L'Anpi e tuoni. E se la smettessimo con le strumentalizzazioni?

Mette tristezza la campagna costruita intorno all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e alle sue posizioni sul (contro) il referendum costituzionale. Ma la prima pietra di questo castello di ipocrisie l’ha messa l’Anpi stessa, e ne è responsabile. Qualcuno vuole usare tutti gli strumenti possibili per respingere la riforma della Costituzione: anche quelli più scorretti. L’Anpi ci si è prestata. E chi è causa del suo mal… Continua a leggere

Pannella visto dal Nordest

Dal Veneto – dal mondo politico veneto – sembrerebbe di parlare di un alieno, di un foresto irricevibile. La sua cultura politica – ultraminoritaria a livello nazionale – lo era ancora di più dalle nostre parti. Continua a leggere

Sulle dimissioni di Michela Marzano

Michela Marzano ha lasciato il PD dopo il voto sulle unioni civili, come aveva annunciato. Non discuto i contenuti delle sue scelte: e, in quanto opinioni, le rispetto. Riprendo tuttavia pari pari, e faccio mie, queste parole di Paolo Giaretta, che condivido, con una postilla finale: Continua a leggere

Richiedenti asilo: che fare? Qualche proposta praticabile

La rabbia di Cona [una caserma dismessa utilizzata come centro per ospitare richiedenti asilo, che hanno protestato per le condizioni in cui vivono, ndr], ben documentata ieri da questo giornale, ci dice molte cose che non vorremmo sentire. Prima che la situazione degeneri ulteriormente, sarà bene dunque usarla come occasione per riflettere sulla gestione della cosiddetta emergenza profughi e delle politiche di accoglienza messe in atto finora. Continua a leggere

La fame del Nordest

Atavica: è questo l’aggettivo che di solito si usa per qualificare la fame, in Veneto e nel Nordest. Una fame atavica, di lungo periodo, radicata nel profondo. La fame chi di lavora e non si risparmia, ma non ha abbastanza da mangiare, e dunque dalla fame non è risparmiato. La fame insoddisfatta, persistente, dolorosa, e che nello stesso tempo diventa ricerca non solo fisica, ma quasi metafisica, di soddisfazione. Quella che spinge a cercare non solo un buon pranzo, ma l’abbuffata, la cuccagna, il rovesciamento carnascialesco dell’ordine del mondo, quando si può. Perché, per il resto, si mangiava solo granoturco: polenta, cioè (anzi, poenta). Spesso senza nient’altro. E a causa di una dieta così povera la pellagra – che produceva le micidiali ‘tre D’: dermatite, diarrea e demenza – era diffusissima, e in Veneto mieterà vittime fino alla seconda guerra mondiale. Continua a leggere

Avere fiducia nel capitale sociale: politica, società, partecipazione

Tra meno di un mese molti comuni andranno ad elezioni. Ed è tutto un fiorire di liste, iniziative, candidati sindaci. In tempi di crisi della politica e di sua reputazione ai minimi storici, forse non è ozioso domandarsi perché. Continua a leggere

"Tutto quello che non vi hanno mai detto sull'immigrazione" a Fahrenheit

Il podcast della trasmissione del 29 aprile.
Intervista di Loredana Lipperini

Le migrazioni: cosa cambia, come ci cambiano

http://www.corriere.it/cultura/16_maggio_01/titolo-4e911bfa-0f09-11e6-9a0b-44a139eda75b.shtml

PAESI RICCHI E POVERI

Un progetto sui migranti
per le nostre società spaventate

Nei prossimi vent’anni, per mantenere costante la popolazione in età lavorativa (20-64), ogni anno dovranno entrare in Italia, a saldo, 325.000 persone. Ci vorrà tempo, pazienza, fermezza, lungimiranza

C’era una volta il Primo Maggio…

“Viva il Primo Maggio”. Era lo slogan che sugli striscioni apriva i cortei operai, e quello che chiudeva i torrenziali comizi dei leader sindacali. Manifestazioni di massa, a cui partecipavano i lavoratori anche con le famiglie, i bambini: una festa, appunto – la festa dei lavoratori e del lavoro. Continua a leggere

Referendum: qualche lezione dal voto di domenica

Le reazioni del dopo hanno mostrato con trasparente chiarezza – ancora più del crescendo di dichiarazioni sempre più roboanti degli ultimi giorni di campagna referendaria – che in questo referendum si è votato su tutto, tranne che sul merito del quesito referendario. Questo da parte di molte delle parti in causa: sia tra i sostenitori del sì – che avessero generiche motivazioni ambientaliste slegate però dal tema in oggetto (più rinnovabili, no al petrolio, un mondo migliore…), o esclusive motivazioni politiche (mandiamo a casa il governo, diamo una lezione a Renzi) – sia tra i sostenitori del non voto. Continua a leggere