rimanere attaccati a una macchina per un tempo indefinito e potenzialmente infinito, solo per mantenere attive (non: in vita) le funzioni fondamentali, che non lo è. E stiamo parlando di alimentazione e respirazione: tutto il resto, quello che ci rende umani, o anche solo animali, come le capacità intellettive e di interazione, nei casi di stato vegetativo permanente, non c’è già più. Continua a leggere

Sbarchi e richiedenti asilo: è ora di una svolta

E’ il punto di svolta. Dodicimila sbarchi in due giorni. Due mesi estivi di bel tempo a questi ritmi vorrebbe dire 360.000 persone: un ritmo insostenibile per l’Italia, da sola, se si aggiungono a un meccanismo di salvataggi ed accoglienza già sotto stress ormai da un paio d’anni. Ed è per questo che è finalmente giunto il momento che l’Europa intervenga: e bene ha fatto il governo a puntare i piedi e a pretenderlo (ci prova da tempo, ma purtroppo con scarsissimo successo – solo che oggi non è più possibile non vedere). Continua a leggere

Gloria e Marco: quando il silenzio sarebbe più opportuno della retorica

In molti – credo tutti quelli che non hanno un cuore di pietra – abbiamo pianto di fronte alla vicenda di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, morti nel rogo della Grenfell Tower a Londra. Non c’era bisogno di conoscerli personalmente per commuoversi, di fronte a questa bella coppia di giovani fidanzati, pieni di speranze e di futuro, che hanno visto spezzati in maniera così repentina e terribile i sogni che stavano inseguendo. Non ci riesce difficile – anche se è impossibile farlo davvero – identificarci nello strazio dei genitori e dei familiari: commuoversi vuol dire appunto questo – muoversi insieme, con-dividere, com-piangere, almeno, se altro non è possibile fare. Soprattutto se siamo genitori, ancora di più se abbiamo anche noi un figlio o una figlia a Londra o altrove: e ci siamo detti che, sì, non sarebbe dovuto succedere, ma sarebbe potuto capitare a chiunque. E’ una vicenda dolorosa, vera, unica, profonda come solo il dolore può esserlo. E che, come tale, merita rispetto. Siamo con i genitori, con i parenti, con gli amici, per quel poco che possiamo, per quel che vorremmo essere a loro vicini. Continua a leggere

L'etica condivisa e la "bruttificazione" del territorio. Il Veneto distrutto e quello da ri-costruire

Costruire significa fabbricare, mettere insieme delle parti per ottenere un tutto, ordinandole secondo una logica conosciuta. La parola deriva dal latino con-struere: dove l’elemento significativo, poiché struere significa edificare, sta nel prefisso con, che indica che è qualcosa che va fatto insieme ad altri, come progetto comune. Non si costruisce da soli: o, per lo meno, è difficile farlo. Funziona meglio se si tratta di un progetto condiviso. Continua a leggere

Il burkini come metafora – Canale Italia

“Notizie oggi”, 16 giugno 2017
http://www.canaleitalia.it/programmi/notizie-oggi/
Parte 4, dal minuto 8:46

The Burkini as a Metaphor – Book review Reset

COVER STORIES

Monday, 12 June 2017

The Burkini as the Metaphor for a Conflict Continua a leggere