Vaghe stelle di uno strano firmamento politico

Due senatori del Movimento 5 Stelle hanno fatto il loro dovere di senatori: ovvero, hanno fatto un atto politico, cosa per la quale sono stati eletti e sono pagati. Nella fattispecie, hanno proposto un emendamento per l’abolizione del reato di clandestinità. Continua a leggere

Dopo Francesco. La debolezza della politica

L’attivismo di papa Francesco spinge a ripensare il rapporto tra la chiesa e la politica laica: soprattutto in Italia. E’ utile farlo partendo da una distinzione notoriamente artificiosa: quella tra cattolici e laici. Sapendo che laici sono anche i cattolici che non fanno parte del clero (da laos = popolo), e tra i non credenti vi sono spesso dei clericali senza fede. Intendiamo qui per laici, come nel linguaggio comune, i non appartenenti ad alcuna confessione religiosa. Continua a leggere

Fine del ventennio berlusconiano

“U turn”, inversione a U. Titolavano così le breaking news della BBC relative alla svolta di Berlusconi, passato in una mattinata dall’opposizione al governo, dalle dure critiche alle istituzioni (primo ministro e presidente della repubblica) al loro sostegno, dalla sfiducia alla fiducia. Ma è molto più di una svolta: è un tuffo nel vuoto, un doppio salto mortale carpiato con avvitamento, di cui l’ultimo a immaginare l’esito era proprio Berlusconi. Continua a leggere

E' tornata la prima repubblica

E’ tornata la prima repubblica. Nel linguaggio e nei contenuti. E’ tornata la “verifica”. E’ tornato il “logoramento”. E’ tornata l’aggettivazione roboante per vicende, in se stesse, inconcludenti: l’“indebita interferenza”, l’“atteggiamento arrogante”, l’“evoluzione inquietante”. Sono sempre lì i personalismi, le egolatrie: mentre impazzano, come d’abitudine, i retroscena implausibili, i segreti di Pulcinella, le paroline sussurrate al giornalista. Continua a leggere

Imprenditori suicidi sul lavoro: ma non è solo colpa della crisi

Un altro suicidio. Un’altra vittima del lavoro. Un altro piccolo imprenditore, un artigiano, che ha scelto di andarsene. Perché doveva chiudere l’azienda. Perché doveva licenziare i suoi due dipendenti. Senza un solo euro di debiti: solo perché ormai non era in grado di andare avanti, di produrre utili, di pagare stipendi. Continua a leggere

Amici e nemici di papa Francesco

In soli sei mesi Papa Francesco ha rivoluzionato l’immagine di una Chiesa che negli ultimi tempi era parsa ripiegata su se stessa, sulla difensiva, in costante condanna di nemici teologici e culturali (il relativismo, la secolarizzazione), soffocata dagli scandali (dalla pedofilia a quelli economici): poco ascoltata al di fuori, priva di vitalità all’interno. Continua a leggere

Le aperture di Papa Francesco

Le novità di papa Francesco, ormai, non sono più una novità. Sono state talmente tante, sia di metodo che di merito, e incisive, in così poco tempo, che la notizia, oggi, sarebbe che non accadesse niente di nuovo. Continua a leggere

A cosa servono i senatori a vita?

La polemica sui senatori a vita – se sono di destra, o se sono di sinistra – è sciocca e provinciale, inutile e stucchevole: come gran parte del chiacchiericcio pseudo-politico, non solo estivo. La maggior parte delle personalità serie, proprio perché tali (personalità: e serie) non sono facilmente etichettabili: hanno il dono di riflettere, raramente hanno il vizio di schierarsi (soprattutto se è un’attività a prescindere: dalla riflessione, appunto). E sono quindi capaci di avere un’idea, ma anche di cambiarla, se si è rivelata errata. Continua a leggere

Come cambia il 'corpo' del PD (la dirigenza segue…)

Ora che molti, anche nemici acerrimi fino alle primarie e anche dopo, cominciano a schierarsi con Matteo Renzi, il PD guarda dentro se stesso con sorpresa. E la sorpresa è tanto più forte perché avviene proprio nel suo momento più popolare e partecipato, le feste estive: un ottimo termometro del clima interno al partito, da sempre occasioni di confronto, ma anche di dissenso o di consacrazione. Continua a leggere

Egitto, la svolta autoritaria

Poteva essere una nuova Turchia: un paese che, sotto la guida di un partito islamico moderato, ridimensiona il ruolo dei militari e inaugura una stagione di sviluppo economico e di progresso civile, avviandosi ad essere una democrazia compiuta, pur nel quadro di una dimensione religiosa riconosciuta e in crescita di influenza, con qualche arroganza di troppo. Rischia di essere, invece, un nuovo Pakistan: un paese economicamente in crisi, autoritario, sostenuto da copiosi finanziamenti esteri, in cui i militari detengono tutte le leve del potere, in preda a continui sussulti jihadisti, sempre più lontano dalle forme di democrazia che conosciamo. Continua a leggere