Se facciamo pari a 24 ore la storia dell’umanità, per 23 ore e 55 minuti siamo stati nomadi, e solo per 5 minuti sedentari. Oggi stiamo ritornando ad essere nomadi: o almeno un po’ più nomadi di prima – noi, e il mondo in cui viviamo. Tutto si muove di più, più in fretta, e a minor costo – tanto da collocarci all’interno di quella che è stata chiamata una “rivoluzione mobiletica”, che accompagna, rafforza e accelera quella industriale e tecnologica. Si muovono rapidissimamente informazioni (quelle, addirittura, a costo zero e in tempo reale), idee, merci, denaro (anche quello, ormai dematerializzato, digitale, si muove in tempo reale: espressione vagamente surreale con cui identifichiamo un processo piuttosto irreale…) e persone (quelle, un po’ meno, o solo alcune: quelle nate con il passaporto giusto. E che, come gli italiani, possono andarsene in 161 paesi del mondo senza chiedere il visto. Per quelli nati dalla parte sbagliata della storia e della geografia le cose stanno diversamente: 25 paesi un afghano, 28 un irakeno, 29 un pakistano… E sono quelli dove probabilmente non gli interessa andare). Continua a leggere