L'università, la selezione, i concorsi. E altre cose che non vanno…

Generalizzare è intollerabile, ma ignorare sarebbe ingenuo. Le inchieste su abilitazioni e concorsi universitari lottizzati mettono in luce un malcostume indifendibile, certo, ma anche dei problemi strutturali, che vanno analizzati. Continua a leggere

La tentazione della secessione: la società insulare

Secessione significa separazione, defezione, ritiro, allontanamento. Presuppone qualcosa di unito, che si spezza. Senza voler mettere sullo stesso piano fenomeni diversi tra loro, per forma e sostanza, è la cronaca tuttavia a porci sotto gli occhi, negli stessi giorni, Sappada e la Catalunia, Mestre/Venezia e il referendum del lombardo-veneto, Belluno e la Brexit. Fenomeni diversi: che appartengono tuttavia alla medesima specie – che raccoglie e ingloba tutto ciò che spinge a una coazione centrifuga sempre più diffusa, e non solo in geopolitica. Continua a leggere

Perché domanda e offerta di lavoro fanno fatica ad incontrarsi. La fine dei percorsi lineari e le difficoltà di inserimento

Ci si può davvero preparare al lavoro? Può, il mondo del lavoro, semplicemente trovare persone da inserire nei ruoli predisposti? Sempre meno. La cosa è stata possibile finché i lavori sono rimasti, dal punto di vista tecnico, molto simili. Per migliaia di anni l’aratro ha subito solo modeste variazioni. Poi, ogni tanto, arrivava un’innovazione rivoluzionaria: attaccarlo a un paio di buoi, o passare dal legno al ferro. In questi casi, la trasmissione generazionale e l’apprendimento attraverso l’esempio e la pratica erano sufficienti a inserirsi nel lavoro. E non valeva solo per l’agricoltura, ma anche per l’artigianato e il commercio, appresi a bottega (e trasmessi facilmente di padre in figlio anche perché casa e bottega erano lo stesso luogo fisico). Già dalla prima rivoluzione industriale le cose sono cambiate. Tanto più in quelle successive, per arrivare ad oggi, in cui sappiamo con certezza che la maggior parte dei lavori che faranno i nostri figli, al momento in cui li iscriviamo a scuola, semplicemente non esistono ancora. Continua a leggere

Immigrati: la terza via.

Di fronte a un rubinetto aperto, pretendere di fermarne il flusso a metà della caduta è illusorio: per un po’ ci si può anche riuscire, ma solo deviando l’acqua altrove, e alla lunga non è risolutivo. Continua a leggere

Povia e la censura

Leggo che l’ANPI ha chiesto e ottenuto la cancellazione di un concerto di Povia a Trezzano sul Naviglio, organizzato da una associazione privata, una parrocchia. Magari è lecito domandarsi perché una parrocchia decida di organizzarlo, ma non altro. L’unico soggetto a cui attribuirei titolo per contestare la scelta, al massimo, è il consiglio pastorale: sempre che non l’abbia direttamente approvata. Nel qual caso la palla passerebbe ai parrocchiani. E lì si fermerebbe. Continua a leggere

Lo sciopero dei prof. Perché non lo faccio. Perché sono a favore.

I docenti universitari sono una categoria mite e non sindacalizzata, tradizionalmente moderata e rispettosa delle leggi, inabituata a forme di lotta, non dico radicali, ma proprio a forme di lotta qualsiasi. Probabilmente per osmosi: essi vivono in un ambiente dove, pur esistendo un contratto collettivo, non esistono rivendicazioni collettive, essendo le progressioni di carriera o individuali, e legate in teoria, quando va bene anche nella pratica, alla valutazione del curriculum in termini di didattica, pubblicazioni e ricerca, o semplicemente dettate da logiche inesorabili e uguali per tutti come l’anzianità. Continua a leggere

Racconto di ferragosto

Stazione di Padova. Vigilia di Ferragosto.
Mentre, rientrato da Milano, percorro il sottopassaggio della stazione, diretto al parcheggio, vedo con la coda dell’occhio un signore – più giovane di me, ma con più durezze alle spalle a segnarne i lineamenti – che, sull’altro lato, regge tra le mani un grande foglio giallo scritto a mano: dalle poche parole che decifro, qualcosa legato al fatto che, dietro ai poveri che chiedono, c’è qualcosa… Continua a leggere

L'accoglienza come cultura (nel turismo, e non solo)

Complice una congiuntura astrale – o meglio geopolitica – particolarmente favorevole (le disgrazie dei paesi del Maghreb e del Medio Oriente, dove molti oggi temono di recarsi in viaggio e tanto più in vacanza, diventano i vantaggi competitivi degli altri paesi mediterranei), il turismo continua ad aumentare, nel Nordest, macinando record di presenze, italiane e straniere. E’ una buona notizia, evidentemente: anche se andrebbe temperata dalla comparazione con altre realtà internazionali, che – per ragioni che sarebbe utile approfondire – crescono di più, e approfittano maggiormente del vantaggio competitivo di cui sopra. Continua a leggere

Licei brevi. Né pro né contro: oltre

Dall’anno prossimo in cento scuole superiori d’Italia (ma solo in una classe per ogni scuola) partirà la sperimentazione dei cosiddetti ‘licei brevi’, che peraltro non saranno solo licei: un corso di studio di quattro anni, parificato a quello quinquennale (che consentirà quindi l’accesso all’università). Continua a leggere

"Il burkini come metafora" a Fahrenheit – Radio 3 RAI

Fahrenheit, RAI, Radio 3
Puntata del 9 agosto 2017