Partiti che non sanno ascoltare

Proprio mentre la fiducia degli italiani nei partiti e nelle istituzioni della rappresentanza politica crolla ulteriormente, i partiti, che rappresentano tuttora il mezzo principale di canalizzazione del consenso, fanno di tutto perché la sfiducia aumenti. Continua a leggere

Una società malata, non cura e fa ammalare

La bella e dignitosa lettera di Roberto e Sandra Giacalone, genitori del ragazzo che si è suicidato lo scorso settembre cospargendosi di benzina a un distributore, che racconta il loro calvario di mancati aiuti da parte dei servizi sociali per quel loro figlio “difficile”, pubblicata su questo giornale, tocca un tema che non va lasciato cadere. Perché da lì emerge quale società stiamo costruendo, con quali priorità, con quali gerarchie di valori. Continua a leggere

Il narcisismo, psicopatologia della politica

La politica italiana ha fatto della contemplazione della propria immagine una religione, e del narcisismo una mistica. L’ossessione di se stessa è precisamente quello che le impedisce di guardare agli altri, al paese: e che ne fa un dato patologico, una malattia della psiche in senso proprio, per molti aspetti una devianza. Continua a leggere

Renzi, Berlusconi e la sfida al governo

Il governo ha due opposizioni: e stanno entrambe nella sua stessa maggioranza (la terza, il M5S, è assai meno temibile per le sorti del governo, la cui attività non intacca minimamente). Da un lato Berlusconi, lanciato, con la ri-nascita di Forza Italia e l’abbandono del PDL, in una sua personale versione di “ritorno al futuro”: riandare al passato. Dall’altro l’avvio delle primarie nel PD, che mostrano candidati più o meno critici con l’attuale assetto di governo. Continua a leggere

Massacritica, spettacolo teatrale per gli studenti, 28 ottobre 2013

Teatro Stabile del Veneto
Progetto speciale per le ScuoleMassacritica
Il totalitarismo nell’era di facebook

autore Giorgio Sangati
scene e costumi Alberto Nonnato
luci Paolo Pollo Rodighiero
video Raffaella Rivi
regia Giorgio Sangati
con

(in ordine alfabetico), Giulia Briata,
Massimo Scola, Francesco Wolf,
Marco Zoppello,


Massacritica racconta la storia di un esperimento: un giovane professore propone a un gruppo di studenti delle scuole medie superiori di utilizzare il tempo del breve incontro settimanale di approfondimento di storia per ricostruire le dinamiche di un gruppo totalitario a scopo didattico. Col passare del tempo i ragazzi, pur partendo con le migliori e democratiche intenzioni, ripercorrono l’evoluzione dei principali regimi del novecento: a partire dalla crisi economica come stato potenzialmente fertile per un cambiamento degli assetti sociali, passando per la costruzione di una nuova identità attraverso il progressivo assorbimento delle individualità in un progetto comune e uniformante, fino ad arrivare alla denigrazione dell’altro, di ciò che non si adegua, alla propaganda, alla censura. L’esperimento arriva a un punto di non ritorno e rischia di avere gravi conseguenze perchè il gruppo perde la bussola e raggiunge attraverso i social network una popolarità inaspettata e fuori controllo.

Massacritica mette in scena l’importanza della storia e del suo insegnamento: ribadisce la necessità di avere consapevolezza di ciò che è accaduto e di ciò che accade e sottolinea il ruolo fondamentale che la scuola e gli insegnanti svolgono nella formazione delle nuove generazioni in un mondo contrassegnato da una fruizione culturale sempre più disponibile e multimediale ma anche confusa e superficiale.

“Non sfugge al passato chi dimentica il passato” scriveva Bertold Brecht.

Giorgio Sangati



lunedì 28 ottobre ore 10,30

presentarsi alla cassa alle 10-10,15

Prezzo biglietto
Posto unico numerato 5,00 euro

Il carcere, oltre l'indulto

Il dibattito sull’indulto (ancora presente nella società ma già finito nel ceto politico: che, come ha lanciato il tema, l’ha anche frettolosamente dimenticato) ha almeno un merito: quello di farci riflettere sul carcere, e su come esso risponde alla sua funzione. Continua a leggere

Indulto, sì: ma dopo…

Ieri, su queste pagine, il collega Giuseppe Mosconi mi ha mosso, senza nominarmi, alcune dure rampogne, per essermi espresso contro l’indulto, così come se ne parla attualmente. L’occasione mi è propizia per chiarire il mio pensiero. Continua a leggere