E' tornata la prima repubblica

E’ tornata la prima repubblica. Nel linguaggio e nei contenuti. E’ tornata la “verifica”. E’ tornato il “logoramento”. E’ tornata l’aggettivazione roboante per vicende, in se stesse, inconcludenti: l’“indebita interferenza”, l’“atteggiamento arrogante”, l’“evoluzione inquietante”. Sono sempre lì i personalismi, le egolatrie: mentre impazzano, come d’abitudine, i retroscena implausibili, i segreti di Pulcinella, le paroline sussurrate al giornalista. Continua a leggere

Le aperture di Papa Francesco

Le novità di papa Francesco, ormai, non sono più una novità. Sono state talmente tante, sia di metodo che di merito, e incisive, in così poco tempo, che la notizia, oggi, sarebbe che non accadesse niente di nuovo. Continua a leggere

A cosa servono i senatori a vita?

La polemica sui senatori a vita – se sono di destra, o se sono di sinistra – è sciocca e provinciale, inutile e stucchevole: come gran parte del chiacchiericcio pseudo-politico, non solo estivo. La maggior parte delle personalità serie, proprio perché tali (personalità: e serie) non sono facilmente etichettabili: hanno il dono di riflettere, raramente hanno il vizio di schierarsi (soprattutto se è un’attività a prescindere: dalla riflessione, appunto). E sono quindi capaci di avere un’idea, ma anche di cambiarla, se si è rivelata errata. Continua a leggere

Come cambia il 'corpo' del PD (la dirigenza segue…)

Ora che molti, anche nemici acerrimi fino alle primarie e anche dopo, cominciano a schierarsi con Matteo Renzi, il PD guarda dentro se stesso con sorpresa. E la sorpresa è tanto più forte perché avviene proprio nel suo momento più popolare e partecipato, le feste estive: un ottimo termometro del clima interno al partito, da sempre occasioni di confronto, ma anche di dissenso o di consacrazione. Continua a leggere

Egitto, la svolta autoritaria

Poteva essere una nuova Turchia: un paese che, sotto la guida di un partito islamico moderato, ridimensiona il ruolo dei militari e inaugura una stagione di sviluppo economico e di progresso civile, avviandosi ad essere una democrazia compiuta, pur nel quadro di una dimensione religiosa riconosciuta e in crescita di influenza, con qualche arroganza di troppo. Rischia di essere, invece, un nuovo Pakistan: un paese economicamente in crisi, autoritario, sostenuto da copiosi finanziamenti esteri, in cui i militari detengono tutte le leve del potere, in preda a continui sussulti jihadisti, sempre più lontano dalle forme di democrazia che conosciamo. Continua a leggere

Egitto: la partita dei militari, tra Morsi e Mubarak

Dopo il colpo di stato, il colpo di spugna. L’immagine contrapposta di Mubarak libero e Morsi in carcere, è la fotografia delle contraddizioni dell’Egitto di oggi. In mezzo, il generale al-Sisi: ministro della difesa ma, oggi, presidente di fatto, colui che in mano le chiavi del potere. E della repressione. Continua a leggere

Politica: la crisi come segnale di speranza

Il ponte di Ferragosto, politicamente, si compie all’insegna del già visto. Le notizie, dopo tutto, sono sempre quelle: i guai giudiziari di Berlusconi, le divisioni nel PD, le piccole decisioni e i molti rinvii del governo. Niente di epocale. Niente di innovativo. Niente di riformatore. Continua a leggere

Il PDL che non andrà alla guerra

Il PDL, per riprendere un titolo del quotidiano di famiglia, Il Giornale, “indossa l’elmetto”. Continua a leggere

Chi staccherà la spina al governo

Sappiamo molte cose di questo governo. Come è nato (in fretta e per caso: e quindi senza progetto e senza programma), chi sono i suoi refrattari genitori (due partiti – il PD e il PDL – che si detestano cordialmente e si sono incontrati solo per necessità, per bisogno, non per desiderio), chi ne è stato la levatrice (il presidente Napolitano, che ha evitato l’aborto, l’ha fatto nascere e lo mantiene in vita), come sta crescendo (gracile e smunto, tra continui litigi), come vive (o vivacchia: tra annunci roboanti di riforma, onesti tentativi di manutenzione della cosa pubblica, e rinvii). Continua a leggere

Da Bersani a Epifani: quel che non cambia

Da Bersani a Epifani: perché non è cambiato niente


L’addio di Bersani

Con l’ufficializzazione delle sue dimissioni in direzione nazionale – nonostante qualcuno, con il metodo abituale, gli chiedesse di ritirarle – Pierluigi Bersani si è guadagnato l’onore delle armi. E ha mostrato la capacità di assumersi la responsabilità di una sconfitta che non è stata solo sua. Continua a leggere