Mosques in Western Europe
Oxford Islamic Studies online, July 2014
Oxford Islamic Studies online, July 2014
L’annuncio del sindaco Bitonci di cancellare per il futuro – e di sospendere, se appena se ne presenterà l’occasione, per il presente – l’utilizzo di palestre per la preghiera del Ramadan è il segnale di un ritorno a una battaglia identitaria che la Lega stessa aveva ultimamente abbandonato, dopo avere per anni sollevato conflitti intorno alle moschee: non per risolverli, ma al contrario per lucrarne un consenso simbolico ed elettorale. A Padova era dai tempi della passeggiata con maialino della consigliera Mazzetto, e del minacciato referendum contro la moschea, che non se ne parlava. Ma a Cittadella, dove oggi è sindaco l’ex-vice di Bitonci, Pan, l’argomento è ancora di stretta attualità, con la chiusura a freddo di una moschea avvenuta proprio nei giorni scorsi, per la quale sarà sollevato ricorso al Tar. Continua a leggere
E’ una religione intollerante.
Non accetta i luoghi di culto di altre religioni, e non vuole che le persone di altre religioni si riuniscano a pregare.
Predica l’esclusivismo simbolico di una religione rispetto alle altre.
Confonde i simboli religiosi con quelli civili, e i costumi religiosi con quelli alimentari.
I suoi predicatori fanno politica e hanno importanti cariche amministrative.
Il colore del suo vessillo è il verde.
Non è l’islam…
“Spero di non essere costretto, e soprattutto spero che non siano costretti i nostri fedeli, ad assistere al mortificante spettacolo di vecchi e sospetti collateralismi con candidati, con partiti o movimenti politici. È bene che sappiamo, una volta per tutte, che chiunque vede il vescovo o un sacerdote impegnarsi nell’orientare o influenzare il voto, ipotizza una sola cosa: l’interesse personale o la ricerca di favoritismi di varia natura”. Continua a leggere
Un progetto di formazione di leaders religiosi musulmani, organizzato dal FIDR (Forum Internazionale Democrazia e Religioni)
trailer (ca. 20 min.)
FIDR: http://fidr.it/index.asp
(il sottoscritto al minuto 14.57)
L’attivismo di papa Francesco spinge a ripensare il rapporto tra la chiesa e la politica laica: soprattutto in Italia. E’ utile farlo partendo da una distinzione notoriamente artificiosa: quella tra cattolici e laici. Sapendo che laici sono anche i cattolici che non fanno parte del clero (da laos = popolo), e tra i non credenti vi sono spesso dei clericali senza fede. Intendiamo qui per laici, come nel linguaggio comune, i non appartenenti ad alcuna confessione religiosa. Continua a leggere
Era abituato a sentirsi alfiere del Papa, quasi un suo fedele scudiero, se non un suo portavoce.
Ma era un altro Papa: che si prestava, per la sua figura e il suo messaggio, al gioco.
Ora si sente abbandonato: e lo dice, scorato.
Ma almeno gli atei devoti hanno il coraggio che manca ai cattolici identitari: quello di dire che non sono d’accordo.
Lo faranno anche i cattolici identitari, certo: ma tra un po’, non subito. Prima si conteranno, aspetteranno di rafforzarsi un po’, si cercheranno degli alleati.
In questo, naturalmente, più meschini…
http://www.ilfoglio.it/soloqui/19899
In soli sei mesi Papa Francesco ha rivoluzionato l’immagine di una Chiesa che negli ultimi tempi era parsa ripiegata su se stessa, sulla difensiva, in costante condanna di nemici teologici e culturali (il relativismo, la secolarizzazione), soffocata dagli scandali (dalla pedofilia a quelli economici): poco ascoltata al di fuori, priva di vitalità all’interno. Continua a leggere
Le novità di papa Francesco, ormai, non sono più una novità. Sono state talmente tante, sia di metodo che di merito, e incisive, in così poco tempo, che la notizia, oggi, sarebbe che non accadesse niente di nuovo. Continua a leggere
Sono pubbliche da un paio di giorni, ormai, le prese di posizione delle minoranze cristiane (mi riferisco in particolare a quella copta cattolica, per ovvi motivi più significativa nel contesto italiano) a favore dei militari. Niente di strano: molti sono a favore dei militari, in Egitto e fuori (musulmani, laici, cristiani). Queste posizioni non sono nuove. Sono comprensibili nella logica interna di una minoranza stigmatizzata da lungo tempo (sotto tutti i governi, per la verità: ma che temono maggiormente, per ragioni assai comprensibili, i governi religiosi ispirati alla religione islamica dominante, rispetto a quelli più laici, ancorché militari). Ma non di meno lasciano perplessi, sul piano dell’analisi e del principio. Continua a leggere
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari paesi e di numerosi articoli e interviste su dibattiti di attualità. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco.
