Povia e la censura

Leggo che l’ANPI ha chiesto e ottenuto la cancellazione di un concerto di Povia a Trezzano sul Naviglio, organizzato da una associazione privata, una parrocchia. Magari è lecito domandarsi perché una parrocchia decida di organizzarlo, ma non altro. L’unico soggetto a cui attribuirei titolo per contestare la scelta, al massimo, è il consiglio pastorale: sempre che non l’abbia direttamente approvata. Nel qual caso la palla passerebbe ai parrocchiani. E lì si fermerebbe. Continua a leggere

Lo sciopero dei prof. Perché non lo faccio. Perché sono a favore.

I docenti universitari sono una categoria mite e non sindacalizzata, tradizionalmente moderata e rispettosa delle leggi, inabituata a forme di lotta, non dico radicali, ma proprio a forme di lotta qualsiasi. Probabilmente per osmosi: essi vivono in un ambiente dove, pur esistendo un contratto collettivo, non esistono rivendicazioni collettive, essendo le progressioni di carriera o individuali, e legate in teoria, quando va bene anche nella pratica, alla valutazione del curriculum in termini di didattica, pubblicazioni e ricerca, o semplicemente dettate da logiche inesorabili e uguali per tutti come l’anzianità. Continua a leggere

Racconto di ferragosto

Stazione di Padova. Vigilia di Ferragosto.
Mentre, rientrato da Milano, percorro il sottopassaggio della stazione, diretto al parcheggio, vedo con la coda dell’occhio un signore – più giovane di me, ma con più durezze alle spalle a segnarne i lineamenti – che, sull’altro lato, regge tra le mani un grande foglio giallo scritto a mano: dalle poche parole che decifro, qualcosa legato al fatto che, dietro ai poveri che chiedono, c’è qualcosa… Continua a leggere

L'accoglienza come cultura (nel turismo, e non solo)

Complice una congiuntura astrale – o meglio geopolitica – particolarmente favorevole (le disgrazie dei paesi del Maghreb e del Medio Oriente, dove molti oggi temono di recarsi in viaggio e tanto più in vacanza, diventano i vantaggi competitivi degli altri paesi mediterranei), il turismo continua ad aumentare, nel Nordest, macinando record di presenze, italiane e straniere. E’ una buona notizia, evidentemente: anche se andrebbe temperata dalla comparazione con altre realtà internazionali, che – per ragioni che sarebbe utile approfondire – crescono di più, e approfittano maggiormente del vantaggio competitivo di cui sopra. Continua a leggere

Licei brevi. Né pro né contro: oltre

Dall’anno prossimo in cento scuole superiori d’Italia (ma solo in una classe per ogni scuola) partirà la sperimentazione dei cosiddetti ‘licei brevi’, che peraltro non saranno solo licei: un corso di studio di quattro anni, parificato a quello quinquennale (che consentirà quindi l’accesso all’università). Continua a leggere

"Il burkini come metafora" a Fahrenheit – Radio 3 RAI

Fahrenheit, RAI, Radio 3
Puntata del 9 agosto 2017

La propaganda e il gonfalone: sull'uso dei simboli del Veneto

Gustav Mahler, grande compositore che, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, è stato forse l’ultimo dei classici ma certo non il primo dei rivoluzionari, diceva che “tradizione è la custodia del fuoco, non l’adorazione delle ceneri”. Continua a leggere

Come comportarci di fronte a chi è in stato vegetativo permanente? Riflessioni a partire dal caso di Elisa

Morire è naturale. E’ rimanere attaccati a una macchina per un tempo indefinito e potenzialmente infinito, solo per mantenere attive (non: in vita) le funzioni fondamentali, che non lo è. E stiamo parlando di alimentazione e respirazione: tutto il resto, quello che ci rende umani, o anche solo animali, come le capacità intellettive e di interazione, nei casi di stato vegetativo permanente, non c’è già più. Continua a leggere

Sbarchi e richiedenti asilo: è ora di una svolta

E’ il punto di svolta. Dodicimila sbarchi in due giorni. Due mesi estivi di bel tempo a questi ritmi vorrebbe dire 360.000 persone: un ritmo insostenibile per l’Italia, da sola, se si aggiungono a un meccanismo di salvataggi ed accoglienza già sotto stress ormai da un paio d’anni. Ed è per questo che è finalmente giunto il momento che l’Europa intervenga: e bene ha fatto il governo a puntare i piedi e a pretenderlo (ci prova da tempo, ma purtroppo con scarsissimo successo – solo che oggi non è più possibile non vedere). Continua a leggere

Gloria e Marco: quando il silenzio sarebbe più opportuno della retorica

In molti – credo tutti quelli che non hanno un cuore di pietra – abbiamo pianto di fronte alla vicenda di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, morti nel rogo della Grenfell Tower a Londra. Non c’era bisogno di conoscerli personalmente per commuoversi, di fronte a questa bella coppia di giovani fidanzati, pieni di speranze e di futuro, che hanno visto spezzati in maniera così repentina e terribile i sogni che stavano inseguendo. Non ci riesce difficile – anche se è impossibile farlo davvero – identificarci nello strazio dei genitori e dei familiari: commuoversi vuol dire appunto questo – muoversi insieme, con-dividere, com-piangere, almeno, se altro non è possibile fare. Soprattutto se siamo genitori, ancora di più se abbiamo anche noi un figlio o una figlia a Londra o altrove: e ci siamo detti che, sì, non sarebbe dovuto succedere, ma sarebbe potuto capitare a chiunque. E’ una vicenda dolorosa, vera, unica, profonda come solo il dolore può esserlo. E che, come tale, merita rispetto. Siamo con i genitori, con i parenti, con gli amici, per quel poco che possiamo, per quel che vorremmo essere a loro vicini. Continua a leggere