La destra torna al passato

La destra torna al passato, in “Mattino Padova”, “Tribuna Treviso”, “Nuova Venezia”, “Corriere delle Alpi”, 12 dicembre 2012, p.1
Ora lo sappiamo con certezza. Non c’entrano nulla le dichiarazioni del ministro Passera, e nemmeno le norme sull’incandidabilità. Come non c’entra la crisi economica o l’agenda politica del paese. La decisione di Silvio Berlusconi di togliere la fiducia al governo e di candidarsi alle elezioni è una partita tutta interna al Popolo delle libertà e alla sua leadership. Continua a leggere

Agitarsi nel vuoto: il 'nuovo' corso di Berlusconi

Non c’entrano nulla le dichiarazioni del ministro Passera, e nemmeno le norme sull’incandidabilità. Il nervosismo di un centrodestra indeciso a tutto si avverte da mesi Continua a leggere

La sconfitta di Renzi e il nuovo PD

Il nuovo Pd alla sfida elettorale, in “Mattino Padova”, 4 dicembre 2012, p.1 (anche La dignitosa sconfitta di un leader, in “Messaggero veneto”, 4 dicembre 2012, p.1)
E’ successo qualcosa di inaspettato, nelle ore immediatamente successive alla fine delle primarie del centrosinistra. Che lo sconfitto ha avuto molto più spazio televisivo, attenzione, e persino più complimenti del vincitore. Che il centro del dibattito è stato chi ha perso, non chi ha vinto. Continua a leggere

Primarie: chi ha vinto il primo turno

Dai seggi, lezione di democrazia, “Il Mattino”, 27 novembre 2012, p.1 (anche la “Nuova di Venezia”, “Tribuna di Treviso”, “Corriere delle Alpi”, “Messaggero veneto”)
Per una volta, il gioco non è a somma zero, e hanno vinto davvero quasi tutti. Ha vinto Bersani. Ha vinto Renzi. Ha vinto il Partito Democratico. Hanno vinto le primarie. Continua a leggere

La protesta europea. E i suoi perché

Quel rumore sordo a cui dobbiamo abituarci, in “Il Piccolo Trieste”, 15 novembre 2012, p. 1 (anche La protesta e la possibile via d’uscita, in “Messaggero Veneto”, p.1, e Protesta con solide ragioni, in “Mattino Padova”, “Nuova Venezia”, “Tribuna Treviso”, “Corriere delle Alpi”, p.1)
Torna la mobilitazione. Torna la protesta. Torna la piazza. In vari paesi d’Europa, e con maggiore incisività in quella che sta pagando il prezzo più alto della crisi, l’Europa mediterranea. Ma non sono le masse. Non è il popolo. E non è la rivolta. Non da noi, almeno. Sono alcune categorie, alcuni sindacati, alcuni studenti. Ed è solo una manifestazione.
Questo, un po’, sorprende. Continua a leggere

Un messaggio positivo, e uno strano pantheon. Il dibattito tra i candidati alle primarie

Primarie in Tv. Sugli schermi sogni e radici, in “Mattino Padova”, 14 novembre 2012, p. 1 (anche “Tribuna Treviso”, “Nuova Venezia”, Corriere delle Alpi”)
Forse avremmo preferito un confronto più cattivo. Un po’ più all’americana. Più coraggioso e incisivo nei cazzotti all’avversario. Più esplicito ed efficace nelle proposte in positivo. Ma è andata. Il confronto televisivo dei candidati del centrosinistra alle primarie è stato comunque un passo avanti: un elemento di maturazione della politica. Continua a leggere

Bersani e Renzi, tra Grillo e UDC

Bersani, Renzi, e le mosse di UDC e Grillo, in “Il Mattino”, 9 novembre 2012, p.1 (anche “Nuova Venezia”, “Tribuna Treviso”, “Corriere delle Alpi”, e “Messaggero Veneto” Non a caso Grillo prende di mira Renzi)
Dall’affossamento della legge contro l’omofobia, al cambio in corsa sulla legge elettorale (entrambe votate insieme a PDL e Lega negli ultimi giorni), rischia di essere l’UDC il convitato di pietra delle primarie del centrosinistra. Perché il leader del PD, Bersani, con Casini ci vorrebbe costruire l’alleanza, e ci ha giocato il suo progetto politico, ricevendo in questo periodo uno schiaffo al giorno. Il suo principale rivale, Renzi, vorrebbe invece correre in proprio: allearsi con gli italiani, come sostiene.
La differenza tra la tradizionale politica delle alleanze di Bersani, e l’azzardo di Renzi, non potrebbe essere più netta. Anche perché guarda altrove, in realtà. A un’altra partita, e all’altro vero convitato di pietra, il più pesante elettoralmente: Grillo, e il possibile recupero dell’astensionismo e della protesta antipolitica. Continua a leggere

Grillo vs. Renzi

Il vero rivale di Grillo è il “rottamatore” Renzi, in “Il Piccolo”, 7 novembre 2011, p.1
Beppe Grillo è abituato ad attaccare la casta: tutta intera, senza distinzioni. Con Matteo Renzi, ultimamente, fa eccezione: lo attacca personalmente, direttamente. E c’è un motivo: che con la simpatia o antipatia c’entra poco, ma c’entra molto con l’interesse elettorale. Continua a leggere

La fine del ciclo berlusconiano

PDL, la fine di un ciclo. E il futuro è nebbia, in “Il Piccolo”, 26 ottobre 2012, p.1
Che ne sarà di Berlusconi e del PDL ora che il fondatore-patriarca si ritira? Intanto, lasciamoci il beneficio del dubbio: ne ha dette, contraddette e smentite talmente tante, di strategie – in particolare in questi ultimi mesi di incertezza, dall’avvento del governo tecnico ad oggi – che non è ancora detta la parola fine, anche se stavolta è più probabile di altre. In ogni caso, di Berlusconi è presto detto: se davvero si ritirerà dal ruolo di leader, avendo dovuto rinunciare ai sogni quirinalizi o ad altri incarichi di prestigio, cui pure ha aspirato a lungo e sperato fino a tempi recenti, ma che nessuno gli proporrà più, non resta che un posto da senatore, giusto per rimanere al riparo da qualche inchiesta di troppo, e un ruolo da padre nobile ritualmente omaggiato ma non più ascoltato.
Diverso il discorso per il PDL. La sua creatura politica, l’unione di Forza Italia e Alleanza Nazionale, è virtualmente morta, implosa negli scandali e nell’inconsistenza politica. I sondaggi, in proposito, sono impietosi. Continua a leggere

Elezioni? Vincono gli indecisi

L’esercito di indecisi e astenuti, in “Mattino Padova”, “Nuova Venezia”, “Tribuna Treviso”, “Corriere delle Alpi”, 21 ottobre 2012, p.1 (anche in “Piccolo Trieste”, 20 ottobre)
Votano, ma sempre meno e in maniera sempre più differenziata, e in qualche modo nuova, diversa. O non sanno più cosa votare: non sanno per chi e soprattutto perché. Sono gli italiani, come li fotografa l’ultimo sondaggio Swg sulle intenzioni di voto.
Il primo partito sono già oggi gli indecisi, quelli che non sanno più per chi votare: il 29%, quasi un terzo del corpo elettorale che non sa più dove guardare, dove ancorarsi, a chi dare fiducia. Che si aggiungono a un 18-20% di elettori che già oggi dichiarano invece che si asterranno. Delusi dai partiti della prima e della seconda repubblica, che stanno finendo il loro ciclo politico negli scandali che da nord a sud stanno facendo crollare giunte ad un ritmo forsennato, anche in roccaforti un tempo inattaccabili, come il Lazio e la Lombardia. Ma delusi anche dal governo tecnico, la cui popolarità è in costante calo, anche se riscuote tuttora più fiducia di qualsiasi partito: e oggi si attesta al 37%, perdendo due punti in una sola settimana (quella di una legge di stabilità per molti versi ulteriormente e incomprensibilmente punitiva).
Si tratta di una catastrofe del senso di coesione sociale, prima ancora che politica. Continua a leggere