Presentazioni “Globalizzazione e pluralismo culturale” 2014

Presentazioni “Globalizzazione e pluralismo culturale”

A.A. 2014

31 marzo – Sloterdijk “L’ultima sfera”, Marramao “Passaggio a occidente” (Giulia Lucchini, Denise Masievo)

1 aprile – Huntingon “Lo scontro delle civiltà”, Barber “Guerra santa contro McMondo” (Federico Pastrello, Antonio Marchesin)

2 aprile – Sen “Identità e violenza”, Kymlicka “La cittadinanza multiculturale” (Naike Borgo, Giacomo Mirto)

7 aprile – Elliott/Urry “Vite mobili”, Beck “Lo sguardo cosmopolita” (Margherita Murgia, Antonella Gravina)

8 aprile – Stiglitz “Il prezzo della disuguaglianza”, Napoleoni “Economia canaglia” (Nadia Ballestrin, Stefano Allievi)

9 aprile – Lupton “Il rischio”, Bauman “Paura liquida” (Meng Xia, Davide Calabrese)

14 aprile – Jenkins “Il Dio dell’Europa”, Caldwell “L’ultima rivoluzione dell’Europa” (Alice Cecchellero, Patrizia Spinacé)

15 aprile – Naim “La fine del potere”, Pinker “Il declino della violenza” (Alessia Zordan, Ilaria Belluco)

Politica, simboli, mutamento

Il governo Renzi nasce male, nelle sue forme: congiura di palazzo, scelta dei ministri e dei sottosegretari con troppe conferme e troppi compromessi con gli alleati. Nasce tuttavia con aspettative forti e promesse altisonanti, fondate essenzialmente sull’uomo che lo guida, sulla promessa quasi palingenetica che lo accompagna. Continua a leggere

Un paio di cose, almeno, sono già cambiate.

Riprendo l’osservazione da una persona che stimo.
Tra tante critiche, e tanto fuoco amico, vorrei ricordare che, da ora in poi, sarà difficile immaginare un governo con un’età media molto alta, e senza una significativa presenza femminile (vedo che a sinistra, tra alcune, è diventato improvvisamente di moda tacciare la parità di genere di sessismo…). Sarà poco, ma c’è, è un dato, oggettivo.
Poi, come giusto, come tutti i governi, dipenderà da come si governa. E quello lo vedremo. Non possiamo ancora dirlo. Io, almeno, non posso. Molti altri hanno già espresso la loro sentenza.

Renzi e il governo post-partitico

Nasce il governo Renzi. In mezzo alle polemiche, come inevitabile, ma nasce. Con le sue facce nuove, e le sue facce vecchie. Con le discontinuità non solo simboliche, e le continuità deludenti. Con pochi ministri, i più giovani della storia d’Italia, e la presenza femminile più massiccia, la metà. Eppure non sono queste le novità vere. Continua a leggere

A proposito dell'ultima inutile disfida interna. Ma potrebbe essere un'altra…

Lo dico. Me lo dico. Sommessamente.

E se la smettessimo di pensare la politica con una logica da tifo calcistico (magari non più applicata ai partiti, ma ai sottogruppi interni): la mia squadra, la tua squadra, il mio capitano è sempre onesto e senza macchia, il tuo sempre falso e spergiuro, i supporter della mia squadra sono comunque buoni, puri, persino belli, quelli della tua sempre in mala fede, disonesti, teleguidati, i miei li guardo con indulgenza, sempre, i tuoi sempre con astio, pregiudizio, complottismo…? Continua a leggere

Politica locale: perché, alle primarie, voterò Michele Schiavo

Domenica 23 febbraio si vota alle primarie per il candidato sindaco di Cadoneghe.

Ci abito da oltre un decennio. Il più intenso, il più ricco di esperienze. Qui si è formata la mia famiglia, qui sono cresciuti i miei figli.

Qui mi sono impegnato anche nella politica attiva. Qui, quando è nato il Partito Democratico, mi sono iscritto per la prima volta.

Ora, per la prima volta, potremo scegliere il nostro candidato sindaco con le primarie. E trovo giusto dichiararsi. Continua a leggere

La giusta protesta delle imprese

Anche nei modi, la protesta di artigiani e commercianti è pacata. Educata nei cartelli. Morigerata nel linguaggio: giusto qualche inevitabile “vaffa…”. E contenuta nei tempi: un paio d’ore e via, che c’è da tornare al lavoro. Ma i cinquantamila artigiani e commercianti che hanno manifestato a Roma, proprio perché poco abituati a farlo, sono un segnale forte, drammatico. Continua a leggere

Cosa penso della scelta di Renzi

Lo sappiamo tutti: lo scenario previsto era un altro. Un governo che governa per un anno, l’approvazione della legge elettorale e un paio di riforme economiche fondamentali, e poi al voto. Con Renzi che forse vince, o forse no (il nostro auspicio, ovviamente, era sì): ma in ogni caso con un vincitore chiaro e dotato di una legittimazione popolare ampia, per governare finalmente sul serio. Continua a leggere

Letta-Renzi: una problematica staffetta

La novità dirompente che ha costituito, per il quadro politico, la comparsa di Matteo Renzi, la si vede, prima ancora che nei contenuti, in due aspetti di metodo, estranei alla tradizione politica italiana: la velocità, e la coincidenza tra ribalta e retroscena. Continua a leggere

Le conseguenze del referendum anti-immigrati in Svizzera

Il referendum anti-immigrati approvato di misura in Svizzera, con il 50,3% di voti favorevoli, imponendo l’introduzione di tetti massimi e quote anche per i cittadini comunitari e i richiedenti asilo, pone numerosi problemi che vanno al cuore della convivenza nelle società globalizzate, e democratiche. Continua a leggere