Governo Letta: il paradosso del consenso
Il governo è nato male. In maniera imprevista. Quasi non voluto, non pianificato, non progettato. Per mancanza di alternative, insomma. Continua a leggere
Il governo è nato male. In maniera imprevista. Quasi non voluto, non pianificato, non progettato. Per mancanza di alternative, insomma. Continua a leggere
Come nel febbraio 2009, quando si dimise Veltroni, così oggi. Il Partito Demoratico, nel momento che dovrebbe essere della catarsi, della presa di coscienza, della consapevolezza, che è anche inevitabilmente il momento del conflitto, rinuncia, si ritira, si chiude, rinvia. Continua a leggere
Arrestati una decina di ragazzi in un quartiere di Padova, la Guizza, implicati in piccoli e meno piccoli atti di violenza nei confronti di altri ragazzi e ragazze, e adolescenti: da anni. Senza che nulla sia cambiato. Senza che nulla veramente sia successo. Una ‘baby gang’ diventata adulta. Questo lo spunto di partenza. Continua a leggere
No taxation without representation: non paghiamo le tasse se non possiamo avere rappresentanti che decidano come imporle. Nasce così, grazie ai coloni americani ribellatisi alla corona britannica, uno dei principi fondamentali della democrazia. Continua a leggere
La politica, come la natura, è spreco. Non solo nel senso cui ci ha abituato la doverosa critica agli sprechi della politica. Ma anche in senso darwiniano. Solo le specie più adatte sopravvivono, mutando secondo i cambiamenti dell’ambiente. E molti individui nascono, per consentire che pochi solamente sopravvivano. Continua a leggere
Dopo l’elezione di Napolitano, era chiaro che la scelta sarebbe stata sua e soltanto sua: del presidente. E il Partito Democratico, più di tutti gli altri, non avrebbe potuto che adeguarsi: era questo il prezzo della rielezione, da lui preteso e ottenuto. Continua a leggere
Con l’ufficializzazione delle sue dimissioni durante la direzione nazionale del PD – nonostante qualcuno gli chiedesse di ritirarle – Pierluigi Bersani si guadagna l’onore delle armi. Ha mostrato, insieme all’integrità personale, la capacità di assumersi la responsabilità politica di una sconfitta che non è stata solo sua. E di saper anteporre il senso del collettivo all’avventura o all’ambizione individuale, in una stagione politica in cui prevalgono personalismi spesso privi di consistenza. Continua a leggere
La politica è fatta anche di svolte inaspettate, di colpi di fortuna, talvolta di miracoli. L’ultimo di questi, per il Partito Democratico, si chiama Debora Serracchiani. Nel momento più basso della crisi del PD dai tempi della sua costituzione, il partito (ma forse non proprio lo stesso partito) coglie quello che negli ultimi giorni sembrava diventato un irraggiungibile e forse insperato successo: la conquista del Friuli Venezia Giulia. Continua a leggere
Pierluigi, per favore.
In nome della tua integrità personale, che non coincide con il disastro politico cui è stato condotto il PD, che non è del resto responsabilità solo tua: non ripensarci. Continua a leggere
Suicidio non assistito di una leadership. Eutanasia di un partito. Non si può definire altrimenti la responsabilità – anzi, l’irresponsabilità – di un’intera classe dirigente del Partito Democratico, che ha gettato al vento tutte le possibilità attuali del centrosinistra di incidere seriamente sulla leadership del paese. E di giocare un ruolo utile per cambiarlo, il paese. Continua a leggere
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari paesi e di numerosi articoli e interviste su dibattiti di attualità. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco.
