La società fa rete, la politica (si) divide
E’ persino imbarazzante constatare tendenze così contraddittorie. Continua a leggere
E’ persino imbarazzante constatare tendenze così contraddittorie. Continua a leggere
Il Senato ha approvato il via libera al divorzio breve. Un ultimo passaggio alla Camera dovrebbe renderlo applicativo in tempi rapidi. Continua a leggere
Che siano gli uomini di chiesa a insegnare ai laici la laicità non è che uno dei molti paradossi che stanno intorno alla questione dei luoghi di culto musulmani in Italia. Continua a leggere
Sbaglia chi crede che la partita nella Lega veneta sia solo una questione personalistica, di ambizioni concorrenti. Certo, c’è anche questo: Zaia e Tosi si sopportano senza stimarsi, e sanno da sempre di essere potenzialmente alternativi per i medesimi ruoli. Ma la loro collaborazione forzata aveva portato finora reciproci vantaggi, e avrebbe potuto continuare. Continua a leggere
Un gioielliere viene rapinato: la maggior parte di noi è istintivamente solidale con la vittima. Durante la rapina, uno degli assalitori minaccia una commessa con un’arma: stesso meccanismo. Un testimone, vista la scena, difende la ragazza sparando contro il rapinatore: anche in questo caso la maggior parte di noi è solidale con il testimone, e probabilmente, avendo la medesima presenza di spirito, avrebbe fatto lo stesso. Il rapinatore viene ucciso: per la maggior parte di noi – siamo onesti – si tratta di un incerto del mestiere, di uno che se l’è andata a cercare. Se poi si tratta di un rom, e di una persona con numerosi precedenti penali, la nostra indignazione cresce, per motivi che con la giustizia hanno poco a che fare. Infine, se chi ha sparato per salvare la ragazza viene incriminato per eccesso colposo di legittima difesa – sostanzialmente un atto dovuto, che non è affatto detto si trasformi in condanna, visto che il bandito era stato colpito ad una gamba e chi ha sparato non l’ha fatto per uccidere – la nostra indignazione cresce. E magari ci può venire voglia di manifestare una qualche forma di solidarietà: raccogliendo soldi per le spese legali, aiutandolo nella sua attività, manifestandogli la nostra vicinanza. Continua a leggere
Le elezioni greche stanno avendo un interessante effetto di ricomposizione sulla sinistra italiana. Continua a leggere
Quello che non poteva fare quando era ministro dell’interno (perché sapeva che era inaccettabile, inapplicabile e incostituzionale), Maroni l’ha fatto come presidente della regione più ricca e civile (autodefinizione media del lombardo medio) d’Italia. Continua a leggere
Governo Tsipras senza nemmeno una donna. Un’ondata di indignazione attraversa il paese. La mobilitazione delle donne europee. I social network in rivolta. Paginate intere sui quotidiani. La protesta intasa i siti governativi. I simpatizzanti di Syriza in Italia si smarcano. La Lista Tsipras anche. Il governo ellenico, costretto a una rapida retromarcia dopo la mobilitazione internazionale, nomina due donne ministro: una all’integrazione, l’altra alla parità – entrambi ministeri senza portafoglio. #sischerza p.s. “Il Manifesto”, che non se ne era accorto, chiama il governo ellenico “dream team”, e si dimentica di notare questo dettaglio nel titolo, nell’occhiello, nel sommario e nell’intero articolo. E’ l’unica cosa vera di questo post: a parte il fatto che nel governo della sinistra greca non c’è nemmeno una donna…
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari paesi e di numerosi articoli e interviste su dibattiti di attualità. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco.
