Europee: voto, voto PD, voto Federico Vantini
Ho scelto da qualche tempo di rendere pubblico il mio voto, e i suoi motivi.
Voterò, innanzitutto: e so che oggi non è scontato. Perché l’Europa, con tutti i suoi limiti di visione e di capacità d’azione coordinata, ha assunto un ruolo sempre più decisivo nel nostro immaginario, così come nelle nostre pratiche sociali, e concretamente nella nostra vita quotidiana di individui e di soggetti economici. E perché sarà chiamata sempre più a un ruolo politico effettivo, non più solo simbolico, o economico-finanziario. Siamo già molto più europei di quello vorremmo e spesso di quello che sappiamo. Ed è un bene prezioso. Che non voglio mi sia tolto.
Voterò PD, con convinzione. Il partito a cui mi sono iscritto alla sua nascita, con un mio impegno politico diretto, dopo moltissimi anni in cui la politica mi limitavo a seguirla e analizzarla. Mi ci ero iscritto con entusiasmo, molto del quale ho perso strada facendo, vedendo il continuismo prevalere sul cambiamento: e che ho recuperato da quando leader del PD e premier del paese è Matteo Renzi, la cui avventura innovatrice ho seguito con interesse e passione fin da quando era sindaco di Firenze, sostenendolo. E voto con convinzione per Martin Schulz come presidente della commissione europea, che il PD sostiene. Che ha un’idea d’Europa molto diversa da quella degli altri candidati, e ancora da chi dall’Europa vuole uscire.
E come candidati? Quali preferenze? I miei criteri sono semplici.
Alle europee non si vota per il proprio territorio. Interlocutori privilegiati dell’Europa, oltre agli stati, sono semmai le regioni, cui spettano ampie competenze di promozione di progetti e di spesa, o le città che cooperano in network sulla base di progetti europei (le smart cities o le città interculturali, ad esempio). E’ inutile votare un candidato della nostra città solo perché è il più vicino in linea d’aria. Il mio primo voto europeo, appena maggiorenne, fu quello, convinto, per il socialista Jiri Pelikan, dissidente cecoslovacco, uno dei leader della primavera di Praga. Ecco, mi piacerebbe poter esprimere ancora dei voti così. Di ideale. O di professionalità, perché in Europa contano i dossier di cui ci si occuperà e le capacità per farlo. E’ meno importante che si abbia una lunga carriera politica alle spalle: è più rilevante che si sappia di cosa ci si vuole occupare, come, e con chi, sulla base di quale progetto condiviso. Per questo non voterò per persone e candidati pur illustri, ma che alla politica hanno già dato molto, e dalla quale hanno avuto altrettanto. Per questo voterò per un amministratore giovane, con le idee chiare, e un’idea della politica che sento molto vicina. Per questo voterò per Federico Vantini.
Effetto Renzi nel Nord Est
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Interviste / Interviews, Politica / Politics /da Stefanocosa è cambiato. cosa deve ancora cambiare.

“Il Manifesto”, 29 maggio 2014
Meglio Rossi che male accompagnati
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Contraddetti, Politica / Politics /da Stefanoun primo contributo alla campagna elettorale…
a Padova, #meglioivorossi #L8xROSSI
Il mio voto alle europee
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Contraddetti, Politica / Politics /da StefanoEuropee: voto, voto PD, voto Federico Vantini
Ho scelto da qualche tempo di rendere pubblico il mio voto, e i suoi motivi.
Voterò, innanzitutto: e so che oggi non è scontato. Perché l’Europa, con tutti i suoi limiti di visione e di capacità d’azione coordinata, ha assunto un ruolo sempre più decisivo nel nostro immaginario, così come nelle nostre pratiche sociali, e concretamente nella nostra vita quotidiana di individui e di soggetti economici. E perché sarà chiamata sempre più a un ruolo politico effettivo, non più solo simbolico, o economico-finanziario. Siamo già molto più europei di quello vorremmo e spesso di quello che sappiamo. Ed è un bene prezioso. Che non voglio mi sia tolto.
Voterò PD, con convinzione. Il partito a cui mi sono iscritto alla sua nascita, con un mio impegno politico diretto, dopo moltissimi anni in cui la politica mi limitavo a seguirla e analizzarla. Mi ci ero iscritto con entusiasmo, molto del quale ho perso strada facendo, vedendo il continuismo prevalere sul cambiamento: e che ho recuperato da quando leader del PD e premier del paese è Matteo Renzi, la cui avventura innovatrice ho seguito con interesse e passione fin da quando era sindaco di Firenze, sostenendolo. E voto con convinzione per Martin Schulz come presidente della commissione europea, che il PD sostiene. Che ha un’idea d’Europa molto diversa da quella degli altri candidati, e ancora da chi dall’Europa vuole uscire.
E come candidati? Quali preferenze? I miei criteri sono semplici.
Alle europee non si vota per il proprio territorio. Interlocutori privilegiati dell’Europa, oltre agli stati, sono semmai le regioni, cui spettano ampie competenze di promozione di progetti e di spesa, o le città che cooperano in network sulla base di progetti europei (le smart cities o le città interculturali, ad esempio). E’ inutile votare un candidato della nostra città solo perché è il più vicino in linea d’aria. Il mio primo voto europeo, appena maggiorenne, fu quello, convinto, per il socialista Jiri Pelikan, dissidente cecoslovacco, uno dei leader della primavera di Praga. Ecco, mi piacerebbe poter esprimere ancora dei voti così. Di ideale. O di professionalità, perché in Europa contano i dossier di cui ci si occuperà e le capacità per farlo. E’ meno importante che si abbia una lunga carriera politica alle spalle: è più rilevante che si sappia di cosa ci si vuole occupare, come, e con chi, sulla base di quale progetto condiviso. Per questo non voterò per persone e candidati pur illustri, ma che alla politica hanno già dato molto, e dalla quale hanno avuto altrettanto. Per questo voterò per un amministratore giovane, con le idee chiare, e un’idea della politica che sento molto vicina. Per questo voterò per Federico Vantini.
Elezioni locali: io voto PD, io voto Michele Schiavo
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Contraddetti, Politica / Politics /da StefanoDomenica 25 maggio si vota, oltre che per le europee, per il sindaco di Cadoneghe.
Ci abito da oltre un decennio. Il più intenso, il più ricco di esperienze. Qui si è formata la mia famiglia, qui sono cresciuti i miei figli.
Qui mi sono impegnato anche nella politica attiva. Qui, quando è nato il Partito Democratico, mi sono iscritto per la prima volta, dopo tantissimi anni, ad un partito: con convinzione. Che non ho perso. E che si è rafforzata da quando leader del PD e premier è Matteo Renzi, che ho sostenuto fin da quando era ancora e soltanto il sindaco di Firenze.
Già alle primarie mi ero espresso a favore di Michele Schiavo, candidato sindaco del PD. L’ho conosciuto prima ancora che facesse politica, nell’ambito del volontariato sociale. E poi anche come amministratore. Lo conosco come persona onesta, corretta, propositiva: che non mette al centro se stesso, ma il lavoro che è impegnato a fare. Già questo mi basta: perché non è frequente, tra chi fa politica. In più ha il senso della squadra, e sa il valore del fare gruppo con chi sta intorno a lui, e insieme a lui persegue l’obiettivo di governare Cadoneghe al meglio.
Michele fa già parte della giunta, dove è impegnato da una legislatura come assessore: ha imparato a conoscere la macchina, e a darsi fare con serietà, determinazione e progettualità. E nello stesso tempo senza la pretesa – diffusa – di avere in tasca tutte le risposte, tutte le ragioni e tutte le soluzioni. Con uno stile politico sobrio, costruttivo, capace di ascolto: che è un segno di maturità, umana e politica. E senza la supponenza, l’arroganza, il gusto della demonizzazione dell’avversario, o i macroscopici conflitti di interesse, che vedo altrove.
Per le preferenze, sono fortunato. C’è in lista una persona che stimo così tanto, per le sue capacità e per il suo modo di affrontare i problemi, che l’ho addirittura sposata. E’ mia moglie, Augusta Parizzi. Che mi fa così un regalo in più: consentendomi di votare non solo con la testa, ma con il cuore…
Criteri per il voto europeo
/in 2014, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Politica / Politics /da StefanoSe ne parla poco, e un calo di partecipazione è largamente previsto: eppure le prossime elezioni europee avranno un’importanza maggiore che in passato. Per molte ragioni. Continua a leggere
Un'isola, i cittadini attivi, lo stato. Storia istruttiva della 'battaglia di Poveglia'
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Società / Society Articles, Società / Society /da StefanoIn periodo di elezioni, si tende a dare l’attenzione maggiore alle prese di posizione dei candidati e alle iniziative dei partiti: e sembra quasi che la dimensione politica si esaurisca in esse. Ma non tutto ciò che è politico è partitico, e non tutto ciò che è pubblico è istituzionale. Anzi, talvolta i segnali più interessanti, e più confortanti, di organizzazione e di impegno, di lungimiranza e di coinvolgimento popolare, si trovano altrove. Continua a leggere
Basta collateralismi. La Chiesa italiana rinuncia all'ingerenza elettorale: e la condanna
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Articoli di Religione / Religion Articles, Politica / Politics, Religione / Religion /da Stefano“Spero di non essere costretto, e soprattutto spero che non siano costretti i nostri fedeli, ad assistere al mortificante spettacolo di vecchi e sospetti collateralismi con candidati, con partiti o movimenti politici. È bene che sappiamo, una volta per tutte, che chiunque vede il vescovo o un sacerdote impegnarsi nell’orientare o influenzare il voto, ipotizza una sola cosa: l’interesse personale o la ricerca di favoritismi di varia natura”. Continua a leggere
Venezia. Salviamo l'isola di Poveglia: compriamola noi
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Contraddetti, Società / Society /da StefanoHo aderito a questa splendida campagna: fatelo anche voi.
Con 99 euro possiamo contribuire ad acquistare una splendida isola della laguna, a salvarla dalla speculazione e a trasformarla in bene pubblico.
Se non ce la si dovesse fare, i soldi saranno naturalmente restituiti a tutti.
Se ci si riuscisse, saremmo comproprietari di un pezzo di storia, di bellezza, di natura, di pianeta che avremmo contribuito a salvare e a fare diventare nostro e di tutti.
Qui un video esplicativo: http://video.repubblica.it/cronaca/venezia-all-asta-l-isola-di-poveglia-i-cittadini-uniti-per-comprarla/164721/163213?fb_action_ids=10204023513934615&fb_action_types=og.recommends&fb_ref=s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like
Qui per saperne di più e il modulo per contribuire: http://www.povegliapertutti.org/
Qui la pagina facebook: https://www.facebook.com/povegliapertutti?fref=photo
Polizia, violenza, applausi: sul caso Aldrovandi
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Articoli di Società / Society Articles, Politica / Politics, Società / Society /da StefanoGli applausi del Sindacato Autonomo di Polizia agli agenti condannati per il caso Aldrovandi (il pestaggio a morte di un giovane studente ferrarese, che li ha portati alla condanna per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi) è stato giustamente stigmatizzato, e ha colpito molto l’opinione pubblica e le istituzioni: a cominciare dal capo dello stato Napolitano e dal presidente del consiglio Renzi, che si sono premurati di solidarizzare con la famiglia. Continua a leggere
La carica alla carica: vizi e virtù della partecipazione alla politica
/in 2014, Anno / Year, Argomenti / Topics, Articoli / Articles, Articoli di Politica / Politics Articles, Politica / Politics /da Stefano“Tutti i gusti più uno”. Come le straordinarie caramelle di Harry Potter. Capaci di dare a ciascuno l’illusione di trovare e assaporare il proprio gusto preferito: più uno, appunto. Continua a leggere