Renzi vs. Bersani: perché lo scontro di oggi non sarà come le primarie di ieri

Lo scontro Bersani vs. Renzi non è finito con le primarie. Perché non è lo scontro tra due persone: è nella logica delle cose. Solo che adesso, a differenza di prima, è un duello ad armi pari, o quasi. E solo adesso prevede davvero, come tutti i duelli, un vincitore e uno sconfitto, senza recuperi, senza rivincite, senza vie d’uscita. Uno dei due, di fatto, sparirà dalla scena: o almeno dall’elenco degli attori protagonisti. Continua a leggere

Barca segretario del PD?

Caso praticamente unico al mondo per un grande partito, il PD – è l’ultima novità – dovrebbe prendersi per segretario uno che non è iscritto al partito e non l’ha nemmeno votato.
Tutte ‘ste regole per fare in modo che alle primarie votassero solo gli iscritti, o al massimo gli elettori certificati, e poi ci si prende un estraneo per segretario?
Ok. Per coerenza, alle prossime primarie, per qualunque cosa, basta chiusure. E il primo che parla di regole, di qualunque tipo, “lo sbraniamo” (cit. non autorizzata).

I cosiddetti saggi

I cosiddetti saggi: tutti maschi, non proprio giovani, piuttosto centristi, e di lungo corso. Esattamente il contrario delle tendenze emerse con le ultime elezioni.
Per fare quello che già dovrebbero fare parlamento e governo in carica. Ce n’era bisogno?
Da Napolitano, questa volta, ci si aspettava un po’ più di coraggio e di innovazione. Sono mancati entrambi.
Decisamente, il processo di cambiamento, in questo paese, è appena cominciato…

Crisi politica e crisi istituzionale: perché non se ne esce

Le plateali e irrituali dimissioni del ministro Terzi, e la polemica parlamentare che ne è seguita, sono il sintomo di una malattia ben più grave, che ci mostra, insieme ad altri elementi, e al di là della vicenda che le ha prodotte, perché quella attuale non è solo una crisi politica, ma una crisi istituzionale: come tale, molto più difficile da risolvere. Continua a leggere

Globalizzazione e pluralismo culturale 2013: calendario presentazioni

Lunedì 22 aprile
Appadurai – Modernità in polvere (Riccardo Ravegnani)
Bauman – Modernità liquida (Martina Tramontin)
Martedì 23 aprile
Sennett – Insieme (Hilary Zanon)
Turkle – Insieme ma soli (Giulia Roverato)
Lunedì 6 maggio
Holloway – Crack Capitalism (Silvia Toffoli)
Magatti – La grande contrazione (Nadia Schena)
Martedì 7 maggio
Barber – Consumati (Francesca Avanzi)
Fabris – La società post-crescita (Daria Collalti)
Lunedì 13 maggio
Shiva – Il bene comune della terra (Alberto Floreancig)
Latouche – Come si esce dalla società dei consumi (Matteo Vassallo)
Martedì 14 maggio
Jenkins – Il Dio dell’Europa (Joanna Maziarz)
Caldwell – L’ultima rivoluzione dell’Europa (Davide Forlani)
Lunedì 27 maggio
Wilkinson, Pickett – La misura dell’anima (Mattia Tono)
Marzano – Estensione del dominio della manipolazione (Maria Vittoria
Bandini)

Il pluralismo religioso e l'Europa

fondazione san carlo

Il pluralismo religioso: Stefano Allievi parla dell’Europa degli altri

MODENA. Oggi, alle 17.30, presso il teatro della Fondazione S. Carlo, si terrà la conferenza “L’Europa degli altri. La sfida del pluralismo religioso”, tenuta da Stefano Allievi, professore di Sociologia all’Università di Padova Continua a leggere

L'Europa degli altri. La sfida del pluralismo religioso

Audio integrale della conferenza.
Modena, Fondazione San Carlo, 19 marzo 2013
http://www.fondazionesancarlo.it/fondazione/Viewer?cmd=conferenze

Bimbo conteso di Cittadella: dov'è lo scandalo

E’ una vergogna. L’abbiamo sentito dire da molti. L’abbiamo detto in molti. Ma cosa, esattamente, è una vergogna? Dove è lo scandalo, davvero?
Non vogliamo entrare nel caso specifico di quello che ormai è passato alla cronaca come “il bimbo conteso di Cittadella”. Né vogliamo parteggiare per l’uno o per l’altro genitore (pochi hanno parteggiato per il figlio), e dire quale è la soluzione giusta. Uno dei problemi di questa vicenda è precisamente che pochi, pochissimi, si sono posti davvero il problema di entrare, professionalmente, e dunque delicatamente, nel caso. Mentre molti sono intervenuti a gamba tesa, pur di dire la propria, di parteggiare, anzi, di tifare per l’uno o per l’altro. Dove il tifo va inteso, etimologicamente, per quello che è: una malattia, una febbre, un offuscamento. Continua a leggere

Un Papa di nome Francesco

Un Papa di nome Francesco

16 / 3 / 2013

Le società hanno bisogno di simboli: in cui riconoscersi, attraverso cui unirsi. La Chiesa cattolica aveva bisogno di un simbolo: per ritrovare la propria missione originaria, la propria ragion d’essere, la sua dignità più alta. E, con il nuovo Papa, l’ha trovato. Continua a leggere