Le parole del Nordest. Coesione sociale

In fisica, coesione (dal latino cohæsus) è la proprietà dei corpi di resistere a ogni azione che tenda a staccarne una parte dall’altra: la forza che fa in modo che le parti di un corpo siano unite le une alle altre, e non solo meramente giustapposte. Non è difficile capire dunque perché il significato figurativo della parola sia così importante per descrivere la società: perché la coesione, più che l’unione, è la forza vera di un gruppo, un partito, un esercito, un territorio. Continua a leggere

Se Salvini fosse premier (e Zaia governatore): che farebbero con i profughi?

Le polemiche sui profughi sono un male di stagione, come l’influenza. D’estate sono più frequenti perché maggiori, grazie alle condizioni atmosferiche favorevoli, sono gli arrivi. E hanno un andamento ciclico. Perché ciclici ed endemici sono i problemi del mondo. Non si sa bene quando e dove sarà il prossimo focolaio, ma sappiamo che ci sarà: perché la fame, la guerra, la povertà non le ha ancora sconfitte nessuno. E talvolta il proverbiale battito d’ali che produce l’uragano in Africa o in Medio Oriente ha le sue origini, o qualcuna delle sue cause, anche in Occidente. Continua a leggere

Lo scandalo Mose e la disfatta morale di una regione

Lo scandalo Mose è stato tra quelli più significativi della storia repubblicana. Almeno 60 milioni di euro solo in tangenti. A cui va aggiunta la lievitazione dei costi per la sovrafatturazione e per acquisire lavori a prezzi non di mercato. E infine una montagna di sponsorizzazioni e contributi a pioggia, al solo scopo di creare un clima favorevole al progetto, e di comprarsi il consenso. Una grande caritatevole mamma dalla cui mano benigna, impersonata dalla figura austera dell’imprenditore Mazzacurati, si sono nutriti tutti: dai politici alle iniziative culturali, dalle associazioni sportive alla curia arcivescovile. Una cifra così imponente che per sperperarla “non basta essere voraci. Bisogna sentirsi onnipotenti”. Continua a leggere

Tutti i volti dell'islam italiano: fisiologia di una presenza

L’altro ieri, su questo giornale, in due sole pagine si trovavano tre notizie differenti concernenti l’islam in Veneto: la chiusura del padiglione islandese alla biennale, che di una chiesa aveva fatto una moschea; l’apertura di un albergo halal – che rispetta le norme alimentari e di costume islamiche – ad Abano; l’espulsione dal Nordest di due supposti simpatizzanti dell’Isis. Notizie diverse, che mostrano alcuni dei molti volti dell’islam: quello dell’integrazione sostanziale, e quello della percezione conflittuale; quello della normalizzazione e dell’accoglienza, e addirittura dell’occasione di business, e quello dell’eccezionalismo, del sospetto, del fanatismo. Eppure fanno parte della medesima tendenza globale: quella che porta le culture, e le religioni, a mischiarsi sempre di più, perché così come si muovono, sempre più spesso e più velocemente, informazioni, merci e denaro, così si muovono anche – con qualche barriera in più – le persone, e le culture e religioni di cui sono portatrici. Non sta per accadere: è già accaduto. Solo che se di alcune conseguenze abbiamo cominciato a prendere atto da tempo, di altre stentiamo a renderci conto, o semplicemente non vogliamo. Continua a leggere

#Padova #Bitonci #profughi e dintorni

La notizia non sono le manifestazioni contrapposte annunciate, una delle quali poi ‘rinunciata’. La notizia è la motivazione, la causa scatenante. Che vale la pena ricordare. Continua a leggere

La Consulta e le pensioni: quando il diritto produce ingiustizia

Ci sono casi il cui il diritto rischia di fare a pugni con la giustizia: e con l’equità, che ne è una sua dimensione fondamentale. La sentenza della consulta che ha bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni è uno di questi. Continua a leggere

Profughi: che fare?

Certo, l’Europa dovrebbe fare molto di più. Senza dimenticare tuttavia che – è vero – l’Italia ha l’onere della prima ricezione dei profughi, ma è tra i paesi che, di rifugiati politici, ne accoglie meno. Con l’aumento dei fondi a disposizione per la missione Triton e l’invio di navi, un timido segnale di cambiamento dall’Europa è stato dato, ma è ancora troppo poco. Continua a leggere

Contro rom e sinti: le derive del discorso pubblico

Un sindaco è un pubblico ufficiale. Rappresenta una comunità territoriale, ma anche un senso di appartenenza collettivo, persino un’idea morale di unità al di là delle divisioni contingenti. Nelle occasioni ufficiali indossa una fascia tricolore: a simbolizzare l’appartenenza a una comunità ancora più ampia, che condivide la sottomissione alla stessa legge, ispirata agli stessi princìpi fondativi, rappresentati dalla costituzione. Può avere opinioni eretiche o ispirarsi a valori non così condivisi. Una sola cosa non può fare: violare, scientemente, la legge. E poiché rappresenta i cittadini tutti, senza distinzione di razza, etnia, sesso, religione, credenza, opinione – come dice, appunto, la costituzione – non può escluderne qualcuno dal patto sociale. Continua a leggere

Il kebab, la globalizzazione e la città

Il kebab come metafora. Della globalizzazione, del provincialismo, e dell’incapacità di capire che cosa significa, oggi, vivere insieme, nelle città e nella società. Continua a leggere

La società fa rete, la politica (si) divide


E’ persino imbarazzante constatare tendenze così contraddittorie. Continua a leggere