Come cambia il 'corpo' del PD (la dirigenza segue…)

Ora che molti, anche nemici acerrimi fino alle primarie e anche dopo, cominciano a schierarsi con Matteo Renzi, il PD guarda dentro se stesso con sorpresa. E la sorpresa è tanto più forte perché avviene proprio nel suo momento più popolare e partecipato, le feste estive: un ottimo termometro del clima interno al partito, da sempre occasioni di confronto, ma anche di dissenso o di consacrazione. Continua a leggere

Di destra, di sinistra o semplicemente inutili? Sui senatori a vita

Il presidente Napolitano ha nominato quattro nuovi senatori a vita. E puntuale è partita la polemica sulla loro collocazione politica: se sono di destra, o se sono di sinistra. Una polemica, come molte che hanno a che fare con il chiacchiericcio politichese più che con la politica, sciocca e provinciale, fuori luogo e fuori tema. Continua a leggere

Egitto: la posizione dei cristiani

Sono pubbliche da un paio di giorni, ormai, le prese di posizione delle minoranze cristiane (mi riferisco in particolare a quella copta cattolica, per ovvi motivi più significativa nel contesto italiano) a favore dei militari. Niente di strano: molti sono a favore dei militari, in Egitto e fuori (musulmani, laici, cristiani). Queste posizioni non sono nuove. Sono comprensibili nella logica interna di una minoranza stigmatizzata da lungo tempo (sotto tutti i governi, per la verità: ma che temono maggiormente, per ragioni assai comprensibili, i governi religiosi ispirati alla religione islamica dominante, rispetto a quelli più laici, ancorché militari). Ma non di meno lasciano perplessi, sul piano dell’analisi e del principio. Continua a leggere

Egitto, la svolta autoritaria

Poteva essere una nuova Turchia: un paese che, sotto la guida di un partito islamico moderato, ridimensiona il ruolo dei militari e inaugura una stagione di sviluppo economico e di progresso civile, avviandosi ad essere una democrazia compiuta, pur nel quadro di una dimensione religiosa riconosciuta e in crescita di influenza, con qualche arroganza di troppo. Rischia di essere, invece, un nuovo Pakistan: un paese economicamente in crisi, autoritario, sostenuto da copiosi finanziamenti esteri, in cui i militari detengono tutte le leve del potere, in preda a continui sussulti jihadisti, sempre più lontano dalle forme di democrazia che conosciamo. Continua a leggere

Egitto: la partita dei militari, tra Morsi e Mubarak

Dopo il colpo di stato, il colpo di spugna. L’immagine contrapposta di Mubarak libero e Morsi in carcere, è la fotografia delle contraddizioni dell’Egitto di oggi. In mezzo, il generale al-Sisi: ministro della difesa ma, oggi, presidente di fatto, colui che in mano le chiavi del potere. E della repressione. Continua a leggere

Morire per Sharm…

Guardo il video di un giovane che, in Egitto, si è messo a braccia alzate davanti a un carro armato, per fermarlo.
Come a Piazza Tien An Men.
Solo che qui è andata a finire diversamente: gli hanno sparato. L’hanno ucciso.
Sotto, compare la pubblicità: un Google Ad
Dice: “Sharm excursions for free. Book 3 excursions & get 1 for free”.
Non commento.
Fatelo voi…
Qui il link: http://www.reset-italia.net/2013/08/18/carro-armato-giovane-egiziano/#sthash.d5wFGbLd.SjvWwcM7.dpbs

Politica: la crisi come segnale di speranza

Il ponte di Ferragosto, politicamente, si compie all’insegna del già visto. Le notizie, dopo tutto, sono sempre quelle: i guai giudiziari di Berlusconi, le divisioni nel PD, le piccole decisioni e i molti rinvii del governo. Niente di epocale. Niente di innovativo. Niente di riformatore. Continua a leggere

Il PC (Partito Conservatore) che governa il PD

Bersani (che, a rigore, non risulta essere più segretario del partito) si vanta di un accordo con Epifani e con Letta per tenersi le mani libere, non indicando né data né regole del congresso. A garanzia del notabilato che governa il PD. Senza altre motivazioni e strategie. Continua a leggere

Il PDL che non andrà alla guerra

Il PDL, per riprendere un titolo del quotidiano di famiglia, Il Giornale, “indossa l’elmetto”. Continua a leggere

"Non mi adeguo"

Lo so, è una domanda vecchia: me l’ero posta allora, e me la ripongo ora. Una domanda che non pretende risposta. Una considerazione ad alta voce.
Ho finito pochi minuti fa l’ultimo libro di Civati, persona che conosco e che stimo: molto.
Lo condivido quasi tutto, e condividendolo lo sottoscrivo.
Ne misuro i contenuti, ne apprezzo lo stile politico, e persino la ricercatezza letteraria, il gusto della frase ben costruita (la frase: “la lunghezza dello sguardo vale più della larghezza delle intese”, da sola, vale come sintesi e chiosa di un intero periodo politico).
Solo, leggendolo, leggendolo oggi, proprio non riesco a vederlo, sulla base di quelle premesse, con la forza di quelle parole, a votare, alle primarie, per Bersani.
Che, di fatto, senza nominarlo direttamente, ma inglobandolo nella più generica dizione di “gruppo dirigente del PD” (mi pare che fosse il più dirigente di tutti, allora…) critica con lucidità dalla prima all’ultima lettera, con parole che sottoscrivo.
Non l’ho capito allora. Lo capisco ancora meno ora.
Continuo a considerarlo il suo atto più dissonante con le sue stesse parole. Che apprezzo. Che condivido. Che sottoscrivo.
Ma, d’accordo, pensiamo al futuro…