Le ragioni dell'astensionismo

Lo diceva Don Milani: “La scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde”. E aggiungeva: ”Chi manca ha il difetto che non si vede. Ci vorrebbe una croce o una bara sul suo banco per ricordarlo”. E infine: “L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. E’ un ospedale che cura i sani e respinge i malati”. Continua a leggere

Amministrative 2013: vince chi perde meno

I risultati di queste elezioni sono senza ambiguità: nei ballottaggi vince il centrosinistra, e il PD in particolare. Il PDL tracolla. La Lega sparisce. Il Movimento 5 Stelle non ingrana. Ma sarebbe un clamoroso malinteso interpretare i risultati di queste elezioni sulla base dei risultati dei singoli partiti. Il quadro politico è infatti fortemente cambiato. Continua a leggere

La politica e il destino del paese. L'economia va giù: il governo, dove?

Forse è colpa nostra. Di noi cittadini. Di noi elettori. Di noi giornalisti, opinionisti, intellettuali. Che siamo ancora lì a parlare di politica, a darle spazio a scapito della società. A commentare quello che i politici dicono: le dichiarazioni ad uso dei telegiornali, le mezze frasi, le battute senza contenuto, i personalismi. Ad analizzare quello che i politici fanno, e soprattutto quello che non fanno: le riforme epocali, i nuovi mirabolanti meccanismi istituzionali, gli annunci reiterati, le commissioni che si susseguono, gli ennesimi conclavi di saggi scelti fuori dal parlamento (evidentemente dentro non ce ne sono abbastanza: finendo per dare, come ha notato qualcuno, la democrazia in outsourcing). E intanto, ordinariamente, lentamente, inesorabilmente, il paese muore. Continua a leggere

Elezioni: le ragioni dell'astensionismo

La notizia del giorno è il forte incremento dell’astensionismo. Certo, c’è il buon risultato del centrosinistra, con conseguente calo del centrodestra: di cui in molte realtà dovremo attendere la conferma ai ballottaggi. E il crollo del Movimento 5 Stelle. Ma lo spostamento di voti più importante è quello nella direzione del non voto. Continua a leggere

Governo Letta: il paradosso del consenso

Il governo è nato male. In maniera imprevista. Quasi non voluto, non pianificato, non progettato. Per mancanza di alternative, insomma. Continua a leggere

La segreteria Epifani e il declino del PD

Come nel febbraio 2009, quando si dimise Veltroni, così oggi. Il Partito Demoratico, nel momento che dovrebbe essere della catarsi, della presa di coscienza, della consapevolezza, che è anche inevitabilmente il momento del conflitto, rinuncia, si ritira, si chiude, rinvia. Continua a leggere

Il cinismo sull'Imu

No taxation without representation: non paghiamo le tasse se non possiamo avere rappresentanti che decidano come imporle. Nasce così, grazie ai coloni americani ribellatisi alla corona britannica, uno dei principi fondamentali della democrazia. Continua a leggere

Perché non rimpiangeremo Rivoluzione Civile

La politica, come la natura, è spreco. Non solo nel senso cui ci ha abituato la doverosa critica agli sprechi della politica. Ma anche in senso darwiniano. Solo le specie più adatte sopravvivono, mutando secondo i cambiamenti dell’ambiente. E molti individui nascono, per consentire che pochi solamente sopravvivano. Continua a leggere

Le prospettive del governo Letta

Dopo l’elezione di Napolitano, era chiaro che la scelta sarebbe stata sua e soltanto sua: del presidente. E il Partito Democratico, più di tutti gli altri, non avrebbe potuto che adeguarsi: era questo il prezzo della rielezione, da lui preteso e ottenuto. Continua a leggere