Apertura culturale e sviluppo economico: un legame su cui sarebbe utile riflettere

C’è un rapporto tra apertura mentale e culturale e sviluppo economico? La domanda è meno peregrina di quel che potremmo immaginare. Basti pensare all’ambiente cosmopolita e dinamico, amichevole rispetto alla presenza giovanile, interessato alle differenze culturali e alle diversità di genere, tendenzialmente aperto H24, di tutte le città globali e, in generale, delle realtà in crescita come capacità attrattiva, in termini di turismo e di impresa. Continua a leggere

Nemesi degli "schei". Se il denaro non basta a produrre valore

Miserie dell’opulenza. Come il denaro può produrre povertà. La crisi delle banche del Nordest si potrebbe leggere anche così: una nemesi storica nella terra degli ‘schei’. Il denaro che non fa più il suo dovere: produrre altro denaro. La ricchezza di alcuni – immeritatamente destinatari di ingiustificabili emolumenti – che brucia i risparmi di chi ha molto meno, talvolta gli investimenti di una vita, la garanzia perduta di una vecchiaia serena (come successo con la crisi delle banche popolari, che è innanzitutto una crisi di leadership locale, di cui non si può certo accusare Roma, gli immigrati o la globalizzazione…). Continua a leggere

Noi e i robot. Cambia il lavoro, cambierà la vita

Non stiamo parlando del futuro, ma del presente. Non è fantascienza, e nemmeno solo scienza, ma già tecnologia applicata: e, più spesso di quanto ci accorgiamo, vita quotidiana. Continua a leggere

Il 17 aprile, al referendum… (un contributo alla discussione)

Il 17 aprile si vota il referendum sulle trivelle. Più o meno. Un voto che mi pare su dei simboli, più che su dei valori. Su cui c’è relativamente poco dibattito pubblico e poco interesse. Ho provato a cercare le ragioni di una distanza e di uno scetticismo che mi paiono diffusi e palpabili: del fatto che questo referendum, a differenza di altri del passato, non scalda il cuore, e non spinge all’impegno. Ho provato a ragionarci. Sgombrando il campo da ogni manicheismo, e senza accusare nessuno: entrambe le posizioni hanno delle ragioni e dei torti. Qui propongo le mie riflessioni. Dissonanti, forse, rispetto agli schieramenti costituiti. Continua a leggere

Scuola mamma, genitori talvolta infantili. Discorso sui metodi (educativi)

Il caso della scuola materna Zanella di San Gottardo, nel vicentino, è un po’ lo specchio del ruolo della scuola (anche primaria e secondaria) nella società italiana oggi. Continua a leggere

Crescere: imprese e istituzioni di fronte alla sfida della trasformazione

Crescere significa “diventare più grande secondo il proprio naturale sviluppo”; “diventare adulto”; “aumentare di massa, volume, livello, forza, intensità, prezzo, e simili”; nonché “allevare, educare”. Continua a leggere

Le piazze, la socialità, i diritti: vivere il centro storico

Puntuali come le influenze, con la bella stagione riemergono ciclicamente le polemiche sul centro storico e il suo utilizzo. A Padova, con qualche specificità in più, sia fattuale che politica, che vale la pena esaminare. La diatriba è nota: i locali aumentano, i visitatori affollano il centro, i residenti si lamentano, la politica interviene, o non lo fa… Il copione è sempre il medesimo, gli attori i soliti: la trama comincia con studenti, giovani, turisti e cittadini che affollano il centro… Continua a leggere

E se aprissimo le università ai rifugiati?

L’università fa politica, senza farla. Nel senso alto, guardando i processi lunghi; lontana dall’attualità e dagli schieramenti ideologici. E’ quanto avvenuto all’inaugurazione del 794° anno accademico dell’Università di Padova. Dove per capire e intercettare questi tempi, si è parlato di ciò di cui non si poteva non parlare, a molti livelli: internazionalizzazione, mobilità umana. Politica, appunto. Continua a leggere

"Perché noi intellettuali chiediamo giustizia per Regeni"

Stefano Allievi: “Perché noi intellettuali chiediamo giustizia per Regeni” Continua a leggere

Non c'è più il futuro di una volta: come cambia il lavoro – e noi

Non c’è più il futuro di una volta. Da suggestione riflessiva, scritta sui muri della città, diventa certezza statistica, profezia che si autorealizza e, probabilmente, destino. Continua a leggere