Occidente e rabbia islamica

Forse dovremmo darci una regolata. Forse dovremmo cominciare a dire che i patetici pseudo-Voltaire del giornale francese Charlie Hebdo non sono degli eroici rivoluzionari o dei libertari anticonformisti senza macchia e senza paura, ma degli egocentrici intellettuali molto parigini, con il vizio della propria visibilità e dell’autopubblicità, e nessuna virtù specifica in termini di libertà di pensiero. Perché non è che la impariamo da loro. E non è che mostrare Maometto nudo sia un gesto eroico, come non lo era la maglietta di Calderoli: sono semplicemente delle stupidaggini infantili e insulse, che a scuola butteremmo nel cestino senza nemmeno l’abbozzo di un sorriso. Lo stesso dicasi dell’operazione, più volgare e sospetta, del filmetto sul profeta islamico postato su You Tube, “L’innocenza dei musulmani”. Niente di interessante. Niente, nemmeno lontanamente, di assimilabile all’opera di Salman Rushdie, per dire, che una dignità letteraria e culturale del tutto legittima invece ce l’aveva eccome. Continua a leggere

I dolori dell'alleanza. Sulla circoncisione

In Italia ancora casi di circoncisione rituale clandestina

I dolori dell’alleanza

La Federazione dei pediatri chiede di rivedere le norme. Parlano i professori Paolo Branca e Stefano Allievi
“Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio. (…) Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza“. Dio ad Abramo. Da questo passaggio della Bibbia (’Genesi’ 17:10-14) origina la circoncisione rituale maschile praticata dall’ebraismo, e poi dall’islam, che in Abramo ha uno dei suoi profeti.
Il 9 settembre in Germania, fedeli di entrambe le religioni hanno manifestato insieme in una piazza di Berlino contro una sentenza del tribunale di Colonia che in giugno aveva equiparato la circoncisione per motivi religiosi a ’lesioni contrarie alla legge’ perché vìolano l’integrità fisica dei minori. Il parlamento e il governo tedeschi avevano preso le distanze dalla decisione del giudice.
Qualcuno in Italia ha preso la palla al balzo per suggerire la messa al bando della circoncisione? L’abbiamo chiesto al professor Paolo Branca, docente d’Islamistica all’università cattolica del Sacro Cuore di Milano, e al professor Stefano Allievi, docente dell’università di Padova specializzato in studi di sociologia delle religioni. A entrambi non risulta. “Che io sappia credo che nessuno l’abbia mai proposto – precisa Allievi – Non solo avrebbe contro sia la comunità ebraica sia la comunità musulmana, ma nel nostro Paese è una pratica legale da sempre e per chiederne l’abolizione bisognerebbe avere buone motivazioni“. Una richiesta che, comunque, secondo Branca sarebbe controproducente dal punto di vista politico: “Forse potrebbe farla qualche gruppo neofascista, ma per i partiti dell’arco costituzionale sarebbe un boomerang”. Il problema italiano sulla circoncisione rituale maschile è la sua pratica illecita.
La circoncisione maschile è l’asportazione totale o parziale della cute prepuziale, una pratica antichissima che risale all’antico Egitto ed oltre che rituale può essere terapeutica (curare le malattie) e profilattica (preservare dalle malattie). In Italia la circoncisione rituale è ammessa dall’ordinamento – c’è anche un parere favorevole del Comitato nazionale per la bioetica ma solo se eseguita in ospedale. Proprio oggi compie quattro anni l’accordo fra Stato e Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) contro la pratica clandestina. Il documento impegna i medici a informarsi sull’orientamento religioso della famiglia del bambino e sulla possibile intenzione da parte di essa di eseguire la circoncisione, a informare la famiglia sulle implicazioni e sulle possibili complicanze dell’operazione e sconsigliare in maniera preventiva il ricorso a pratiche al di fuori dall’ambiente sanitario, e infine – in caso di espressione di netta volontà da parte dei genitori di procedere all’intervento – a indirizzare la famiglia verso il centro di riferimento usando tutti i mezzi possibili per favorire l’accessibilità alle strutture sanitarie.
L’accordo prevedeva anche una campagna di sensibilizzazione di professionisti e famiglie. Dopo tutto questo tempo, com’è la situazione? “Ci sono ancora casi di intervento clandestino. Auspico una revisione delle norme attuali”, ci dice il presidente nazionale della Fimp, Giuseppe Mele. La religione ebraica impone di eseguire la circoncisione sul bambino l’ottavo giorno dopo la nascita, in un rito cerimoniale chiamato Brit Milah. Nell’Islam, invece, l’età in cui si subisce l’intervento varia da Paese a Paese. Se a circoncidere non è la mano esperta di un medico in condizioni igieniche ottimali i rischi di complicanze aumentano notevolmente, e la cronaca ha registrato anche alcune morti fra i bambini.
Eppure la pratica clandestina continua a esistere. Perché? Per quanto riguarda la comunità islamica, secondo il professor Branca le cause sono due: da una parte l’indifferenza di alcuni genitori verso le norme dello Stato, il desiderio di seguire la legge divina senza sottomettersi al permesso degli uomini e la volontà di non avere rapporti con le istituzioni; dall’altra un interesse economico di chi pratica la circoncisione clandestina, in termini di offerte ricevute o tariffe imposte per l’intervento. Secondo il professor Allievi, invece, è semplice conformità agli usi dei Paesi d’origine, dove l’operazione può essere eseguita dagli imam o dai genitori stessi, e ignoranza dell’obbligo di intervento del medico, che però “certamente non li giustifica” ed è comunque in diminuzione; tuttavia, precisa Allevi, è notorio che le persone immigrate vanno meno in ospedale. Per non parlare degli irregolari, che vogliono sottrarsi agli occhi dello Stato.
E ci sarebbe una ragione di costi, secondo Milena Lo Giudice, membro del comitato tecnico-scientifico della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (Simm) e pediatra di famiglia della Asp-6 di Palermo. “Attualmente l’intervento può costare migliaia di euro, e parte delle famiglie interessate ha problemi economici”. La Simm vorrebbe che l’operazione fosse gratuita come già accaduto in Piemonte e in Toscana, quindi pagata dal Sistema sanitario nazionale, “ma in questo periodo di riduzione delle spese da parte dello Stato – dice la dottoressa Lo Giudice – si potrebbe introdurre una sorta di prezzo calmierato, sostenibile per le famiglie”.
In “L’Indro”, 18 settembre 2012

Moschee in Veneto

Le moschee in Veneto
Tabelle a cura di Simona Drago, a compendio del saggio di Simona Drago “Il vento del Nordest. La specificità veneta”, in Ma la moschea no… I conflitti sui luoghi di culto islamici. Il contesto europeo, il caso italiano, le specificità del Nordest, a cura di Stefano Allievi, Edizioni Le Gru, Padova, 2012.

Sala di preghiera di Vicenza

Nate il

Struttura

Di proprietà

Sala per donne

Etnie presenti

Libri e lingue

Lezione bambini

Traduz. Preghiera

Metri quadri della sala e affluenza delle persone

Adesione ad ass.

esterne alla propria

Vicenza Centro islamico di Vicenza

“Ettawba

Il pentimento”

1°sede: –

2°sede:

2005

1° sede:

V. dei mille

2°sede:

ex capannone

1° sede: affitto

2° sede:

acquistato

Magrebini

Albanesi

Macedoni

Pakistani

Bangalesi

Ghanesi

Burkinabè

Italiani

In vendita

in arabo e

in italiano

Lingua

e cultura

araba

Venerdì traduzioni in italiano

1500mq

quotidianamente

250/300 persone

Venerdì:

700/800 persone

Ramadan:

1000-1500 persone

Consiglio Islamico

UCOII

Vicenza

comunità muride

1995

Sala

riunione 1 volta al mese

Comune

No

Senegalesi

No

No

50-60 persone al massimo

Vicenza

Associaz. Bangladesh

Ex sede del Centro Isl. di VI

Affitto

Bangladesh

Vicenza

Associaz. Bangladesh

Prevalenza

Bangladesh

Vicenza

Associaz.

Marocchina

2009

Affitto

Maggioranza marocchina

Thiene

Ass. cult. Sportiva Futuro

1°sede: 2000

2°sede:

2006

1° sede: Affitto

2° sede: Centro acquistato

Marocchini

Tunisini

Algerini

Bangalesi

Arabo e lezioni coraniche

Venerdì

traduz. in italiano

300 mq

Fine settimana: 100 persone circa

consiglio islamico

Cassola

Ass. cult. Islamica “La Pace”

1°sede:

1993

in tutto 4 sedi

Attuale sede: ex Capannone

Magrebini

Senegalesi

Ghanesi

Togolesi

Italiani

Lingua araba,

cultura e religione islamica

Venerdì

traduz. in italiano

Venerdì:

80-100 persone

Consiglio islamico

UCOII

Lonigo

Centro islamico di Lonigo

1°sede:

1999

2° sede

2°sede:

Ex Uffici

1°sede: Affitto

2°sede: Centro acquistato

Sì 30 mq

Marocchini

Burkinabè

Senegalesi

Nigeriani

Bengalesi

Solo consult.

in arabo inglese e

italiano

Lingua araba

e lezioni coraniche

Venerdì

Traduz. in Italiano

300 mq

quotidianamente80 persone

Venerdì: fino a 200 persone

Consiglio islamico

UCOII

Lonigo

Ass. Culturale Firdaus Bangladesh

Ex sede del Centro islamico di Lonigo

Affitto

Bangladesh

Schio

“La retta via”

centro cult. islamico

Fine del 1996

Ex Capannone

Affitto

Magrebini,

Macedoni,

Bengalesi,

italiani (…)

(comunità mista)

Solo consult

in arabo

italiano macedone bengalese e

inglese

Lingua araba ed educaz. islamica

Venerdì: traduz. nelle lingue dei presenti: italiano macedone bengalese

250 mq

Venerdì: 150-200 persone

Consiglio islamico

UCOII

Schio

gruppo tigiano

Zawya

No

Senegalesi

No

No

Noventa Vicentina

Ottobre

2003

Ex Uffici

Affitto

No

Marocchini

Senegalesi

Tunisini

Algerini

Bengalesi

Albanesi

Consult. o vendita

in arabo e in Italiano

Lingua araba

Traduz.in italiano

150 mq

quotidianamente

14-20 persone

Venerdì: 80 persone

Consiglio islamico

UCOII

Alte Ceccato di

Montecchio Maggiore associaz. bangladesh

1°sede:

1996

2°sede:

2007

1° sede: ex negozio

2°sede: centro comm.le

1°sede: Affitto

2°sede: Centro Acquistato

In costruzione

Bengalesi

Marocchini

Tunisini

Senegalesi

Ghanesi

Burkinabè

Kosovari

Macedoni

Solo consult.

bangla.

arabo

italiano e

albanese

Lez. di italiano per adulti

Lez. di banglad. e/o arabo per bambini

lezioni coraniche

Traduz in bangalo e italiano

(a volte no, dipende dal tempo dell’imam)

250 mq

Quotidianamente

50 persone

Venerdì: 150 persone

Montecchio Maggiore associaz. bangladesh

2009

Nata di recente

Prevalenza Bangladesh

Arzignano- associaz bangladesh

Prevalenza Bangladesh

Arzignano

Associaz islamica

Centro acquistato

Cornedo

Consiglio islamico

UCOII

Arsiero- Associaz. Sportiva/ culturale Issalam “La Pace”

2005

Ex bar

Affitto

No

Marocchini

Consult

in arabo

Lingua araba

lavoraz. ceramica

No trad. perché poche persone

24 mq

Durante la settimana: 5-6 persone

Sab. e Dom.: 20-25 persone

Marola di Torri

Ass. cult. islamica

1998

Ex uffici

Affitto

Marocchini

Ghanesi

Nigeriani

Solo in prestito

in arabo e pochi in italiano

Lingua araba

lezioni coraniche

Venerdì ogni tanto in italiano

100 mq

quotidianamente10 persone

Venerdì: 30 persone

Consiglio islamico

UCOII

S. Lazzaro di Bassano

2000

Ex capannone

Affitto

Comunità mista

Consult. o vendita

lingua araba e italiana

Lingua araba,

lezioni recitazioni coraniche e poesia

Venerdì trad. in italiano

approssimativamente 400 mq

Venerdì: 150-200 persone

Consiglio islamico

UCOII

Sale di preghiera provincia di Verona

Nate il

Struttura

Di proprietà

Sala per le donne

Etnie presenti

Libri e lingue

Lezione bambini

Traduz Preghiera

Metri quadri della sala e affluenza delle persone

Adesione ad ass. esterne alla propria

Verona Centro islamico di Verona

1°sede:

1999

2°sede:

2005

1°sede: ex negozi

2° sede: stabile di una ditta

1° sede: affitto

2°sede: acquistato

molto grande

Marocchini

Tunisini

Algerini

pochi Albanesi Macedoni Egiziani

Solo in vendita

Lezione del Corano,

lingua araba per bambini e adulti

Venerdì traduz. in italiano, sab. e dom. si prova, anche per assemblee

1952 mq

Media giorni lavorativi: 30 persone

Venerdì: 500-600 persone

Sab e Dom: 800-1000 persone

Consiglio islamico

UCOII

Verona

Bangladesh

Non hanno una loro sede

Si riuniscono nelle case

20 persone circa

Verona

turchi

Non hanno una loro sede

Si riuniscono nelle case

20 persone circa

Mozzecane

“Associazione Culturale Islamica”

1997

Ex negozio di frutta e verdura

Comune

12mq

Marocchini

Algerini

Macedoni

Solo in vendita

Lingua araba,

alcuni versetti del Corano

No perché il centro è troppo piccolo

quotidianamente: 4-10 persone

Venerdì: 50 persone

Consiglio islamico

UCOII

Arcole “Associaz. promozione sociale

Fraternità”

1996

Ex asilo nido

Acquistato

30 mq

Maggioranza Marocchini.

Minoranza:

Senegalesi

Tunisini

Algerini

Egiziani

bangladeshi

Lingua araba e Lezioni coraniche

Venerdì traduz. in Italiano

120 mq

Venerdì:

da 40 alle 50 persone.

ogni giorno:

dalle 4 alle 10 persone

giorni festivi: >100 persone

Ramadan:50-100-120 persone

Consiglio islamico

Tregnago

Ass. socio-culturale

“La Pace”

Nov. 2008

Capannone

Affitto

Prevalenza

Marocco,

altri:

tunisini

algerini

sudanesi

Consult. e prestito

Lingue: arabo e Italiano

in sede dislocata

Lez. Corano

lingua araba educaz.

e altre attività

Venderdì

Traduz. in italiano

140mq

Venerdì: uomini al max 25

Donne al max: 15

UCOII

Consiglio islamico

Domegliara “La misericordia”

(2 sedi)

1°gest.: 1999

2°gest.:

2005

1 centro per gli uomini e uno per le donne

Sede acquistata: per le donne Sede in affitto:

per gli uomini

150 mq

Maggioranza magrebina

Consultazione

Lingua:

Arabo e Italiano

Arabo e Lezioni coraniche

Venerdì

Traduz in italiano

200-250 mq

Quotidianamente: 50-60

Venerdì: uomini:120-150

Donne: 30

Consiglio islamico

Cherubine di Cerea

Centro cultrale islamico “Mediterranea Onlus”

(CENTRO CHIUSO)

La nuova sede è in costruzione a CASALEONE

2007

Ex negozio

Prossima sede: a Casaleone in una casa rurale con magazzino annesso

Sede di Cherubine era in

affitto;

Sede di Casaleone

acquistata

Sì, era 20 mq

Maggioranza Marocchini

1 solo Libico

Sede di Cherubine

lingua araba e versetti del Corano

Nel nuovo centro avranno molteplici attività tra cui squadre di scout maschili e femminili

Venerdì e Sabato

50- 60 persone

Consiglio islamico

UCOII

Valeggio

“Centro cult. per la Pace”

Gennaio 2007

Sì, 24mq

Maggioranza Marocchini.

Minoranza:

Tunisini

Algerini

Senegalesi

Italiani

Solo prestito

in arabo e

italiano

In altra sede

No perché poche persone non capiscono l’arabo

130 mq

Venerdì: 35 donne e 100 uomini

Sabato: 60 donne e 130 uomini

Consiglio islamico

UCOII

Nogara

Associazione culturale islamica

Ex negozio

Composizione mista:

Marocchini,

Tunisini,

Algerini

Minerbe-

Associazione culturale islamica

“L’Unità”

Affitto

Roncà

Affitto

Cà dei Lupi

“El Falah”

Ex locale a luci rosse

capannone

Affitto

Oltre 200 persone circa

Bovolone

“Associazione Salam”

Affitto

Villa Bartolomea

Centro culturale islamico

Affitto

Di solito: 30-40 persone

Venerdì: 100-150 persone

Sale di preghiera provincia di Padova

Nate il

Struttura

Proprietà

Sala per le donne

Etnie presenti

Libri e lingue

Lezione bambini

Traduz preghiera

Metri quadri della sala e affluenza delle persone

Adesione ad Ass. esterne alla propria

Padova

Pontevigodarzere

“Al Nuur”

1996

Acquistato

Siria

Bangladesh

Magreb

catechismo

lez di arabo

per bambini, ragazzi e adulti

250-300 mq

Venerdì: 300 persone circa

Padova

Muridi

Affitto

saltuario

No

senegalesi

No

No

No

Padova

Via Anelli

2000

1°sede: ex magazzino

2° sede:           ex supermercato

Affitto

Magreb,

comunità mista

Solo in prestito

lingua: araba,   1-2 in italiano

Lezione bambini e adulti.

Ai primi: lingua araba,

ai secondi:

lingua italiana

Venerdì traduz in italiano

500 mq

Per la chiusura del Ramadan

700- 800 persone

Padova

Bengalesi

2011

Garage

Affitto

Bengalesi

bengali

No

S. Siro di Bagnoli di Sopra

1° sede:

1997

2° sede: 2007

Capannone con parcheggio

1°sede: affitto

2°sede: acquistato

(tenda nel mezzo)

maggioranza Magrebina

Lingua araba e

basi del Corano

200mq

Venerdì: 50 persone

Padova Gruppo Sufi “Camminare Insieme”

Non hanno una sede

Si riuniscono nella casa del Presidente

Lingua araba

in un locale del Comune

Piazzola sul Brenta

Muridi

Non hanno una sede

Si riuniscono nella casa del Presidente

No

Senegalesi

20/30 persone

S. Giorgio in Bosco

“Ass. cult. Islamica El Hoda”

1996

1° sede: via Aldo Moro

2°sede:

edificio in via Borsellino

Affitto

No

Nord Africani, Macedoni

Albanesi

Nigeriani

Senegalesi

Solo in prestito.

Lingue: arabo e Italiano

Lezione Corano e

lingua araba

Venderdì

traduz in italiano

80mq circa

Venerdì:

50-60 persone

Corte di Zara a Maserà di Padova

“Ass. culturale islamica Al Huda”

2002

Affitto

No

maggioranza Marocchini.

Minoranza:

Tunisini,

Pakistani

Non c’è una libreria

Lezioni saltuarie di arabo

60 mq

Ogni giorno: 15-20

Venerdì: 35 persone

Sabato: 25 persone

No

Borgoricco

Centro Culturale islamico Il Pentimento

1997

V. Dandolo

piano terra di un condominio

Affitto

Marocchini e altre etnie

Lingua araba e lezioni coraniche

Ogni giorno: 50-60 persone

Venerdì:

100 persone

No

Piove di Sacco “Centro Culturale La Pace”

1999 circa

garage

Ospiti di un musulmano

No. Solo la dom. per 2h

maggioranza Marocchini.

Minoranza:

Tunisini

Egiziani

Consult

e prestito

Lingua araba

50 mq

Ogni giorno: 15-20 persone

Venerdì e Sabato:

poco più di 60 persone

Consiglio islamico

UCOII

Casale di Scodosia

Ass. Cult. Sunna

Ex laboratorio di falegnameria

Affitto

Magrebini

Carmignano di Brenta

Affitto

Camposampiero

Affitto

Montagnana

Affitto

Sale di preghiera provincia di Treviso

Nate il

Struttura

Di proprietà

Sala per le donne

Etnie presenti

Libri e lingue

Lezione bambini

Venerdì traduz. Khutba

Metri quadri e affluenza delle persone

Adesione ad Ass. esterne alla propria

Villorba

“Ass.culturale islamica di Treviso”

1994

Diverse sedi.

La prima in via don Nicola Mazza

Attuale sede: capannone

Acquistato

No

Maggioranza marocchina,

algerini,

senegalesi

Vendita e consultazione

Lingue: arabo, italiano.

Presenti Corani in inglese e francese

Lezioni di arabo e doposcuola per bambini in un locale esterno al centro.

Dentro al centro lezioni di lingua araba e italiana per le donne

Traduzione in italiano.

Khutba

recitata metà in arabo e metà in italiano

1400 mq

Venerdì:

150-200 persone

UCOII

Consiglio islamico di Treviso

Motta di Livenza

Centro Islamico

1997

Prima era la sede dei Testimoni di Geova.

Centro dislocato su 2 piani di un palazzo.

Affitto

Maggioranza magrebina, in particolare marocchini, presenti anche:

senegalesi, burkinabè

macedoni,

slavi,

albanesi,

kosovari, bosniaci, bangladeshi

Vendita

lingue: arabo e italiano

Lezioni coraniche,

di arabo e

di scrittura.

Venerdì traduzione in italiano

160 mq

Durante la settimana: 30-45 persone

Durante il Ramadan: 50 persone

Consiglio islamico di Treviso

S. Zenone di Ezzelino

Centro islamico

1° sede One di Fonte,

2°sede: 2007 San Zenone degli Ezzelini

Attuale sede:

due ex negozi

Affitto

Stessa sala degli uomini ma in orari differenti

Maggioranza Magrebina, presenti anche:

macedoni, albanesi,

kosovari, bosniaci,

indiani, bangladeshi,

alcuni pakistani,

ghanesi, senegalesi,

Africa sub-sahariana

Lingua araba,

Costituz. Italiana, Storia d’Italia usi e costumi locali.

Khutba in italiano e traduzione in arabo

Frequentano il centro solitamente:

60 – 70 persone

Venerdì:

100 – 150 persone

Sab. e Dom.

250 persone

Consiglio islamico di Treviso

Roncadelle

“Centro Culturale La Pace”

1997

In un condominio

Affitto

No

Maggioranza marocchina,

minoranze:

pakistani, senegalesi,

tunisini, italiani,

un macedone

Solo consultazione

Lingue: arabo, italiano.

C’è un Corano in pakistano e un altro in macedone

Lingua araba e italiana

Traduz. breve in italiano

Circa 100 mq

Settimana:

8-10 persone

Venerdì:

30 persone

Durante il Ramadan non più di 20 persone

No

Casella d’Asolo a Villa d’Asolo

“Most”

“Il Ponte” Associazione di volontariato

2007

1° sede: casa

2° sede (attuale): fabbrica in zona industriale

Affitto

Macedoni,

arabi e marocchini

Solo consultazione

Lingua: Arabo

Corano in arabo, macedone e bosniaco

Quando ci sono le richieste vengono attivati corsi di Corano

Venderdì

Traduz in italiano

200 mq circa

Di settimana:

10-15 persone

Venerdì:

20-30 persone

Festivi:

50 persone

No

Pieve di Soligo

“Associazione Culturale Asiatica”

Circa 2006

Ex negozio

Affitto

Maggioranza bangladesh.

Minoranza:

marocco, algeria, burkinabè,

senegal

Solo consultazione.

Lingua: arabo, bangladesh e libri per bambini in italiano

Corsi di lingua e per la cultura bangladesh.

Ci sono anche lezioni coraniche.

200mq

Frequentano il centro 100 persone circa.

Il venerdì non c’è la preghiera.

Sab. e Dom.

20-30 persone

No

Pieve di Soligo

Case

No

Marocchini e altre etnie

No

No

No

Ponte di Piave

Piccolo centro

Consiglio islamico di Treviso

Salgareda

Sala per i layene

Sala

Affitto

No

Senegalesi

No

No

Sala in cui si recano una volta al mese

30 persone circa

No

Montebelluna

“Associazione Attawasol”

1° sede: 2003

2° sede:

2006

3° sede:

2007

Sede principale: casa del presidente,

2° sede: ex biblioteca

Affitto

No

Maggioranza magrebina in particolare marocchini,

altre etnie presenti:

senegalesi, camerunesi,

ghanesi,

algerini, macedoni

In prestito e vendita.

Lingua: arabo e italiano

Non hanno ancora una sala ma la stanno cercando.

Festeggiano dentro al centro solo la giornata conclusiva del Ramadan, previo permesso del Comune

Resana

“Associazione e Comunità Islamica di

Pace”

1996

Stabile di diversi ex negozi

Affitto

No. Vanno di domenica nel centro

Maggioranza

Marocchini, Tunisini, Senegalesi,

Algerini,

Egiziani,

Pakistani,

Bangladeshi,

ghanesi,

kosovari,

macedoni

Attività per i bambini in

locali a Castelfranco, insegnano loro:

lingua araba, doposcuola.

Lezioni per ragazze: educazione civica, sessuale e l’italiano.

Cercano una nuova sala per pregare.

Il contratto di quella attuale sta scadendo.

Affluenza divisa tramite assegnazione orari.

Ramadan: costruzione di un tendone per quel mese. Ampiezza: 400mq

Consiglio Islamico Treviso

Istrana

Sala tijani

Sala

Affitto

(spesso ma non sempre)

Senegalesi

20-30 persone

Cornuda

Centro islamico di Corunda

1998

Affitto

No

Comunità mista:

Senegalesi, marocchini, macedoni, tunisini, algerini

Vendita e consultazione

No

No traduz.

50-80 persone

Consiglio Islamico di Treviso

Castel franco veneto

Sala di preghiera dentro una fabbrica

1998

Sala

Proprietà della fabbrica in cui lavorano anche musulmani

No

Ghanesi, Marocchini, Senegalesi

No

No

No

S. Bona

2008

Maggioranza marocchina e algerina

Vittorio

Veneto

Casa privata

Col S. Martino

Casa privata

Colfosco

Garage privato

Affitto

Treviso

Comunità muride

Affitto

No

Senegalesi

No

No

Sovilla

Nervesa

“Associazione La Pace”

Affitto

Maggioranza marocchina

Solo consultazione

Ci sono attività per i ragazzi.

Più di 100 mq

35-40 persone

Ramadan trascorso in questo centro.

-Chiuso durante il corso di questa ricerca-

Sale di preghiera

provincia di Venezia

Nate il

Struttura

Di proprietà

Sala per le donne

Etnie presenti

Libri e lingue

Lezione bambini

Venerdì traduz Khutba

Metri quadri e Affluenza delle persone

Adesione ad Ass. esterne alla propria

Mestre

“Association Venezia”

Associazione Bangladesh

1998

Sala di proprietà del Comune

Affitto

No

Maggioranza bangladesh

Solo Corano in arabo

No

300mq circa

Venerdì:

150 persone

No

Mestre

Affitto

Solo Corano in arabo

200 mq

Mestre

Marghera

Bangladesh

Marghera

Bangladesh

Marghera

Associazione marocchina

Capannone in piena zona industriale

Acquistato

Bengalesi,

senegalesi,

marocchini, tunisini, algerini, macedoni

Sì. In via di definizione.

Lingua araba e

lezioni coraniche

Traduzione in Italiano

1200 mq

di cui

600 mq la sala per gli uomini

e 200 mq quella per donne.

Affluenza massima: 99 persone

San Donà

Bangladesh

Sardola di Piave

Annone Veneto

Porto Gruaro

Sale di preghiera

provincia di Belluno

Nate il

Struttura

Di proprietà

Sala per le donne

Etnie presenti

Libri e lingue

Lezione bambini

Venerdì traduz Khutba

Metri quadri e Affluenza delle persone

Adesione ad Ass. esterne alla propria

Lentiai

1° sede (la prima nella provincia) 2000/2001 a Busche

2° sede a Lentiai

Sala di proprietà del comune

Affitto

Maggioranza: macedoni e marocchini.

No

70mq circa

No

Santa Giustina

2003/2004

Ex Uffici sede dell’Acli

Affitto

Maggioranza: egiziani e marocchini.

Minornze: macedoni e albanesi

Consult.

Traduzione in Italiano

Venerdì:

40- 50 persone

Settimana: 15 persone circa

Ramadan: fino a 30 persone (giornata di fine Ramadan celebrata in un campo sportivo a Trichiana)

No

Quero

Affitto

Maggioranza:

marocchini

16 mq circa

10-15 persone

No

Alano

Affitto

Maggioranza: marocchini

16 mq circa

10-15 persone

No

Feltre

Affitto

Maggioranza: macedoni e marocchini

No

Sale di preghiera

provincia di

Rovigo

Nate il

Struttura

Di proprietà

Sala per le donne

Etnie presenti

Libri e lingue

Lezione bambini

Venerdì traduz Khutba

Metri quadri e Affluenza delle persone

Adesione ad Associazioni esterne alla propria

Centro Islamico di Rovigo

2005

Affitto

Si

Tunisini,

nigeriani,

marocchinikosovari

No

No

A volte traduz in italiano

No

Lendinara

Centro Culturale “Assalam”

Affitto

No

No

Adria

Centro Culturale Islamico

Sala mobile

Affitto

No

No

No

No

Badia Polesine

Affitto

No

No

Avrupa’da Müslüman Öznenin Üretimi: Fikirler, Bilinçler, Örnekler

copertinalibroturco
M. van Bruinessen, S. Allievi, translation of Producing Islamic Knowledge

I molti volti dell’islam

Allievi S. (2007), I molti volti dell’islam. Intervista, in Ucodep, Mani Tese, Cospe (a cura di), La libertà religiosa come diritto: dialogo tra credenti e non credenti, Firenze, Centro Stampa Regione Toscana, pp.72-79: A R e R/I

Europa: l’islam è franco-tedesco (versione integrale)

I musulmani europei, mettendo insieme Europa occidentale e orientale, sono in totale circa 23.510.500 (i dati sono tratti da S. Allievi, La guerra delle moschee, Marsilio, 2010, dove sono state rielaborate fonti ufficiali e non ufficiali). La loro storia è tuttavia diversa, e con essa il loro radicamento: in Europa occidentale si tratta per lo più di immigrati (anche se con il crescere delle seconde e terze generazioni non più ormai definibili tali); nell’Europa orientale e in qualche altro paese, come una parte dei musulmani di Grecia e di Finlandia, si tratta di persone presenti ormai da secoli (per lo più dai tempi della dominazione ottomana), e quindi di presenze definitivamente autoctone. Le presenze per paese, in ordine decrescente, sono le seguenti: Francia 4.200.000, Germania 3.300.000, Gran Bretagna 2.400.000, Albania 2.200.000, Kosovo 1.800.000, Bosnia 1.500.000, Italia 1.300.000, Bulgaria 1.000.000, Olanda 1.000.000, Spagna 900.000, Macedonia 630.000, Belgio 4-500.000, Svezia 400.000, Svizzera 400.000, Serbia 3-400.000, Austria 300.000, Grecia 2-300.000, Cipro 250.000, Repubblica Ceca 200.000, Danimarca 190.000, Norvegia 120.000, Romania 70.000, Croazia 58.000, Finlandia 40.000, Portogallo 40.000, Irlanda 32.000, Slovenia 31.000, Polonia 30.000, Ungheria 20.000, Slovacchia 11.000, Estonia 10.000, Lettonia 10.000, Lussemburgo 8-10.000, Malta 5.000, Lituania 4.500. Ad essi, per avere un quadro davvero completo della situazione in Europa e dintorni, dovremmo aggiungere i 74.000.000 della Turchia, paese candidato all’ingresso nell’Unione (o almeno gli oltre 6.000.000 della sua parte europea), e i 20-25.000.000 della Russia.
Limitandoci ai principali paesi dell’Europa occidentale (caratterizzati da una presenza islamica frutto di immigrazioni e quindi, almeno in questo, omogenei: Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Austria, Svizzera, Italia, Spagna, Portogallo, Grecia), il numero totale dei musulmani è di circa 15.290.000. Le sale di preghiera, in questi paesi, sono oltre 9.000 (per la precisione 9.122), che, rapportate al numero di fedeli potenziali, indica in 1.676 i praticanti potenziali per ogni moschea.
A titolo di comparazione, negli Stati Uniti ci sono circa 6 milioni di musulmani, e 1.643 moschee, il che significa una moschea ogni 3.652 musulmani.
Stefano Allievi
Allievi S. (2011), Europa: l’islam è franco-tedesco (versione integrale), in “Jesus”, n.10, ottobre 2011, pp. 40-43 (in Dossier: Musulmani d’Italia, pp.39-71)

Islam bianco rosso verde (versione integrale)

I dati
L’Italia conta oggi (dati Istat al 1 gennaio 2011) 4,56 milioni di stranieri: il 7,5% della popolazione totale (naturalmente sono contabilizzati solo gli immigrati in condizione regolare). Di questi, dal punto di vista religioso, la componente principale, nonostante l’aumento di flussi migratori da est e la diminuzione di quelli da sud, è quella islamica: 1.355.000 persone (contro 1.222.000 ortodossi, 701.000 cattolici, 137.000 protestanti, 112.000 induisti, e così via). Tra i paesi di provenienza con la più alta percentuale di musulmani vi sono, prevedibilmente, il Marocco, un po’ meno prevedibilmente l’Albania (con un tasso di pratica e di presenza nell’associazionismo islamico, tuttavia – a cominciare dalle moschee – non proprozionale ai numeri), e poi Tunisia, Bangladesh, Egitto, Senegal, Pakistan, e ancora, in ordine sparso, Algeria, Bosnia, Iran, Nigeria, Turchia, Somalia. Come si vede, una variabilità etnica, nazionale e linguistica assai larga – cui si aggiunge quella legata alla tradizione e all’interpretazione della religione (sunniti e sciiti, seguaci delle diverse scuole giuridiche dell’islam), per non parlare delle scelte politiche o di affiliazione transnazionale.
Il dato sulle migrazioni ci racconta tuttavia solo una parte di realtà: ai musulmani immigrati bisogna aggiungere quelli naturalizzati, cioè che hanno acquisito la cittadinanza italiana, e i convertiti, cioè gli italiani che hanno scelto l’islam. Cifre non stratosferiche (sommando gli uni e gli altri superiamo probabilmente di poco le centomila unità), ma che, per quanto riguarda la giovani generazioni in corso di italianizzazione di fatto, anche se non ancora di diritto, rappresentano una tendenza in aumento. Insomma, a farla breve, diciamo che circa il 2,5% della popolazione italiana (contro una media europea del 4%, con punte del 6,5% in Francia e del 6,1% in Olanda) è musulmano: o, meglio, pensiamo che lo sia. Perché poi, per i musulmani come per tutti, inclusi i cattolici maggioritari e cittadini, le presunzioni di appartenenza non corrispondono né alla pratica religiosa reale né all’identificazione soggettiva. Poiché l’argomento vale tuttavia per tutte le religioni, lasciando quindi le proporzioni inalterate, teniamoci buona questa percentuale e passiamo dai dati ai fatti.
Intanto, va rilevata una rapida trasformazione nella composizione anagrafica e di genere. Non siamo più solo di fronte a una presenza di giovani-adulti (la fascia tra 20 e 35 anni d’età) maschi, come è nella classica immagine della catena migratoria. Ma, sempre più, si tratta di famiglie, con una componente femminile in aumento e tendente all’equilibrio, di seconde generazioni (giovani nati in Italia o arrivatici molto piccoli, e talvolta già figli, a loro volta, di persone nate qui), e, anche, di anziani, la componente forse più trascurata del mondo delle migrazioni: che, in parte, torna tuttavia a vivere la propria pensione al paese d’origine.
Una parte di essi, soprattutto appartenenti alle prime generazioni, guarda ancora al paese d’origine: vive, per così dire, voltata all’indietro (dal punto di vista della linguistico, ma anche emotivo, politico, ecc.), anche se in larga misura non ci tornerà più. Una parte invece è decisamente proiettata a integrarsi nel paese in cui ha scelto di vivere: a partire da un segmento significativo delle prime generazioni, e più radicalmente da quelle che seguono, socializzate, alfabetizzate e scolarizzate in Italia, e per le quali questo è il proprio paese.
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A dieci anni dall’11 settembre. Come siamo cambiati

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Allievi S. (2011), A dieci anni dall’11 settembre. Come siamo cambiati, in “La Difesa del Popolo”, 11 settembre 2011, n. 35, p. , intervista di Patrizia Parodi I SR e R/I

Come ci ha cambiati l’11 settembre

Domenica, 11 settembre 2011

Per qualche anno, per troppo tempo, il pensiero si è radicalizzato, il linguaggio militarizzato, la ragione impoverita, ridotta a binomi semplicistici quanto fuorvianti: bianco/nero, buoni/cattivi, superiore/inferiore, con Dio o contro Dio (con Dio, naturalmente, privatizzato da tutte le parti in causa). Il pensiero qaedista in questo senso ha vinto, specchiandosi nel bushismo arrogante dell’avventura irakena (costruita sulla menzogna, e che ha prodotto più terrorismo di quanto non ne abbia sconfitto, per non parlare delle decine di migliaia di vittime innocenti, tra le quali contiamo anche i soldati occidentali mandati lì a morire inutilmente): che sono stati paradigmi dominanti, vincenti, fino all’altro ieri. Ma oggi qualcosa è cambiato.

L’11 settembre ha fatto fare un salto di qualità al male nel mondo: quegli innocenti colpiti a mezzo di altri innocenti usati come arma, hanno scolpito l’immaginario occidentale, attraverso quella potente icona mediatica – destinata a marcare ben più di un decennio, e a rimanere nella storia – che sono le immagini incessantemente rivedute degli aerei che si schiantano sulle Twin Towers, della gente che si lancia nel vuoto, delle torri che crollano, del vuoto lasciato nello skyline newyorkese.

In quel momento molti nel mondo, inclusi molti musulmani – tranne una minoranza accecata da furore ideologico – hanno assunto quell’orrore, quel vuoto, come proprio. Tanto che è stato facile raccogliere una alleanza contro il terrorismo islamico che comprendeva anche molti paesi musulmani, almeno fino alla successiva invasione dell’Afghanistan.
Poi, quel capitale di solidarietà e di umana pietas è stato dilapidato, cancellato dall’arroganza, dai toni fondamentalisti, dalla propaganda, dalla mancanza di pietas per gli innocenti di altre latitudini. E, da ambo le parti, per qualche anno hanno avuto mano libera, e sono sembrati vincenti, gli estremisti. In questo la strategia di al-Qaeda ha avuto successo: e il conflitto di civiltà è sembrato improvvisamente un’evidenza.
Per qualche anno, per troppo tempo, il pensiero si è radicalizzato, il linguaggio militarizzato, la ragione impoverita, ridotta a binomi semplicistici quanto fuorvianti: bianco/nero, buoni/cattivi, superiore/inferiore, con Dio o contro Dio (con Dio, naturalmente, privatizzato da tutte le parti in causa). Il pensiero qaedista in questo senso ha vinto, specchiandosi nel bushismo arrogante dell’avventura irakena (costruita sulla menzogna, e che ha prodotto più terrorismo di quanto non ne abbia sconfitto, per non parlare delle decine di migliaia di vittime innocenti, tra le quali contiamo anche i soldati occidentali mandati lì a morire inutilmente): che sono stati paradigmi dominanti, vincenti, fino all’altro ieri.
Un paradigma che nel mondo islamico si è fatto largo attraverso il suo stesso successo, da troppi malinteso come la battaglia tra il buon Robin Hood islamico contro il cattivo sceriffo di Nottingham occidentale (e come questi stupido quanto crudele, come si è riuscito a far credere); e in occidente è stato legittimato in modi diversi. Negli Stati Uniti dal fondamentalismo protestante della destra teocon; e in Europa – in Italia ad esempio – da una specie di fallacismo globale, qualunquistico quanto pervasivo, dagli esiti tuttavia meno catastrofici, contenuti il più delle volte in una violenza diffusa ma soltanto verbale (non che non abbia avuto esiti di invelenimento complessivo della società; ma non ha spinto verso avventure devastanti come quella irakena, che ha sostenuto senza veramente coinvolgervisi in prima persona, o molto limitatamente).
Oggi non è più così. Da un lato le sconfitte di al Qaeda, il suo progressivo isolamento, fino all’uccisione del suo capo carismatico, Bin Laden: oggi al Qaeda vive più che altro sulla forza d’inerzia, sulla disperata volontà di sopravvivenza; non sui successi, sulla capacità di giocare come il gatto con il topo con il potente Occidente, guidando il gioco, come in una certa fase è potuto sembrare. Dall’altro l’elezione di Obama, la politica della mano tesa con l’islam (mantenendo il pugno di ferro solo con il radicalismo violento – quello che si sarebbe dovuto fare fin dall’inizio). E per tutti la stanchezza di una stagione – costosissima culturalmente, economicamente e in sangue umano, che dopo tutto ha lo stesso colore ovunque – che si è trascinata tra roboanti proclami ma senza alcun vero successo, da una parte e dall’altra.
La prova che questa stagione è al suo declino, nonostante le tragiche ricadute che potranno esservi in futuro, ce l’hanno fornita due eventi recenti, molto diversi tra loro. Il primo è stato la primavera araba, che ha mostrato come l’aspirazione a una vita diversa e migliore, e l’uscita dall’immobilismo di grandi masse di musulmani, non fosse più polarizzata dalla falsa alternativa tra il radicalismo islamico da una parte e l’autoritarismo dittatoriale dei satrapi mediorientali, giustificata dall’opposizione all’islam radicale (con il cieco sostegno, fino all’ultimo, dell’Occidente), dall’altro; ma si appoggiasse sulla scommessa democratica, non basata sulla religione e nemmeno sulla violenza.
Il secondo evento è stato la strage di Oslo: che ha mostrato all’Occidente le derive cui possono portare i fantasmi ossessivi, impregnati di superiorità razziale e di presunzione culturale, che ha lasciato crescere nel suo seno in questi anni; dopo Oslo e Utoya, molti hanno aperto gli occhi, e anche chi faceva finta di non vedere ora sa.
Certo, il terrorismo non è ancora sconfitto, e il fanatismo appare ancora capace di sedurre le menti di troppi. Ma abbiamo capito la lezione, e ne stiamo uscendo, da ambo le parti. Per questo possiamo ricordare questo anniversario, e piangerne le vittime, con più autentica partecipazione umana, e meno pesantezza ideologica del passato, di altri anniversari. Il segno che stiamo elaborando il lutto. Da adulti. Non è poco. E non era scontato. Per qualche anno, davvero, avevamo perso la speranza.

Allievi S. (2011), Come ci ha cambiati l’11 settembre, in ResetDOC (Dialogues on civilizations) http://www.resetdoc.org/stories/index/00000000021 (anche in “Il Mattino”, 11 settembre 2011, pp.1-7, “La Nuova Venezia”, “La Tribuna di Treviso”, “Il Piccolo”, con il titolo La stagione della paura al tramonto, “Messaggero Veneto”)