La Regione Lombardia approva la legge anti-moschee

Quello che non poteva fare quando era ministro dell’interno (perché sapeva che era inaccettabile, inapplicabile e incostituzionale), Maroni l’ha fatto come presidente della regione più ricca e civile (autodefinizione media del lombardo medio) d’Italia.
Naturalmente sa benissimo che non è né accettabile, né applicabile, né costituzionale, e che la sua legge sarà quindi bocciata. In primis perché un fondamentale principio di civiltà giuridica che l’occidente si vanta di aver insegnato al mondo, e dovrebbe quindi voler rispettare, sancisce che le maggioranze non hanno il potere di decidere sui diritti delle minoranze: tanto più in materia religiosa. E quindi tutta la vicenda del referendum sui luoghi di culto è semplicemente fuori dai margini della civiltà, ovvero incivile, nel senso che rende impossibile i rapporti tra i cives, i cittadini, sancendo disuguaglianze radicali, che minano alla radice il patto sociale e la fiducia in esso.
E tuttavia il consiglio regionale lombardo ha voluto mandare un segnale: sapendo che sarà rigettato, per passare poi da vittima (o illudendosi che non lo sarà, nel caso migliore, ovvero l’ignoranza). Ma in realtà siamo di fronte a una battaglia che, perseguita con cieco furore ideologico, rischia peraltro di ottenere il risultato opposto a quello che si dichiara di voler combattere: fomentare l’estremismo ideologico altrui – anche se, va detto, per ora i musulmani si sono mostrati molto più civili…
Colpisce oltre tutto che per colpire musulmani e moschee (questo lo scopo dichiarato, per nulla occulto ed anzi ostentato), non ci si preoccupi di attentare ai diritti delle altre comunità religiose minoritarie: il che rende di plastica evidenza che i diritti o sono di tutti o sono a rischio per tutti, e che vanno quindi difesi per tutti, a dispetto di tutto. Nessun eccezionalismo, nessuna applicazione selettiva della legge è accettabile.
Tutto questo Maroni lo sa bene: ma lascia mano libera ai suoi per farne strame. Il che va molto oltre i livelli medi di cinismo cui la politica ci ha abituato. Quanto accaduto è semplicemente ignobile.