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SUMMARY:JAZZ SOCIETY. Il mondo plurale spiegato con il jazz
DESCRIPTION:Auditorium San Gaetano\, Lunedì 3 ottobre\, ore 21 \nNell’ambito della Fiera delle parole. \nhttps://www.eventbrite.it/e/biglietti-stefano-allievi-jazz-society-il-mondo-plurale-spiegato-con-il-jazz-414716075947 \n\n\n\n\nMobili e plurali. Sono queste le caratteristiche principali delle odierne società sviluppate. \nIl movimento le caratterizza con il nomadismo metropolitano e le migrazioni\, come mobilità e mutamento sociale\, attraverso movimenti culturali e politici\, come innovazione tecnologica. E in tanti altri modi. Si muovono sempre più velocemente informazioni\, idee\, denaro\, merci: e\, con qualche ostacolo in più\, uomini e donne. \nUna delle conseguenze più importanti della mobilità è la pluralità che caratterizza le nostre società: pluralità di modelli culturali\, di pratiche sociali\, di possibilità di scelta\, di opzioni a disposizione. A seguito di questi processi anche la parola identità\, così tanto utilizzata in questi anni\, cambia di significato: individualmente e collettivamente. \nInfine\, tra le conseguenze della pluralità\, c’è il formarsi di nuove culture\, ma anche il mischiarsi delle stesse: l’incontro\, il confronto\, lo scontro tra persone\, gruppi sociali\, idee e ideologie\, religioni… Le occasioni di dialogo e trasformazione\, e quelle di conflitto\, che si producono. \nTutto questo è raccontato in maniera semplice e divertente attraverso il jazz: la necessità di ascolto che implica\, la fiducia tra diversi che presuppone\, il ruolo dell’improvvisazione nell’evoluzione del discorso\, lo spazio dato ai vari strumenti negli assolo\, il significato della ripetizione di un riff\, l’importanza delle grandi individualità come dell’umile lavoro della sezione ritmica\, la capacità di inclusione di marginali\, fragili e devianti rispetto alla cultura mainstream\, la propensione al coinvolgimento del pubblico\, e tanto altro ancora. Il tutto raccontato con le parole ma soprattutto con la musica dal vivo di Sergio Marchesini (fisarmonica) e Franco Nesti (contrabbasso e voce)\, che spazia dai grandi standard che hanno fatto la storia del jazz a brani contemporanei e meno noti. La libertà\, la democrazia\, la convivenza\, l’etica dell’incontro\, il conflitto e il dialogo culturale\, spiegati con un coinvolgimento che nessuna parola\, da sola\, sa dire. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nStefano Allievi è professore ordinario di Sociologia all’Università di Padova. È nato a Milano\, dove si è diplomato all’Istituto per la Formazione al Giornalismo (IFG) e laureato in Scienze politiche; ha poi conseguito a Trento il dottorato in Sociologia e ricerca sociale. È specializzato nello studio dei fenomeni migratori\, in sociologia delle religioni (con particolare attenzione alla presenza dell’islam in Europa)\, e in studi sul mutamento culturale e politico: temi su cui ha condotto ricerche a livello nazionale e internazionale\, pubblicate in varie lingue europee\, in arabo e in turco. Ha al suo attivo una quarantina di libri e numerose pubblicazioni anche internazionali. Svolge anche un’intensa attività di divulgazione\, come conferenziere\, editorialista\, autore e performer. \nSergio Marchesini suona fisarmonica e pianoforte. Scrive e arrangia musica per il cinema\, il teatro e la danza.\nIn teatro ha lavorato con Mirko Artuso\, Marco Baliani\, Giuseppe Battiston\, Massimo Carlotto\, Massimo Cirri\, Vasco Mirandola\, Giuliana Musso\, Andrea Pennacchi\, Giancarlo Previati\, Stefano Scandaletti\, Filippo Tognazzo.\nCome autore di colonne sonore ha partecipato a produzioni Jole Film\, ZaLab\, Rai Cinema\, HBO Europe / Miss Wasabi Films\, presentate ai festival del cinema di Torino\, Venezia e Locarno.\nLe colonne sonore più recenti sono: “Il tempo rimasto” di Daniele Gaglianone e “Po“ di Andrea Segre. \nFranco Nesti\, canta\, suona il contrabbasso\, è arrangiatore e compositore\, dirige cori a cappella e la Big band dell’Università di Padova.\nHa collaborato con eccellenze del panorama mondiale del jazz\, quali Harry “Sweets” Edison\, Benny Golson\, Tony Scott\, Eddie “Lockjaw” Davis\, Enrico Rava\, Massimo Urbani\, Bobby Durham\, Stefano Bollani…\nHa partecipato a numerose rassegne e festival di jazz in Italia e in Europa.\nHa registrato come side-man una trentina fra vinili e CD. Come leader ha realizzato tre incisioni a proprio nome: “Cromatos”\, Versus” e “New York – Rio andata e ritorno”.
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