Human factor 1
E già la scelta dell’inglese fa capire che, culturalmente, ha vinto Renzi…
E già la scelta dell’inglese fa capire che, culturalmente, ha vinto Renzi…
Lo scrivo in anticipo, come una busta lasciata al notaio, da aprirsi solo alla scadenza:
CHIUNQUE sia il candidato alla presidenza che verrà proposto, i soliti noti diranno che non va bene, perché non è il loro.
Anche se fosse il loro…
E, naturalmente, chiunque fosse, diranno che è espressione del patto del Nazareno, e frutto di un inciucio obliquo e trasversale.
Se fosse di sinistra, perché candidato gradito a Berlusconi e tiepido nei suoi confronti.
Se fosse di centrodestra (e io, personalmente, non ci troverei niente di strano, dopo tanti presidenti di sinistra eletti anche con i voti della destra), in quanto frutto di un cedimento a Berlusconi.
Scommettiamo?
L’apoteosi del nerd: un termine americano per definire quei primi della classe, smanettoni tecnologici o geniali in qualche oscura attività intellettuale, ma asociali, incapaci di relazione, timidi. Questo sembra di primo acchito, stando alle accuse, Furkan Semih Dundar, lo studente turco venticinquenne, vincitore di un dottorato in fisica (primo all’esame orale, terzo su 110 candidati) presso la selettiva Normale Superiore di Pisa, esperto di buchi neri e di astrofisica, ma che giocava a immaginarsi impavido guerriero e martire della causa islamica. Perché il tempo libero dalle sue attività di studio lo passava solo nella sua stanza, a contattare siti jihadisti e scrivere a questure e istituzioni e all’immancabile ambasciata americana, minacciando di farsi saltare in aria in un attentato. Continua a leggere
Il Messaggero di Sant’Antonio, la più diffusa e internazionalizzata (conta edizioni in numerose lingue straniere) rivista cattolica al mondo, ha deciso di pubblicare un calendario con le feste religiose, includendovi anche quelle di alcune religioni non cristiane, tra cui l’islam. Continua a leggere
Premessa 1. In Liguria pare acclarato (attendo conferme o smentite) siano successi fatti non encomiabili e discutibili, avvenuti anche altrove, in altre primarie. Sono i costi e i difetti della democrazia, che come diceva Churchill (lo citano tutti, lo cito anch’io) è il sistema peggiore possibile, ma non ne conosco uno migliore. Per me, molto personalmente, la cosa che mi tornava meno è che la candidata dell’innovazione, che ha poi vinto, fosse sostenuta da alcuni tra i peggiori continuisti del periodo precedente. Continua a leggere
“Non c’è niente di più inedito della carta stampata” (Karl Kraus)
http://www.famigliacristiana.it/articolo/charlie-hebdo-allievi-il-pericolo-arriva-dal-terrorismo-diffuso.aspx
Ora che è finita, possiamo cominciare qualche ragionamento su cosa ci ha insegnato, nella sua tragicità, la vicenda cominciata con la strage nella sede di Charlie Hebdo. Continua a leggere
Come prevedibile, in molti stanno ricominciando a tirare fuori i testi di Oriana Fallaci, a partire da La rabbia e l’orgoglio, l’articolo sul Corriere della Sera diventato poi un fortunato ed influente best (e long) seller.
Poiché le “verità” di quel testo e dei suoi successivi vengono date oggi per assodate, mi permetto di allegare di seguito la mia modesta risposta a quell’articolo: pubblicata a suo tempo nel volume “La tentazione della guerra” (Zelig, 2001), uscito a caldo e oggi ampiamente esaurito, e ripubblicata nel volume di risposta all’intera trilogia fallaciana (“Niente di personale signora Fallaci”, pubblicato con eguale insuccesso). E lo faccio perché oggi il rischio è che si ripetano, pari pari, gli errori (anche interpretativi) di allora. Che invece sarebbe utile evitare.
So che le mie opinioni sulla Fallaci anti-islamica sono minoritarie. E nulla tolgono alla Fallaci reporter e alla Fallaci scrittrice: che, in altri testi, ho letto e apprezzato. Ma questo è il solo settore in cui posso vantare una competenza specifica, che mi ha fatto leggere il suo testo diversamente (non altrettanto avrei potuto fare con “Un uomo” o con “Lettera a un bambino mai nato”, per dire), e mi ha consentito di commentarlo in dettaglio.
Non credo che sui contenuti della mia risposta, a distanza di vent’anni, cambierei alcunché (sullo stile forse sì). Anche se la scrissi di getto, a mano, su un treno che mi portava da Roma a Milano, subito dopo aver letto il suo articolo sul “Corriere della sera”, e la feci circolare il giorno dopo, via mail, tra alcuni amici, prima che finisse in un libro (allora non c’erano i social network, altrimenti l’avrei fatta circolare almeno lì).
La soddisfazione maggiore la provai anni dopo. Quando, in occasione della creazione del Premio Terzani e del Festival Vicino/Lontano (di cui ero stato chiamato a far parte del comitato scientifico) conobbi Angela Staude: e lei mi disse che suo marito, Tiziano Terzani, aveva letto il mio libro, e ne aveva parlato come dell’analisi più approfondita delle posizioni di Oriana Fallaci che avesse avuto occasione di leggere. Dei miei quattro lettori, contro i milioni di Oriana Fallaci, almeno uno mi ha ripagato dell’impegno…
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari paesi e di numerosi articoli e interviste su dibattiti di attualità. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco.
