La nuova emigrazione, tra fuga e opportunità

Sono più di centomila quelli certificati. Ma sono molti di più, gli italiani andati a vivere all’estero lo scorso anno: perché di solito ci si iscrive all’Aire (l’anagrafe degli italiani residenti all’estero) solo dopo anni, quando la partenza non è più un’avventura appena iniziata ma una fase nuova della propria vita. Oltre diecimila dal Veneto (seconda regione in cifra assoluta, dopo la Lombardia), oltre quattromila dal Friuli, quasi tremila dal Trentino. Continua a leggere

La laurea e la sua percezione: problemi e ritardi del Nordest

Abbiamo meno laureati di tutti i nostri diretti concorrenti europei: il venti per cento circa dei nostri giovani (il 13,9% della popolazione complessiva), contro percentuali che in Germania e altrove si avvicinano alla metà. Non solo: in questi paesi, dove già i laureati sono molti di più – dalla Francia alla Germania – il tasso di crescita è doppio che da noi. E abbiamo pure il tasso di abbandoni universitari più alto d’Europa: il 45%. Praticamente una persona su due che si iscrive all’università abbandona gli studi. In compenso i nostri laureati sono molto bravi, segno che gli studi da noi non sono poi pessimi: tanto che si sistemano benissimo – ma altrove. I dipartimenti universitari di altri paesi nostri concorrenti sono pieni di dottorandi, ricercatori e professori italiani; ha fatto rumore, pochi mesi fa, che la nazionalità più presente tra coloro che avevano ottenuto dei finanziamenti alla ricerca dell’ERC (European Research Council) fosse quella italiana, ma nella maggior parte dei casi per progetti di ricerca di università straniere. E il tasso di laureati tra chi abbandona il nostro paese – inclusa la nostra area di riferimento, il Nordest – è superiore alla media nazionale: almeno un quarto di coloro che stanno lasciando l’Italia in questi anni ha un titolo di studio universitario. Continua a leggere

#fertilityday: perseverare non è diabolico, è idiota

Non seguo i social network nelle loro forme di indignazione conformista e irriflessiva. Continua a leggere

I principi della cittadinanza e l'islam

“La cittadinanza: principi, regole e comportamenti”
Intervento al convegno organizzato dall’Associazione Islamica Italiana degli Imam e delle Guide Religiose
Verona, 21 agosto 2016 – qui il video

L'imam, la cittadinanza e la parità di genere

La costituzione italiana sancisce la parità tra uomo e donna in maniera forte. Come recita l’articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Gli articoli 37, 51 e 117 specificano ulteriormente: sostenendo l’accesso al lavoro con “gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni” (art 37);  e promuovendo l’accesso “agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza”, favorendo “le pari opportunità tra donne e uomini” (art 51 e 117). Continua a leggere

La radicalizzazione jihadista in Italia

Il primo settembre la presidenza del consiglio dei ministri ha insediato una commissione sulla radicalizzazione jihadista in Italia, di cui fa parte il prof. Stefano Allievi, editorialista del nostro giornale. Gli abbiamo chiesto una riflessione sul suo ruolo e il fenomeno che deve analizzare. Continua a leggere

A cosa serve la Commissione per lo studio del fenomeno jihadista in Italia (audio)

Commissione per lo studio del fenomeno jihadista

Allarme islam e bambini kamikaze: forse stiamo un po' esagerando…

Durante le vacanze estive, nel Chianti, ho assistito alle attività ludiche di alcuni bambini in un parco giochi attrezzato di un paesino di poche migliaia di abitanti. Nell’atto di prepararsi alla conquista della preziosa postazione di un cavallino a molla, a spese di un altro bambino, un ragazzino ha lanciato il fatidico grido: “Allahu Akbar!”, cacciando il più piccolo dalla sua cavalcatura. Erano tutti italianissimi. Continua a leggere

"il Giornale" mi ama: un esempio di giornalismo etico…

All’inizio non ho diffuso questo post sui miei account: il suo oggetto non lo merita. Mi sono limitato a inserirlo sul sito a futura memoria, nascondendolo discretamente, con una data di un mese precedente al fatto per non dargli pubblicità sulla home page. Oggi lo ricolloco al suo posto, in ordine cronologico. Aggiungendo una postilla.
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Terremoto: quando l'obiettivo è il bene comune

E’ il Veneto della solidarietà che si è mosso, con grande prontezza, fin dalle prime ore della mattinata di ieri, per portare aiuti alle popolazioni terremotate, attraverso la protezione civile, i vigili del fuoco, le unità cinofile, i carabinieri, medici e infermieri, e altri volontari. E’ il Veneto dell’apertura – non solo dei cuori – quello che da subito ha dato disponibilità ad ospitare nelle sue strutture sanitarie i feriti a causa del sisma, e ad aiutarli nel concreto, rapidamente. Per una volta, riconosciuto e ringraziato come tale anche dal governo centrale. Continua a leggere