"Chi ha ucciso il PD": con Debora Serracchiani a Udine
/in 2013, Anno / Year, Argomenti / Topics, Libri / Books, Libri di Politica / Politics Books, Politica / Politics /da StefanoItaliani, razzisti o brava gente?
/in 2013, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Società / Society Articles, Politica / Politics, Società / Society /da StefanoUna società malata, non cura e fa ammalare
/in 2013, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Articoli di Società / Society Articles, Politica / Politics, Società / Society /da StefanoLa bella e dignitosa lettera di Roberto e Sandra Giacalone, genitori del ragazzo che si è suicidato lo scorso settembre cospargendosi di benzina a un distributore, che racconta il loro calvario di mancati aiuti da parte dei servizi sociali per quel loro figlio “difficile”, pubblicata su questo giornale, tocca un tema che non va lasciato cadere. Perché da lì emerge quale società stiamo costruendo, con quali priorità, con quali gerarchie di valori. Continua a leggere
Il narcisismo, psicopatologia della politica
/in 2013, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Politica / Politics /da StefanoLa politica italiana ha fatto della contemplazione della propria immagine una religione, e del narcisismo una mistica. L’ossessione di se stessa è precisamente quello che le impedisce di guardare agli altri, al paese: e che ne fa un dato patologico, una malattia della psiche in senso proprio, per molti aspetti una devianza. Continua a leggere
Renzi, Berlusconi e la sfida al governo
/in 2013, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Politica / Politics /da StefanoIl governo ha due opposizioni: e stanno entrambe nella sua stessa maggioranza (la terza, il M5S, è assai meno temibile per le sorti del governo, la cui attività non intacca minimamente). Da un lato Berlusconi, lanciato, con la ri-nascita di Forza Italia e l’abbandono del PDL, in una sua personale versione di “ritorno al futuro”: riandare al passato. Dall’altro l’avvio delle primarie nel PD, che mostrano candidati più o meno critici con l’attuale assetto di governo. Continua a leggere
Massacritica, spettacolo teatrale per gli studenti, 28 ottobre 2013
/in 2013, Anno / Year, Materiale didattico /da Stefano| Teatro Stabile del Veneto | |||||
| Progetto speciale per le ScuoleMassacritica Il totalitarismo nell’era di facebook |
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Massacritica racconta la storia di un esperimento: un giovane professore propone a un gruppo di studenti delle scuole medie superiori di utilizzare il tempo del breve incontro settimanale di approfondimento di storia per ricostruire le dinamiche di un gruppo totalitario a scopo didattico. Col passare del tempo i ragazzi, pur partendo con le migliori e democratiche intenzioni, ripercorrono l’evoluzione dei principali regimi del novecento: a partire dalla crisi economica come stato potenzialmente fertile per un cambiamento degli assetti sociali, passando per la costruzione di una nuova identità attraverso il progressivo assorbimento delle individualità in un progetto comune e uniformante, fino ad arrivare alla denigrazione dell’altro, di ciò che non si adegua, alla propaganda, alla censura. L’esperimento arriva a un punto di non ritorno e rischia di avere gravi conseguenze perchè il gruppo perde la bussola e raggiunge attraverso i social network una popolarità inaspettata e fuori controllo.
Massacritica mette in scena l’importanza della storia e del suo insegnamento: ribadisce la necessità di avere consapevolezza di ciò che è accaduto e di ciò che accade e sottolinea il ruolo fondamentale che la scuola e gli insegnanti svolgono nella formazione delle nuove generazioni in un mondo contrassegnato da una fruizione culturale sempre più disponibile e multimediale ma anche confusa e superficiale.
lunedì 28 ottobre ore 10,30
presentarsi alla cassa alle 10-10,15
Prezzo biglietto
Posto unico numerato 5,00 euro
Il carcere, oltre l'indulto
/in 2013, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Articoli di Società / Society Articles, Politica / Politics, Società / Society /da StefanoIl dibattito sull’indulto (ancora presente nella società ma già finito nel ceto politico: che, come ha lanciato il tema, l’ha anche frettolosamente dimenticato) ha almeno un merito: quello di farci riflettere sul carcere, e su come esso risponde alla sua funzione. Continua a leggere
Indulto, sì: ma dopo…
/in 2013, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Articoli di Società / Society Articles, Politica / Politics, Società / Society /da StefanoIeri, su queste pagine, il collega Giuseppe Mosconi mi ha mosso, senza nominarmi, alcune dure rampogne, per essermi espresso contro l’indulto, così come se ne parla attualmente. L’occasione mi è propizia per chiarire il mio pensiero. Continua a leggere
Il falso dibattito su amnistia e indulto
/in 2013, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Politica / Politics /da StefanoCome sempre, in Italia non si parla del merito, ma di dietrologie, di alleanze, di schieramenti.
Ci riferiamo alla proposta di amnistia e indulto. Ventilata dal presidente Napolitano come soluzione al problema del disumano sovraffollamento delle carceri. E a cui oggi, improvvisamente, sembrano tutti – o almeno tutti i sostenitori del governo – assolutamente favorevoli. Il PDL, che è sempre stato contro ogni forma di amnistia anche quando ha votato a favore, perché non si sa mai che ci si riesca a far rientrare anche qualche reato da colletti bianchi, o almeno a metterlo nel calderone di altre riforme della giustizia che gli stanno più a cuore. E il PD perché l’ha detto Napolitano, che è il garante della stabilità del governo.
Tuttavia crediamo che su questa proposta abbia ragione chi è contrario. E non sia reato di lesa maestà dirlo, anche se la fonte è il presidente della repubblica. Ecco perché appaiono oblique, e fondate più su logiche di schieramento interne al dibattito congressuale del PD che sul merito, le critiche a Matteo Renzi e ad altri, che si sono pronunciati contro tale provvedimento. Perché vengono da chi non ha fatto nulla, in passato, e non propone nulla, ora, per risolvere davvero il problema delle carceri.
L’amnistia e l’indulto non sono necessari in sé: questo lo dicono tutti. Ma lo diventano – nell’opinione di chi li propone – per risolvere il problema del sovraffollamento e la conseguente inumanità della condizione carceraria: che è un dato di lungo periodo inaccettabile, insostenibile, e che oltre tutto ci costa caro in termini di richiami e di sanzioni europee, oltre che in inciviltà diffusa.
Amnistia e indulto, inoltre, sono sempre un insulto alle vittime dei reati. La logica è la stessa dei condoni: un regalo ai furbi, che hanno violato la legge, e un insulto agli onesti, che non l’hanno fatto, e anzi al contrario sono stati vittime di chi ha compiuto dei reati, per i quali alla fine non si paga, o si paga meno. Per i condoni si è sempre detto che l’ultimo sarebbe stato l’ultimo, e così non è mai stato. Per l’amnistia lo stesso: ogni volta si dice che sarà un provvedimento ad hoc per risolvere l’emergenza, che poi non ce ne saranno più. E ogni volta ci si ricasca: e condoni e amnistie diventano alla fine un’abitudine, un abito mentale. Senza accorgersi che tali provvedimenti minano il patto sociale, e la fiducia reciproca su cui si fonda, in maniera radicale. Invece di risolvere i problemi, come al solito, si adottano provvedimenti tampone, sull’onda dell’emergenza o dell’emotività. Perché è più facile, agire così: e pazienza se è un male per la società. E se la società, così facendo, non la si riforma, ma al contrario la si fa sprofondare ulteriormente nei suoi vizi peggiori.
Se si vuole davvero risolvere il problema, invece, è più intelligente andare alla fonte, alla radice: chiudere il rubinetto che riempie le carceri, agire a monte, anziché aprire il tappo che le svuota, agendo a valle.
Vogliamo fare qualcosa di utile e rapido per ridurre la popolazione carceraria? Depenalizziamo il reato di clandestinità. Cambiamo la logica delle leggi anti-droga. Insomma, cambiamo con un articolo la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi. E qui in contraddizione ci va chi, favorevole all’amnistia e all’indulto, con Giovanardi ci governa, rendendo difficile ogni riforma in materia.
Non solo: il 40% dei detenuti si trova in carcere in attesa di giudizio. Vogliamo ragionare anche su questo? E, per esempio, sull’obbligatorietà dell’azione penale: in generale, e in particolare applicata alle leggi di cui sopra?
Ecco, se adottassimo questi provvedimenti, e poi ci dessimo seriamente da fare per riformare una giustizia ingiusta, lunghissima, incivile, che ci rende il fanalino di coda dell’Europa e, da sola, ci costa due punti di PIL, allora sì che svuoteremmo rapidamente le carceri e faremmo qualcosa di utile per la società. Migliorando ampiamente la qualità della vita sociale, anziché peggiorarla. E magari, per festeggiare, un anno di indulto, non di più, ci potrebbe anche stare, per ridurre rapidamente la popolazione carceraria. Ma se tutto questo non si fa, è indecente e controproducente parlarne.
Le leggi per detenuti e giustizia, in “Mattino” Padova, “Tribuna” Treviso, “Nuova” Venezia, “Corriere delle Alpi”, 15 ottobre 2013, p.11
Anche Amnistia e indulto, un falso dibattito, in “Messaggero Veneto”, 16 ottobre 2013, p.1
Stefano Allievi
E’ autore di oltre un centinaio di pubblicazioni in vari paesi e di numerosi articoli e interviste su dibattiti di attualità. Suoi testi sono stati tradotti in varie lingue europee, in arabo e in turco.



