Divorzio breve. E poi tutto il resto…
Il Senato ha approvato il via libera al divorzio breve. Un ultimo passaggio alla Camera dovrebbe renderlo applicativo in tempi rapidi. Continua a leggere
Il Senato ha approvato il via libera al divorzio breve. Un ultimo passaggio alla Camera dovrebbe renderlo applicativo in tempi rapidi. Continua a leggere
Ho studiato Scienze Politiche all'Università Cattolica di Milano. Li conoscevo tutti: Lupi, Simone, Vittadini, Amicone, Intiglietta... Coetanei o appena più grandi, e già leader. Splendide carriere troppo facili e garantite: perché gli amici chiamavano gli amici, e il primo che arrivava in un posto di potere (molto aiutato, peraltro: non lottando duramente per farsi spazio, ma, dopo i primissimi tempi fondativi ed eroici, chiamato ed anche esplicitamente corteggiato e favorito) chiamava gli altri (in un meccanismo dove il criterio di carriera era la fedeltà e l'amicizia, parola molto popolare in CL, e non il merito). Continua a leggere
Che siano gli uomini di chiesa a insegnare ai laici la laicità non è che uno dei molti paradossi che stanno intorno alla questione dei luoghi di culto musulmani in Italia. Continua a leggere
Sbaglia chi crede che la partita nella Lega veneta sia solo una questione personalistica, di ambizioni concorrenti. Certo, c’è anche questo: Zaia e Tosi si sopportano senza stimarsi, e sanno da sempre di essere potenzialmente alternativi per i medesimi ruoli. Ma la loro collaborazione forzata aveva portato finora reciproci vantaggi, e avrebbe potuto continuare. Continua a leggere
Landini, Boldrini, Cofferati… (e magari, dall’interno, Civati, Fassina…)
Il palco degli aspiranti leader dello spazio a sinistra del PD si sta affollando.
Spesso al di là della reali aspirazioni degli interessati, è interessante quanto questo interessi: e quanta gente stia sinceramente aspettando il messia.
Temo, anche questa volta, senza successo. Continua a leggere
Un gioielliere viene rapinato: la maggior parte di noi è istintivamente solidale con la vittima. Durante la rapina, uno degli assalitori minaccia una commessa con un’arma: stesso meccanismo. Un testimone, vista la scena, difende la ragazza sparando contro il rapinatore: anche in questo caso la maggior parte di noi è solidale con il testimone, e probabilmente, avendo la medesima presenza di spirito, avrebbe fatto lo stesso. Il rapinatore viene ucciso: per la maggior parte di noi – siamo onesti – si tratta di un incerto del mestiere, di uno che se l’è andata a cercare. Se poi si tratta di un rom, e di una persona con numerosi precedenti penali, la nostra indignazione cresce, per motivi che con la giustizia hanno poco a che fare. Infine, se chi ha sparato per salvare la ragazza viene incriminato per eccesso colposo di legittima difesa – sostanzialmente un atto dovuto, che non è affatto detto si trasformi in condanna, visto che il bandito era stato colpito ad una gamba e chi ha sparato non l’ha fatto per uccidere – la nostra indignazione cresce. E magari ci può venire voglia di manifestare una qualche forma di solidarietà: raccogliendo soldi per le spese legali, aiutandolo nella sua attività, manifestandogli la nostra vicinanza. Continua a leggere
un’intervista per la tv svizzera a cura di Paolo Tognina (“Dal Califfato all’islam d’Europa: incontro con Stefano Allievi”: qui)
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari paesi e di numerosi articoli e interviste su dibattiti di attualità. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco.
