La rivoluzione silenziosa di Papa Francesco

Non è più solo un innamoramento passeggero, l’effetto novità rispetto a coreografie stantie e discorsi invecchiati. E nemmeno l’effetto luna di miele: un po’ come i canonici 100 giorni dei leader politici arrivati al governo, quelli in cui l’adesione è acritica e non si vede ancora il logoramento dovuto ai problemi, sempre gli stessi, e all’usurarsi della popolarità nel ruolo. Continua a leggere

Vacanze brevi, notizie lunghe

Torno dalle vacanze. Dopo una settimana senza internet, senza computer, senza giornali.
Leggo i giornali: il PD è diviso, il PDL in fibrillazione per le sentenze su Berlusconi, Bergoglio preannuncia novità nella chiesa, caldo, incidenti stradali, un marito uccide la moglie, un po’ di cronaca nera spicciola.
Insomma, non è successo niente. Potevano essere i giornali di una settimana fa, di tre mesi fa, o del mese prossimo.
Domanda: ma non succede mai niente in questo paese? O è la rappresentazione che se ne dà che è un problema?

La famiglia malata. Su qualche caso di cronaca estiva

La famiglia è malata. Un padre ammazza il figlio a coltellate. Una figlia tenta di assassinare il padre a colpi di pistola. Le ‘solite’ violenze di coppia. I ‘soliti’ litigi, sui gradi di libertà ammessi, o per i soldi. Continua a leggere

"Non mi adeguo"

Lo so, è una domanda vecchia: me l’ero posta allora, e me la ripongo ora. Una domanda che non pretende risposta. Una considerazione ad alta voce.
Ho finito pochi minuti fa l’ultimo libro di Civati, persona che conosco e che stimo: molto.
Lo condivido quasi tutto, e condividendolo lo sottoscrivo.
Ne misuro i contenuti, ne apprezzo lo stile politico, e persino la ricercatezza letteraria, il gusto della frase ben costruita (la frase: “la lunghezza dello sguardo vale più della larghezza delle intese”, da sola, vale come sintesi e chiosa di un intero periodo politico).
Solo, leggendolo, leggendolo oggi, proprio non riesco a vederlo, sulla base di quelle premesse, con la forza di quelle parole, a votare, alle primarie, per Bersani.
Che, di fatto, senza nominarlo direttamente, ma inglobandolo nella più generica dizione di “gruppo dirigente del PD” (mi pare che fosse il più dirigente di tutti, allora…) critica con lucidità dalla prima all’ultima lettera, con parole che sottoscrivo.
Non l’ho capito allora. Lo capisco ancora meno ora.
Continuo a considerarlo il suo atto più dissonante con le sue stesse parole. Che apprezzo. Che condivido. Che sottoscrivo.
Ma, d’accordo, pensiamo al futuro…

Chi staccherà la spina al governo

Sappiamo molte cose di questo governo. Come è nato (in fretta e per caso: e quindi senza progetto e senza programma), chi sono i suoi refrattari genitori (due partiti – il PD e il PDL – che si detestano cordialmente e si sono incontrati solo per necessità, per bisogno, non per desiderio), chi ne è stato la levatrice (il presidente Napolitano, che ha evitato l’aborto, l’ha fatto nascere e lo mantiene in vita), come sta crescendo (gracile e smunto, tra continui litigi), come vive (o vivacchia: tra annunci roboanti di riforma, onesti tentativi di manutenzione della cosa pubblica, e rinvii). Continua a leggere

Da Bersani a Epifani: quel che non cambia

Da Bersani a Epifani: perché non è cambiato niente


L’addio di Bersani

Con l’ufficializzazione delle sue dimissioni in direzione nazionale – nonostante qualcuno, con il metodo abituale, gli chiedesse di ritirarle – Pierluigi Bersani si è guadagnato l’onore delle armi. E ha mostrato la capacità di assumersi la responsabilità di una sconfitta che non è stata solo sua. Continua a leggere

Perché l'Egitto ci riguarda

Gli oltre 50 morti del Cairo sono solo l’ultimo capitolo – l’ultimo per ora – di una tragedia politica che avrà importanti conseguenze. Anche da noi. Perché anche noi ne siamo attori, forse inconsapevoli ma non incolpevoli. Continua a leggere

Il Movimento 5 Stelle e i fondamenti della democrazia

E siamo arrivati a sette: due espulsi, e cinque se ne sono andati, in soli quattro mesi. Di questo passo, la delegazione parlamentare del Movimento 5 Stelle potrebbe assottigliarsi rapidamente, producendo quella che, per fare un parallelo con la biologia, assomiglia alla riproduzione per partenogenesi (ovvero senza fecondazione): con un partito che ne figlia un altro, senza alcuno stimolo e senza causa scatenante. Continua a leggere

Prendi i soldi e scappa: anche al parlamento europeo…

(tristemente giratomi da un’amica belga)
beccato mentre entra in ufficio alle 18.30 per prendersi la diaria, prima fa finta di non capire l’inglese (e allora che ci fa al parlamento europeo…), poi se la prende con l’intervistatore
per inciso: quest’uomo è del Pdl. per carità, avrebbe potuto essere di qualunque partito. comunque, qualcuno del suo partito gli dirà qualcosa?
e qualcuno farà una reprimenda a tutti quelli che fanno così?
http://www.liveleak.com/view?i=9dd_1372157163

Il paese prigioniero dei partiti

La spinta per la riforma di un sistema politico e della vita dei suoi partiti può venire dal suo interno o dall’esterno. Avviene dall’interno quando prende la forma del rinnovamento della classe dirigente di un partito, della sua organizzazione, dei suoi obiettivi politici, dei suoi stessi riferimenti ideali, nonché dell’alternanza al governo tra partiti politici tra loro concorrenti e alternativi. Avviene dall’esterno quando passa attraverso la nascita di nuovi partiti, o attraverso un cambiamento di sistema politico. Continua a leggere