Ius soli: una risposta a Ferdinando Camon

Il 7 agosto è uscito un brutto articolo a firma Ferdinando Camon, contro lo ius soli e in polemica con il ministro Kyenge (tanto che sul “Mattino” di Padova, la “Nuova” di Venezia, la “Tribuna” di Treviso e il “Corriere delle Alpi” si intitolava Ecco perché dico no allo ius soli, mentre sul “Messaggero veneto” il titolo era direttamente contro la Kyenge). Pieno di tristi luoghi comuni, di informazioni erronee, di giudizi da bar sport (qui il link per chi vuol farsene un’idea in proprio: http://ricerca.gelocal.it/mattinopadova/archivio/mattinodipadova/2013/08/07/NZ_08_COMM.html?ref=search). Continua a leggere

Il PC (Partito Conservatore) che governa il PD

Bersani (che, a rigore, non risulta essere più segretario del partito) si vanta di un accordo con Epifani e con Letta per tenersi le mani libere, non indicando né data né regole del congresso. A garanzia del notabilato che governa il PD. Senza altre motivazioni e strategie. Continua a leggere

Razzista è il pensiero, non il Dna

Razzista è il pensiero, non il Dna

6 agosto 2013
Un paese incredibilmente provinciale. Il razzismo non è circoscritto a destra o a sinistra, a vecchi o giovani, alla campagna o alla città: è presente ovunque. Gli stranieri vengono trattati come alieni, se non nemici. Continua a leggere

Il PDL che non andrà alla guerra

Il PDL, per riprendere un titolo del quotidiano di famiglia, Il Giornale, “indossa l’elmetto”. Continua a leggere

La rivoluzione silenziosa di Papa Francesco

Non è più solo un innamoramento passeggero, l’effetto novità rispetto a coreografie stantie e discorsi invecchiati. E nemmeno l’effetto luna di miele: un po’ come i canonici 100 giorni dei leader politici arrivati al governo, quelli in cui l’adesione è acritica e non si vede ancora il logoramento dovuto ai problemi, sempre gli stessi, e all’usurarsi della popolarità nel ruolo. Continua a leggere

Vacanze brevi, notizie lunghe

Torno dalle vacanze. Dopo una settimana senza internet, senza computer, senza giornali.
Leggo i giornali: il PD è diviso, il PDL in fibrillazione per le sentenze su Berlusconi, Bergoglio preannuncia novità nella chiesa, caldo, incidenti stradali, un marito uccide la moglie, un po’ di cronaca nera spicciola.
Insomma, non è successo niente. Potevano essere i giornali di una settimana fa, di tre mesi fa, o del mese prossimo.
Domanda: ma non succede mai niente in questo paese? O è la rappresentazione che se ne dà che è un problema?

La famiglia malata. Su qualche caso di cronaca estiva

La famiglia è malata. Un padre ammazza il figlio a coltellate. Una figlia tenta di assassinare il padre a colpi di pistola. Le ‘solite’ violenze di coppia. I ‘soliti’ litigi, sui gradi di libertà ammessi, o per i soldi. Continua a leggere

"Non mi adeguo"

Lo so, è una domanda vecchia: me l’ero posta allora, e me la ripongo ora. Una domanda che non pretende risposta. Una considerazione ad alta voce.
Ho finito pochi minuti fa l’ultimo libro di Civati, persona che conosco e che stimo: molto.
Lo condivido quasi tutto, e condividendolo lo sottoscrivo.
Ne misuro i contenuti, ne apprezzo lo stile politico, e persino la ricercatezza letteraria, il gusto della frase ben costruita (la frase: “la lunghezza dello sguardo vale più della larghezza delle intese”, da sola, vale come sintesi e chiosa di un intero periodo politico).
Solo, leggendolo, leggendolo oggi, proprio non riesco a vederlo, sulla base di quelle premesse, con la forza di quelle parole, a votare, alle primarie, per Bersani.
Che, di fatto, senza nominarlo direttamente, ma inglobandolo nella più generica dizione di “gruppo dirigente del PD” (mi pare che fosse il più dirigente di tutti, allora…) critica con lucidità dalla prima all’ultima lettera, con parole che sottoscrivo.
Non l’ho capito allora. Lo capisco ancora meno ora.
Continuo a considerarlo il suo atto più dissonante con le sue stesse parole. Che apprezzo. Che condivido. Che sottoscrivo.
Ma, d’accordo, pensiamo al futuro…

Chi staccherà la spina al governo

Sappiamo molte cose di questo governo. Come è nato (in fretta e per caso: e quindi senza progetto e senza programma), chi sono i suoi refrattari genitori (due partiti – il PD e il PDL – che si detestano cordialmente e si sono incontrati solo per necessità, per bisogno, non per desiderio), chi ne è stato la levatrice (il presidente Napolitano, che ha evitato l’aborto, l’ha fatto nascere e lo mantiene in vita), come sta crescendo (gracile e smunto, tra continui litigi), come vive (o vivacchia: tra annunci roboanti di riforma, onesti tentativi di manutenzione della cosa pubblica, e rinvii). Continua a leggere

Da Bersani a Epifani: quel che non cambia

Da Bersani a Epifani: perché non è cambiato niente


L’addio di Bersani

Con l’ufficializzazione delle sue dimissioni in direzione nazionale – nonostante qualcuno, con il metodo abituale, gli chiedesse di ritirarle – Pierluigi Bersani si è guadagnato l’onore delle armi. E ha mostrato la capacità di assumersi la responsabilità di una sconfitta che non è stata solo sua. Continua a leggere