Il governo regionale guidato da Luca Zaia, se vuole essere costruttivamente onesto e laicamente operativo, e lasciare un’eredità che nel suo secondo mandato ponga le basi di sviluppi di più lungo termine, sulle questioni legate all’immigrazione dovrebbe uscire dalla politica degli slogan ed entrare in quella del fare: parola che tanto piace, a parole appunto, alla politica, e certamente piace, nei fatti, all’elettorato, ma spesso viene più enunciata che praticata. L’immigrazione è un caso di scuola, da questo punto di vista: uno di quegli argomenti in cui il peso delle parole rispetto ai fatti, e delle ideologie rispetto alle politics e ancor più alle policies, è decisamente soverchiante. La campagna elettorale è finita: non c’è più da vincere sollevando problemi – occorre trovare soluzioni. Uscendo dalla logica dei provvedimenti emergenziali e di breve termine: perché si tratta di un problema strutturale e di lungo periodo, e come tale va affrontato. Continua a leggere