Metafore della contemporaneità: navigare

Quella del navigare è metafora insolitamente presente tra di noi, che per la maggior parte siamo saldamente terrestri e sedentarizzati: quasi come una nostalgia, ma anche un diverso e utile punto di vista. C’è una storia, dietro a tutto questo: ma anche qualche insegnamento che ci viene dalla storia e che ci torna utile nel nostro mobile presente. Continua a leggere

Prevenire la radicalizzazione

Di seguito, l’articolo del “Fatto quotidiano” sulla presentazione del rapporto sul jihadismo e la prevenzione della radicalizzazione
ilfatto20170106 – pagina su commissione radicalizzazione

Richiedenti asilo: che fare? Un decalogo

I fatti di Cona ci richiamano ad alcune verità sostanziali che è necessario affrontare, e che non assolvono nessuno. Meno di tutti chi strepita più forte senza prendere alcun provvedimento. Continua a leggere

Il vecchio e il nuovo

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L’ Espresso, 5 gennaio 2017

Avanti tutta, verso il passato

Dall’America di Trump alla Turchia di Erdogan, dalla Brexit all’est Europa: ci si rinchiude nei valori identitari, si cercano le radici ancestrali . Dagli anni Novanta in poi abbiamo iniziato a galleggiare. Riusciamo forse a consolidare il presente, ma non a immaginare il domani

di Marco Pacini

05 gennaio 2017 Continua a leggere

Cosa c'è dietro all'odio nei confronti dei profughi

Il danneggiamento degli appartamenti destinati ad accogliere una decina di profughi all’Arcella, quartiere di Padova ad alta densità di popolazione immigrata, non è una notizia minore. E’ un segnale che trascende la cronaca locale, per diventare specchio dei tempi che stiamo vivendo. Un simbolo, sul quale vale la pena riflettere. Continua a leggere

Tempo sacro, tempo profano: festività, aperture, orari

La polemica sulle aperture domenicali e festive di negozi e centri commerciali ci dice molto, sulle trasformazioni della nostra società.
La questione, contrapponendo i servitori di dei differenti (Dio o il denaro), è mal posta: ideologica. Proviamo a vederla laicamente, analizzando i processi in atto. Continua a leggere

Unità/diversità: ambivalenze culturali del Nordest

Unione deriva da uno. E’ un auspicio, non una descrizione, se applicato non a concetti matematici ma ad esseri umani: che nella società sono chiamati a unirsi, e spesso si richiamano vicendevolmente ai vantaggi e magari ai doveri dell’unione, per poi contestualmente dividersi. Continua a leggere

Ancora sul bilinguismo in Veneto: la lettera di un sindaco, la mia risposta

A seguito di un mio editoriale sulla proposta di legge sul bilinguismo (che si trova qui), ho ricevuto la lettera di uno dei promotori del progetto, il sindaco di Santa Maria di Piave Riccardo Szumski. Di seguito, il testo della lettera e la risposta che il giornale mi ha chiesto.
Gentilissimo signor Allievi,
nessuna presunzione da parte di Santa Lucia di Piave ne mia di dettere L’ agenda a chicchessia. Il sostegno al PdL 116 con il numero di abitanti minimo previsto dalla legge e invece un tentativo previsto dalla legge,l’ennesimo , di portare al centro del dibattito la questione del Veneto. Continua a leggere

Veneto: La follia del bilinguismo per legge

Premessa. Il veneto, inteso come lingua, lo si tramanda di padre in figlio, e anche da padre non veneto a figlio nato in Veneto: a testimonianza del fatto che è una lingua forte, come ci insegnano glottologi e linguisti – il dialetto percentualmente più diffuso in Italia. Già questo dovrebbe insegnarci qualcosa: se si tramanda anche ai nuovi venuti, e a differenza di altri è parlato non solo dai ceti popolari ma anche dalle classi colte, pur senza essere insegnato a scuola, è perché non ne ha bisogno. A che serve allora un patentino veneto e una legge sul bilinguismo? Passi per il doppio nome sui cartelli dei comuni (che già non serve a molto, ma a volte è sufficiente a spostare qualche voto). Ma se si dovesse mettere in questione insegnamento, pubblica amministrazione, lingua veneta negli atti pubblici, riserva di posti di lavoro nel pubblico impiego, telegiornali e quant’altro, oltre a coprirci di ridicolo ci creeremmo problemi a non finire. E, incidentalmente, introdurremmo una discriminazione nei confronti dei non venetizzati (non solo gli immigrati, pure il dieci per cento della popolazione, ma i moltissimi residenti provenienti da altre regioni, e persino i veneti che il veneto non lo parlano e non lo vogliono parlare, che esistono, sono molti, e rischierebbero di diventare a loro volta una minoranza da tutelare). Continua a leggere

Trasformazione, innovazione, competizione: come cambia il loro significato

“Siamo in un’età di transizione. Come sempre”. Lo scriveva Ennio Flaiano, ironizzando sulla pretesa di essere sempre in tempi nuovi. E tuttavia chi opera nei mercati, chi ha a che fare con le tecnologie (e i cambiamenti che implicano: non solo in termini di processi di produzione e di novità di prodotto, ma di organizzazione del lavoro e della vita, e persino di mentalità), e pure chi si limita a osservare il mondo da semplice spettatore e consumatore, non può accontentarsi di questa constatazione. L’accelerazione del cambiamento è tale da avere ormai valore qualitativo, non solo quantitativo: non determina solo il plus di alcuni indicatori (e il minus di altri); ci mostra un altro mondo, una diversa realtà. La trasformazione, parola interpretativa chiave dell’oggi, è davvero in atto. Ed è bidirezionale nelle sue conseguenze. Gli uomini trasformano i processi di produzione, il mondo intorno a sé, e da questo sono trasformati. In senso letterale: dando nuova forma – alle cose, e alle persone. Continua a leggere