La canzone del rott'amatore

Non ho parole.

Avevo scritto un testo, con intento ironico, intitolato “La canzone del rott’amatore” (per inciso: canzone nel senso di canzoniere, di poesia…), e l’ho postato su facebook accompagnato dalla frase “per sorriderci un po’ su…”

Il tutto in un blog che si chiama ‘Contraddetti’, dichiaratamente ispirato a quello spirito caustico che era Karl Kraus, dove ci sono quasi solo battute, aforismi e brevi commenti ironici di attualità politica.

E in poche ore mi sono ritrovato, in un articolo sull’edizione online di un quotidiano nazionale, paroliere di Renzi, niente meno. Autore del testo di una canzone dedicata a lui (che non è nemmeno nominato: nel testo parlo in prima persona, e si tratta della mia persona, non della sua), e alla ricerca di qualcuno che mi scrivesse gli accordi, se possibile.

Ma l’ironia no?

Pensare che tutto era nato da un banale gioco di parola, una sola: la parola “rott’amare”.

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Potere della rete, certo. E sua difficoltà nell’aiutare a contestualizzare, evidentemente. Va bene così: avrei dovuto saperlo, e in realtà lo so, ma non lo si sa mai abbastanza. Un’utile lezione, per uno che insegna nel corso di laurea in scienze della comunicazione… (anche l’autoironia, a questo punto, ci sta)

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Allora, per aiutare a ri-contestualizzare. Trattasi di testo ironico, che gioca sulla parola ‘amo’ (l’Italia, la politica, il Pd, gli elettori di centrosinistra) e ‘rottamo’ (all’inverso: la parte peggiore del Pd, della sua dirigenza, della politica, dell’Italia). Per riassumerla:

Io amo. E quindi rottamo

In definitiva: rott’amo…

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Io amo l’Italia, nazione avvilita
il mio – il nostro – Paese sfortunato
afflitto, impoverito e violentato
da un ceto di allegri incompetenti
di immobili, di inutili, di furbi nullafacenti
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Io amo la politica, vocazione onesta
fatta di idee, di accese discussioni
di programmi, di liti, di emozioni
credendoci, con passione e con amore
per fare cose, non per farsi di parole
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Io amo anche, lo dico, il mio partito
democratico a parole, nei fatti più discosto
dall’idea che incarnava, dalla strada che ha proposto
e il progetto di cui era portatore
oggi già stanco, da rivitalizzare
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Io amo quelli che ci hanno creduto per davvero
i suoi militanti, i suoi sostenitori
gli iscritti, i comprimari, gli elettori
(quelli che abbiamo poi lasciato andare
quelli che abbiamo costretto a rinunciare)
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Io amo.
E per questo rottamo
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Io rottamo la democratica zavorra
il ceto che il PD lo ha ucciso in culla
che ha fatto in modo che non crescesse nulla
chi lo voleva abortire, e lo ha adottato
senza vera convinzione, chi l’ha usato
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Io rottamo i leader senza qualità
i dirigenti di passate stagioni
le vecchie glorie, le vetuste ragioni
incapaci di andarsene perché è giunto il momento
passati per tutte le sigle, e per nessun cambiamento
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Io rottamo la politica posticcia
le dichiarazioni inutili, i tatticismi di carriera
la vanità inconsistente, l’arroganza vera
la retorica del bene pubblico, dell’io sacrificato
in trasparente interesse privato
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Io rottamo quest’Italia malsana
incapace di riforma, senza speranza, arresa
ridotta sempre a giocare in difesa
rinunciataria, mediocre, implausibile, inetta
chiusa in se stessa, al futuro inadatta
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Io rottamo. Io amo
Io rott’amo