Nuove forme dell'islam nel mercato globale
/in 2008, Islam, Religione / Religion, Saggi / Essays, Saggi di Religione / Religion Essays, Saggi sull'Islam / Islam Essays /da StefanoMigrazioni di ieri, lezioni per l'oggi. Di partenze, di racconti, di vino e d'altro ancora (introduzione)
/in 2008, Islam, Saggi / Essays, Saggi di Religione / Religion Essays, Saggi sull'Islam / Islam Essays /da StefanoMusulmani in Italia
/in 2008, Islam, Religione / Religion, Saggi / Essays, Saggi di Religione / Religion Essays, Saggi sull'Islam / Islam Essays /da StefanoCosa sarà l'islam europeo
/in 2008, Articoli / Articles, Articoli di Religione / Religion Articles, Articoli sull'Islam / Islam Articles, Islam, Religione / Religion /da Stefano



1. Clashes, encounters, feedbacks
A proposito di islam e occidente (identificando l’Europa con quest’ultimo) ritorna spesso, nel dibattito intellettuale, mediatico e politico, il richiamo alla tesi del clash of civilizations come chiave di lettura dominante. Poco ci interessa in questa sede ritornare sulla pertinenza di questa celebre definizione del politologo americano Samuel Huntington, molto citata e non altrettanto approfondita (come del resto il ponderoso volume dal medesimo titolo).
Quello che ci interessa qui è ragionare sulla sua fortuna. Non solo in occidente, ma anche in una parte importante del mondo islamico, dove un comune sentire di fatto ispirato a questa definizione si è dimostrato vincente e convincente, e manifesta i suoi effetti nel quotidiano e soprattutto nella sua rappresentazione. Quest’ultima, del resto, è decisiva.
Come ci insegna una delle poche definizioni che in sociologia abbia acquisito lo statuto di teorema – quello che viene chiamato teorema di Thomas, dal nome del sociologo americano, tra i fondatori della scuola di Chicago, che l’ha introdotta nel 1928 – se una cosa è percepita come reale, essa sarà reale nelle sue conseguenze; ovvero, non importa che una cosa sia vera: è sufficiente che sia creduta vera perché produca effetti reali. Così è anche del clash of civilizations e della sua popolarità, trasformatasi rapidamente in plausibilità, poi in descrizione con pretesa (talvolta esclusiva) di oggettività, e infine in quadro di riferimento interpretativo all’interno del quale collocare i fatti, e ancora prima – un aspetto molto importante e sottovalutato – selezionarli1.
La moschea a Padova. Dieci punti per un dialogo (versione integrale)
/in 2008, Articoli / Articles, Articoli di Religione / Religion Articles, Articoli sull'Islam / Islam Articles, Islam, Religione / Religion /da StefanoLe polemiche sulla moschea di Padova stanno conoscendo un crescendo significativo. Diventa utile, a questo punto, cominciare a chiarire i punti fondamentali in gioco. Ci sentiamo di proporne alcuni, sulla base di una esperienza quasi ventennale nello studio delle comunità islamiche europee, della visita di centinaia e centinaia di luoghi di culto musulmani, in Italia, in altri paesi europei, e nei paesi d’origine dell’islam, e anche dello studio di molte situazioni di conflitto su questo tema.
1. La discussione.
Ben venga, finalmente, un confronto pubblico, anche duro, sulla questione. La discussone, inclusa la polemica, è un requisito fondamentale e il sale della democrazia. Sul tema dell’islam poi le paure sono molte, e le informazioni poche: una discussione franca e aperta può contribuire a far diminuire le prime e a diffondere le seconde. E in ogni caso il confronto con le diverse posizioni è doveroso, e va favorito, fornendogli anche le opportune occasioni. Quello che è meno utile è che la discussione demonizzi l’avversario, si basi su informazioni non vere, o non tenga in conto i diritti degli uni o degli altri. Ma la discussione, di per sé, ha i suoi metodi, le sue logiche, e i suoi meriti: bisogna darle fiducia, e avere fiducia nei suoi esiti. Sarà questo un primo risultato positivo. Che si discuta, quindi, faccia a faccia, confrontandosi, tra posizioni diverse, e non solo ciascuno con i suoi, dai banchetti o dai giornali.
Continua a leggere
Islam ed Europa
/in 2008, Articoli / Articles, Articoli di Religione / Religion Articles, Articoli sull'Islam / Islam Articles, Islam, Religione / Religion /da StefanoAdulto virtuale? Provocazioni dall’oggi
/in 2008, Articoli / Articles, Articoli di Società / Society Articles, Società / Society /da StefanoIl termine virtuoso
Virtuoso nel linguaggio comune, ha un richiamo a delle qualità morali possibilmente solide, non artificiose e neanche solamente potenziali. Una persona si aspetterebbe che le virtù fossero solide, fondate, con delle radici. Temo che oggi la virtù soffra degli stessi problemi della virtualità. Hanno qualcosa in comune. Spesso le virtù sono solo potenziali, anche magari quando vorremmo fondarci su di esse, o fondare qualche cosa su di esse.
Il problema è che spesso anche le virtù sono artificiose. Siamo in un periodo in cui le virtù sono spesso dichiarate (ma non è solo storia di oggi), vengono vantate le adesioni formali a un quadro di virtù. Penso per esempio a cosa succede ad alcuni reali o presunti ‘valori cattolici’ oggi nello spazio pubblico: al diffondersi da parte di molti politici di un clericalismo senza fede, vantando magari una vicinanza dichiarata ai valori promossi dalla Chiesa (o meglio ad alcuni di essi, ben scelti e mirati: di solito non quelli che prevedono un costo personale maggiore…), in maniera strumentale – vivendo poi vite personali lontane non solo da quei valori, ma da quella stessa Chiesa che ne è portatrice.
Continua a leggere
Politica e religione nell’Islam dell’età della globalizzazione
/in 2008, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Articoli di Religione / Religion Articles, Articoli sull'Islam / Islam Articles, Islam, Politica / Politics, Religione / Religion /da StefanoAllievi S. (2008), Politica e religione nell’Islam dell’età della globalizzazione, in “Annali Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna”, n.9, 2005, Bologna, Clueb, pp.55-62; isbn 978-88-491-2992-2
Stefano Allievi
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari paesi e di numerosi articoli e interviste su dibattiti di attualità. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco.























