Poteva essere una nuova Turchia: un paese che, sotto la guida di un partito islamico moderato, ridimensiona il ruolo dei militari e inaugura una stagione di sviluppo economico e di progresso civile, avviandosi ad essere una democrazia compiuta, pur nel quadro di una dimensione religiosa riconosciuta e in crescita di influenza, con qualche arroganza di troppo. Rischia di essere, invece, un nuovo Pakistan: un paese economicamente in crisi, autoritario, sostenuto da copiosi finanziamenti esteri, in cui i militari detengono tutte le leve del potere, in preda a continui sussulti jihadisti, sempre più lontano dalle forme di democrazia che conosciamo. Continua a leggere