Renzi e Grillo, unici leader carismatici

In una campagna elettorale deprimente, ripetitiva (nel riportarci a contenuti e slogan di vent’anni fa) e levantina (nelle plateali logiche di scambio) come poche altre in passato, che avrà come esito di far aumentare ulteriormente l’astensionismo, l’unico antidoto non sono i contenuti, ridotti a pappette inconsistenti da quasi tutti i contendenti, incluso l’algido professor Monti, ma il cuore e le emozioni. Che in politica ha un altro nome: carisma. Continua a leggere

I messaggi in bottiglia dei suicidi

Un suicidio al giorno. La tragedia è che lo sappiamo, ma abbiamo finito per accettare queste morti come ineluttabili. Non solo quelle di ieri: anche quelle di domani. Che inevitabilmente ci saranno, perché sono frutto di scelte politiche ed economiche, e conseguenza di processi sociali, cui non stiamo cercando risposta. Continua a leggere

Se Beppe Grillo non è un alieno

Di Grillo parlavano tutti, quando era una novità: con sorpresa, e spesso con fastidio, o con sufficienza. Per un po’ se ne è parlato meno, dando per assodata una cospicua presenza di suoi parlamentari, ma anche la loro irrilevanza. Oggi si ricomincia a parlarne, guardando ai trend dei sondaggi. Continua a leggere

Una generazione senza

I dati Istat sulla disoccupazione (11,2%, ma 36,6% quella giovanile) sono già di per sé un colpo durissimo. Se accoppiati a quelli sull’università (meno 17% gli iscritti all’università negli ultimi 10 anni), pubblicati appena il giorno prima, costituiscono un uno-due micidiale, capace di mandare al tappeto qualsiasi pugile: specie se il pugile in questione sono i giovani, e la loro condizione è già provata da anni di incertezza e di dimagrimento. Continua a leggere

Se avesse vinto Renzi… Perché piace il candidato che non c'è

I sondaggi, ultimo quello di Demos, lo confermano. Il leader più popolare, quello che riscuote più simpatia, che la percentuale più alta di italiani vorrebbe come premier, è l’unico che non è in corsa: Matteo Renzi. Più di Bersani, più di Monti, più di Berlusconi. Continua a leggere

La campagna elettorale che vorremmo (e quella che non c'è)

La campagna elettorale si può guardare anche con gli occhi del dopo: del risultato elettorale. E vista così, la si giudica meglio. Anche nell’inutilità delle sue modalità attuali. Continua a leggere

Un paese fuori dal mondo: campagna elettorale e politica estera

C’è un modo atipico di accostarsi a questa campagna elettorale, che è molto istruttivo. Ed è quello di guardare, invece che ai personalismi e ai posizionamenti tattici di questo o di quello, ai contenuti: a quello che c’è, di cui si parla, e soprattutto a quello che non c’è, di cui non si parla.
Tra le assenze, la prima che balza all’occhio è quella della politica estera, e diremmo del mondo. Continua a leggere

La società civile e i candidati

LE OPINIONI / La società civile e i candidati
La politica ha bisogno di professionalità e di ricambio e li attinge a serbatoi diversi. Ma occorrono persone con motivazioni e impegno diversi
di Stefano Allievi
La politica ha bisogno di professionalità. E, quindi, di professionisti. Su questo tema i politici di lungo corso hanno goduto per troppi anni di una rendita di posizione formidabile: «Non andreste mai da un medico che si vanta di non essere un medico di professione», era l’argomento principe, apparentemente di buon senso, di uno di essi, D’Alema. E molti altri lo praticavano senza teorizzarlo. Continua a leggere

L'accordo Lega-Pdl e l'azzardo della macroregione

L’accordo della Lega con il PDL non è una resa. Al contrario, è una scommessa – un azzardo, se si vuole – che rappresenta un ritorno alle origini della Lega stessa. Continua a leggere

Le primarie cambiano la politica. Se ci si crede

Le primarie cambiano la politica, in “Mattino” Padova, “Tribuna” Treviso, “Nuova” Venezia, “Corriere delle Alpi”, 14 dicembre 2012, p.1
Le primarie per la scelta dei parlamentari indette dal segretario Bersani costituiscono una formidabile accelerazione del quadro politico nel suo insieme, non solo un fatto interno al PD. Per la prima volta in queste elezioni – ma con una legittimazione democratica e una trasparenza ben superiori rispetto alle ‘parlamentarie’ del Movimento 5 stelle – gli elettori di un partito potranno scegliersi i propri candidati. L’occasione è tanto più importante dato che il sistema elettorale, che questo parlamento non ha saputo o voluto cambiare, questa possibilità, molto sentita dal corpo elettorale, la nega. Continua a leggere